DI PAOLO CICCARONE foto L.NICOLI

Demonizzato, accusato, bistrattato, sul motore Diesel se ne sono lette di tutti i colori e la politica, con le sue scelte, ha contribuito ad affossare una soluzione che in quanto a emissioni di CO2 è nettamente inferiore a qualsiasi tipo di motore benzina, anche ibrido. Se poi a un diesel abbini appunto un motore elettrico, ottiene una efficienza mostruosa, ma i burocrati non ci sentono e le Case, costrette a investire sull’elettrico o elettrificazione, si sono trovate in un vicolo cieco.
Ovvero, per certi tipi di utilizzo e per certe percorrenze, non c’è niente di meglio di un motore diesel. La controprova arriva proprio da un test con BMW 520 d, una vettura di un segmento alto di gamma, spiccatamente premium, in cui il 60-70 per cento delle vendite è proprio quello del motore a gasolio, col caro vecchio e indistruttibile Diesel. Ebbene, visti i progressi della tecnologia e visto anche che non capita spesso di provare una vettura con questo motore, ci siamo tuffati nel bel sapore dei tempi andati. Ovvero, una vettura di alto di gamma con consumi da utilitaria.
Con BMW 520 d abbiamo percorso anche 4,7 litri per 100 km. Tradotto, ovvero oltre 21 km al litro nel ciclo misto e circa 18 km al litro in autostrada. Ebbene, viaggiare in prima classe, perché con BMW si viaggia in prima classe, con un motore…proletario dai bassi consumi, ha rappresentato un misto di goduria e patimento, al pensiero che si possono fare tante cose con questi propulsori se soltanto fossero le basse emissioni di CO2 a farla da padrona, invece dietro c’è altro.

E il paradosso è che queste vetture (vedi anche nuova Audi A5) hanno bisogno di questi propulsori così come ne hanno bisogno anche quelle di segmento inferiore. Sulla tenuta di strada, con tutti i sistemi di controllo alla guida di BMW (alcuni si possono disconnettere premendo solo un tasto sulla consolle centrale e scegliere dal touch screen quali) si viaggia in sicurezza e confort. La seduta è molto buona, con il sedile che ha la possibilità di regolazione in lunghezza, per meglio posizionare le gambe (cosa che Mercedes Classe E non ha, per esempio), ampio schermo diviso in tre parti: cruscotto, navigatore e accessori vari da scegliere nei vari menù e nelle numerose App che compiono sullo schermo.
Il motore è un classico due litri 4 cilindri biturbo, mild hybrid, abbinato alla trazione integrale BMW X drive che in questa versione M sport viene ancora più esaltato. La gamma parte da 73.570 euro, la versione provata supera gli 85 mila euro, ma basta aggiungere qualche optional che si arriva facilmente ben oltre. Naturalmente ha tutti i sistemi di connessione Android e AppleCar Play, nonché i vari servizi offerti da BMW. Interni al top, spazio e ricaricatori wireless disponibili davanti e porte USB dietro.

L’auto che ho provato è la BMW 520 d xDrive M Sport, il più ricco degli allestimenti della Serie 5 che è già dotata di serie della trazione integrale, del cambio automatico a 8 rapporti, i cerchi M da 19″, l’assetto M Sport e i rivestimenti interni in pelle e Alcantara. Serbatoio da 60 litri, che consente una autonomia superiore ai mille km (e se guidi con tatto arrivi anche a 1400 km in un colpo solo…). Che dite, troppo per una vettura a gasolio? Assolutamente no. Potendo scegliere ve la consigliamo al 100 per 100.



























