DS7 Ibrida Plug In 360 Cv per competere coi premium tedeschi

DI PAOLO CICCARONE FOTO L.NICOLI

Quando nacque il marchio DS, dapprima come versioni speciali Citroen e poi come un proprio brand separato, l’obiettivo era chiaro: fare concorrenza ai marchi premium tedeschi giocando sul loro campo preferito. Ovvero lusso, prestazioni, contenuti. Nel corso degli anni la prima parte del progetto è riuscita, ovvero farne un brand a parte con vari modelli (dalla prima DS4 alla DS3 e via così) fino a presentare la DS7 Ibrida Plug In da 360 Cv che strizza l’occhio chiaramente ad Audi Q7, sia per forme che la ricordano, sia per i contenuti. La seconda parte del progetto, ovvero essere una valida alternativa ai premium tedeschi, quella non si è ancora concretizzata.

LUSSO FRANCESE CONTRO PREMIUM TEDESCHI

Per vari motivi. Primo, perché ci vuole tempo per inserirsi in certi segmenti, poi qualità e contenuti che negli ultimi tempi, fra motori diesel e altri a benzina, non si sono verificati. E allora, tanto vale provarla per capire se ci sono gli estremi per considerarla una alternativa, perché va bene essere tedeschi, va bene essere premium, ma alla fine si somigliano tutti, sembra quasi di indossare una divisa con lo stesso taglio e, a proposito di problemi, non è che da quelle parti se la passino meglio che di qua, visto i ripetutiti guasti elettronici, diesel e altro ancora, comune a tutti per via delle normative che impongono più sistemi di controllo e ADAS rispetto al passato e su questo terreno, nessuno è immune da guasti o richiami.

AL VOLANTE E’ CONFORTEVOLE

E allora, mettiamoci al volante per capire come va DS7 nella versione ibrida plug in. Il primo elemento che spicca è l’orologio rettangolare, old style verrebbe da dire, che segna il tempo nell’abitacolo, col pulsante accensione quadrato con un rombo all’interno posto proprio lì sotto, non facilmente visibile al primo colpo. Posizione di guida buona, spaziosa, qualche difficoltà nel sistemare la lunghezza della battuta rispetto all’altezza del volante, ma è questione personale. Poi il cruscotto con il touch screen ampio con navigatore e altre funzioni (troppe secondo il nostro parere).

CERCHI IN LEGA DA 21 POLLICI

La vettura che ho provato è una DS 7 E-Tense 360 4×4, l’allestimento caratterizzato da dotazioni di lusso come i cerchi in lega da 21 pollici, finiture esterne nere, impianto audio Focal Electra (molto bello da ascoltare), fari Pixel LED, 360 Vision e Night Vision, interni in pelle Nappa e tetto panoramico apribile. Insomma, completa e ben rifinita. L’ibrido scatta abbastanza spesso, soprattutto in città, mentre la parte plug in, con autonomia dichiarata di quasi 80 km, non è stata mai provata perché privi di centraline di ricarica a distanza decente, per cui ci siamo portato a spasso un tre quintali di roba inutile, col computer di bordo che segnalava spesso quanti viaggi erano stati fatti senza ricaricare e invitava a farlo quanto prima.

CONSUMI BUONI ANCHE SE ELETTRICO

Nonostante tutto i consumi sono stati buoni, anche in autostrada, con medie di 6,4 litri per 100 km (circa 15 km al litro) con punte di 11,9 km al litro in ambito urbano a freddo. Quando la batteria è scarica i consumi di benzina salgono ovviamente un po’, soprattutto quando si iniziano a sfruttare i 360 CV disponibili per rapide accelerazioni, ma non raggiungono mai i livelli preoccupanti di SUV a benzina di potenza simile. Il serbatoio è forse un po’ piccolo, appena 43 litri di benzina, per quanto non tra i più grandi, permette quasi sempre di percorrere quasi 500 km con un pieno. Bene gli ausili alla guida, incluso il mantenimento corsia (si può staccare premendo il tasto con icona auto e scegliere se mantenere o meno) e il cruise control adattivo, così come la qualità dei materiali interni e la praticità dei numerosi vani porta oggetti.

TANTA POTENZA SENZA SUPERBOLLO

Da non sottovalutare è poi il fatto che questa DS 7, nonostante i 360 CV totali, non paga il superbollo: la potenza del solo motore a benzina, quella riportata al rigo P.2 del foglio 2 della carta di circolazione indica infatti 147 kW (200 CV). Problemi? Alcuni pulsanti non sono dove ti aspetti di trovarli, ad esempio l’alza cristalli che è sulla consolle centrale vicino al cambio automatico a 8 marce, invece che sui finestrini. Per cui l’abitudine ti porta a cercare il pulsante dove non c’è.

VISIBILITA’ POSTERIORE SCARSA

La forma coupé toglie visibilità al posteriore, specie di tre quarti. Per il resto ci sono tante cose utili e sofisticate, come le telecamere a infrarossi o l’adattamento preventivo delle sospensioni, che migliorano il confort di marcia nonostante la generosa gommatura a terra. Niente male pure la dotazione tecnologica: in base all’allestimento si possono avere sistemi come la telecamera a infrarossi che controlla l’attenzione del guidatore o quella che, di notte, rileva pedoni e ciclisti lungo la strada, evidenziandoli nel cruscotto digitale di 12 pollici. Fra le altre “chicche” citiamo il sistema di parcheggio completamente automatico e l’obiettivo che riprende il fondo stradale, per consentire a una centralina di adattare preventivamente la risposta degli ammortizzatori a controllo elettronico alle irregolarità dell’asfalto.

UNA GAMMA DA 44 MILA A OLTRE 74 MILA EURO

La gamma parte da poco più di 44.000 euro, mentre la versione provata, con tettuccio apribile e plug in, di listino parte da 74.100 euro e si arriva facilmente oltre i 76.000 con alcune aggiunte (tettuccio ad esempio). Non proprio a buon mercato, ma la qualità si paga.

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