MONZA STORICO L’ORGOGLIO DEL NOSTRO PATRIMONIO A QUATTRO RUOTE.

GIUSEPPE MAGNI foto MASSIMO CAMPI-MAGNI-NICOLI- GRITTI

 

 

Non siamo arrivati prestissimo, questa mattina, all’Autodromo di Monza. L’aria decisamente fredda di questa strana domenica di inizio aprile consigliava di prenderla con calma. Anche se l’impazienza di tornare nel Tempio della Velocità, dove oggi ci attendeva un evento eccezionale, cominciava a salire oltre i livelli di guardia. Così, eccoci in pista. Una volta nel paddock, ci siamo subito resi conto che il clima era già talmente caldo che nessuna aria fredda nulla avrebbe potuto in questa giornata che si preannunciava già così bella.

 

Erano di scena, infatti le giornate dedicate all’ACI Storico, animate impareggiabilmente dalle meravigliose Alfa Romeo della Scuderia del Portello, che celebrava in pista i suoi primi quarant’anni. Fino dai primi minuti ci siamo immersi nel calore delle dolcissime forme dei prototipi presenti, ci siamo inebriati dei profumi delle benzine vere, ci siamo deliziati dei rombi e delle grintose melodie che nessun’altra Casa è in grado di cantare come li cantano le Alfa Romeo.

 

Non credo quasi vi sia bisogno che vi citi i modelli, neppure gli anni in cui hanno dominato sulle piste e sulle strade di tutto il mondo, basta che ammiriate voi stessi le foto, che guardiate i video, alzando il volume più che potete. Si è trattato davvero di momenti palpitanti, in cui la grande emozione ha accomunato tutti, ma davvero tutti i presenti, dagli appassionati, accorsi in gran numero, ai giornalisti, ai leggendari piloti, agli impareggiabili animatori della Scuderia del Portello, fino al presidente stesso di Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato, che non ha voluto mancare all’appuntamento monzese.

 

Autodromo di Monza e Alfa Romeo. Un connubio storico, prestigioso, di una ricchezza culturale dal valore inestimabile. Lo ha detto e ribadito più volte lo stesso presidente Imparato, parlando alla televisione, ai piloti e anche ai semplici appassionati. Sì, perché oggi la passione di poteva quasi toccare con mano, i cuori battevano forte, le emozioni accomunavano grandi e piccini in una atmosfera di vera festa. C’è da augurarsi veramente che tutti, ma proprio tutti, dalle istituzioni, alle aziende, dagli enti preposti, all’Unesco, dal presidente a tutti gli appassionati ci possiamo mobilitare, ciascuno per la nostra parte, a difendere e tutelare questi patrimoni storici non solo italiani, ma mondiali, quali Alfa Romeo e  l’Autodromo di Monza, che compie in questi giorni, cento anni.

I minuti, le ore scorrono velocissime, Carlo Facetti e Giorgio Francia scambiano battute, Andrea de Adamich e Gianni Giudici gonfiano il petto, orgogliosi di rappresentare essi stessi una leggenda.

 

Ma ecco, giungere il momento magico, il momento di entrare in pista! Saliamo col cuore in gola su un’Alfa Romeo. Il motore romba sublime. Qualche momento di attesa di fronte all’effige di Juan Manuel Fangio e poi via! In pista! Ingresso dalla parte del rettilineo opposto a quello del traguardo, il motore sale, ed è subito Parabolica! Non posso raccontarvi con semplici parole cosa possa significare calcare su un bolide rombante il sacro asfalto del Tempio della Velocità! Rallentiamo per lasciare scorrere le Alfa Romeo di fronte a noi, poi, nella prima variante, acceleriamo con eccelsa goduria e incomparabile libidine verso il Curvone Biassono. Spettacolo e batticuore. La Prima e la Seconda di Lesmo, dove tante e tante e tante volte ho visto passare i miei Eroi, i campioni veri del Motorsport, ora sono percorse da me stesso, su un’Alfa Romeo, aggredendo i cordoli come fanno quelli veri.

 

 

Quasi non ci credo. In macchina silenzio, come se il momento fosse quasi sacro. In effetti, un po’, lo è. È il Tempio della Velocità, va rispettato, va accarezzato e amato, come lo hanno amato tutti quelli che qui hanno corso e hanno vinto, come lo hanno amato tutti quelli che qui hanno corso e hanno dato la loro stessa vita. Per amore. Solo per amore. Quell’amore di cui è stata pervasa oggi l’intera giornata, che sembrava, all’inizio, apparentemente fredda.

Un po’, forse, come certi meccanismi che dovrebbero innescarsi per festeggiare degnamente il centenario dell’Autodromo, ma che sembrano ancora tiepidi. Ma siamo certi che sapranno scaldarsi, come si è scaldato oggi il paddock. L’amore e la passione sono il più potente dei motori. E certi miti, come Monza e come Alfa Romeo, non hanno mai smesso di essere amati. Sapranno certamente mantenersi su quella scena e su quei livelli che tutto il mondo ci invidia. Anzi, che tutto il mondo, come noi, e, forse, più di noi, sa amare.

Grazie, Alfa Romeo! Grazie, Monza! Cento di questi anni! Ci riabbracceremo presto!

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