Testo e foto MARCO FERRERO
Il DTM, con tutti i difetti che potrà avere, ha comunque sempre garantito finali thriller ed a sorpresa, sia in termini sportivi, che in altri che definire vergognosi è un eufemismo; ricordiamo in merito come esattamente 30 anni fa fu concesso a Roland Asch di “mettere fuori causa” Alessandro Nannini per favorire la vittoria finale del compagno di marca Klaus Ludwig, uno scandalo (in termini sportivi) mai dimenticato, e che oggi trova una sua piccola rivalsa.
Trentuno anni dopo il successo di Nicola Larini sull’Alfa Romeo 155, Mirko Bortolotti ha inserito il proprio nome nell’albo d’oro della serie, portando al successo finale la sua Lamborghini Huracan; oggi come allora un pilota italiano su un’auto italiana, per un successo in una serie che, per quanto nel tempo progressivamente finita nel dimenticatoio, specie in terra teutonica mantiene un prestigio ed un’immagine di assoluta importanza.
Una serie che, dopo i fasti degli anni d’oro, si era imbavagliata nei suoi regolamenti sino ad arrivare per ben due volte ad un nulla a chiudere definitivamente i battenti, due volte risorta dalle sue ceneri sino a quando Gerhard Berger (grande intuizione la sua) l’aveva con un progetto ardito rivitalizzata, per poi (pessima trovata) lasciarla in eredità ad ADAC, che non ha trovato di meglio che ridurla ad un campionato quasi solo più tedesco, se pur la starting list dei piloti è di assoluta importanza.
Per la verità già lo scorso anno (e nel 2022) il pilota trentino aveva sino alla fine lottato per la vittoria finale, mancando di poco il successo e dovendosi accontentare del secondo posto assoluto; quest’anno, dopo una stagione all’insegna dell’equilibrio, si era giunti prima dell’ultimo round, con 56 punti ancora da assegnare, ad una situazione che vedeva:
1^ Mirko Bortolotti – Lamborghini – SSR Performance – pt. 204,
2^ Kelvin van der Linde – Audi – Team ABT Sportsline – pt. 189,
3^ Maro Engel – Mercedes AMG – Winward Racing – pt. 184,
4^ René Rast – BMW – Schubert Motorsport – pt. 147,
5^ Thomas Preining – Porsche – Manthey EMA – pt. 143,
con quindi solo I primi tre a potersi giocare, matematicamente, il titolo 2024.
Nel weekend, che ha visto lo svolgimento sul tracciato di Hockenheim e che non ha mancato di regalare colpi di scena , e nel quale le due manches sono state vinte da Kelvin Van der Linde (che era passato al comando della graduatoria con l’ultima prova da disputare) e Luca Engstler, si è quindi disputato l’ultimo atto dell’edizione 2024 della serie, al termine del quale la classifica assoluta finale si è così declinata:
1^ Mirko Bortolotti – Lamborghini – SSR Performance – pt. 228,
2^ Kelvin van der Linde – Audi – Team ABT Sportsline – pt. 221,
3^ Maro Engel – Mercedes AMG – Winward Racing – pt. 203,
4^ René Rast – BMW – Schubert Motorsport – pt. 172,
5^ Thomas Preining – Porsche – Manthey EMA – pt. 158.
Bortolotti succede, meritatamente, nell’albo d’oro a Sheldon Van der Linde, vincitore lo scorso anno, arricchendo il proprio personale palmares di un successo che conferma l’alfiere della casa di Sant’Agata Bolognese come uno dei più forti interpreti della categoria Gran Turismo.











