Comunicato CORSANEWS
Torino. Se il rallysmo moderno è oggi una disciplina di precisione millimetrica e tecnologia esasperata, lo deve in gran parte a un uomo che, tra gli anni ’60 e ’70, ha trasformato la guida sporca in una forma d’arte accademica. Sandro Munari, per tutti “Il Drago” di Cavarzere, l’uomo che ha legato indissolubilmente il suo nome al mito della Lancia e alla nascita della leggendaria Stratos. Sandro Munari non era un pilota incline alle smargiassate. Il suo soprannome, “Il Drago”, descriveva la sua capacità di divorare l’asfalto e la terra con una ferocia controllata. Era un perfezionista: le sue note erano enciclopediche e la sua capacità di “leggere” l’aderenza del ghiaccio rimane, ancora oggi, materia di studio per i giovani piloti. Dopo il ritiro dalle competizioni di vertice alla fine degli anni ’70, Munari non ha mai abbandonato il mondo dei motori, dedicandosi alla sicurezza stradale e alla formazione, trasmettendo quella filosofia del controllo che lo ha reso immortale.






