IL DRIFT VISTO CON UN’OTTICA MANAGERIALE

testo e foto MARCO FERRERO

 

Ispirato, se vogliamo, dall’emulazione di quanto uno degli episodi della serie “Fast and furious” aveva presentato, il drift sta sempre di più imponendosi all’attenzione del pubblico come una disciplina spettacolare che, grazie anche all’organizzazione di campionati nazionali e continentali, attira un numero sempre maggiore non solo di piloti ma anche di appassionati e di curiosi che si approcciano a questo tipo di gare.
Abbiamo incontrato il portacolori nonché “numero uno” del Daba Drift Team Davide Bannò, con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere su come lui viva questa disciplina sportiva “dall’interno”, raccogliendo le sue considerazioni, un’intervista che ha regalato numerosi punti assolutamente interessanti ed anche qualche novità inattesa.

D: Da quanti anni pratichi il drift e come è nata la passione?
R: Ho iniziato il drift nel 2004 quando il campionato è arrivato in Italia, a quel tempo vendevo auto con la concessionaria Nissan di Padova, il titolare mi disse che un suo amico organizzava queste gare e mi chiese se volevo provare, da lì ho iniziato ed è nata la passione.

D: Voi principalmente usate tutte Nissan Z350, c’è una ragione “tecnica” o altro?
R: Prima usavamo le Nissan Silvia, poi abbiamo deciso di passare ad un modello più nuovo, anche perché quando ti presenti ad uno sponsor è preferibile che si abbia tutte vetture uguali e di un certo livello, poi la Z350 ha un bel motore ed un ottimo telaio, è una vettura che si presta benissimo per il drift.

D: Come vedi il fenomeno drift, in espansione, stabile o in calo in termini di interesse e partecipanti?
R: In calo no, ma neanche in espansione; c’è stato un periodo in cui il drift ha avuto una crescita notevole, poi c’è stato un rallentamento dovuto a problemi di carattere organizzativo, ci sono stati molti cambi a livello di gestione e questo non ha aiutato. Secondo me perché il drift abbia più visibilità è necessario che si abbiano personaggi famosi, cantanti, attori, gente famosa, alla guida delle vetture, in questo modo si riuscirà ad attirare il pubblico e dare al drift l’importanza che deve avere.

D: Si può avere un’idea di che costi si hanno per una stagione di drift e come se ne fa fronte?
R: Ti faccio un esempio: una Nissan 350 base a comprarla costa 10.000 Euro, a prepararla ne spendi 15.000, e ce ne vanno altri 20.000 tra le gare, il carburante, i ricambi, le gomme e tutto il resto, per cui con 45.000 Euro fai la stagione. L’anno successivo la vettura ce l’hai già, quindi spendi solo 25.000 Euro; nel mio caso, dato che abbiamo un bel team, belle macchine, diamo una bella visibilità, io poi ho gli sponsor, e loro ci supportano.

D: Si riesce a trovare degli sponsor?
R: In questo momento da quello che ho capito sono l’unico team di drift che ha degli sponsor, ma in generale credo che se sei bene organizzato si riesce.

D: Come giudichi l’organizzazione dei campionati?
R: Secondo me i primi campionati erano i più belli, quello organizzato da Nicola Tesini era quello che ha fatto scuola, poi ce n’è stato un altro, che era seguito dalla RAI, poi c’è stato un crollo con il campionato organizzato da VM Drift, che ha fatto disastri e ha rovinato l’immagine del drift in Italia, quest’anno sta cercando di ricrescere, speriamo sia un bel campionato.

D: Dopo il distacco da Driftkings nessuna gara in Italia per l’europeo e nessuna gara a Castelletto per l’italiano; un passo indietro?
R: Come ti dicevo prima, in Italia il drift non sta salendo soprattutto perché i piloti non si muniscono di belle macchine, ci sono in giro tanti “rottami” che perdono pezzi ed olio, e gli autodromi in Italia queste macchine non le vogliono più far “girare”, ed è per questo che il campionato europeo non riesce ad organizzare una gara in Italia, perché le piste non gli danno il permesso. Questa non è una bella cosa, bisognerebbe salire di livello, avere piloti con auto “giuste”, ed ecco che il drift europeo tornerebbe anche in Italia. Per quanto riguarda Castelletto qui non si farà più drift, il proprietario è stufo di dover pagare multe e penali perché ogni volta che organizza un evento trova qualcuno che lo incolpa che genera inquinamento e rumore e gli crea problemi.

D: Anche il vostro Daba Drift Day?
R: No, quello rimane, anche perché le nostre auto sono tutte silenziate e cerchiamo di far si che siano sempre a posto sotto l’aspetto meccanico.

D: Parteciperete alla serie nazionale con obbiettivi di vittoria e con quanti piloti?
R: Quest’anno parteciperemo al campionato italiano sicuramente con Elena Zaniol nel femminile e con un ragazzo disabile, stiamo costruendo una Nissan Z350 per un ragazzo disabile, vorrei fare entrare la disabilità nel mondo del drift, credo che anche questa sarebbe una via per dare una maggiore e più giusta visibilità al mondo del drift, una disciplina che può essere praticata da tutti. Poi, oggi qui vedi che ci sono i due figli di Rocco Siffredi, tutti e due bravi, forse Leonardo (ndr il più giovane) è più portato, tra l’altro ha un bel “piede”, è veramente molto bravo, secondo me lo inserirò.

D: Come pensi si possa avere più visibilità da parte dei media? Voi state già lavorando in questo verso, con eventi come il Daba Drift Day o partecipando ad eventi benefici o di costume…
R: Come ti dicevo, se si ha modo, come sto facendo io, di mettere personaggi famosi alla guida delle auto c’è la possibilità di attirare i media, ed una visibilità mediatica non può che attirare il pubblico.

D: Le vostre prospettive ed obbiettivi per il 2020?
R: Crescere, ingrandirsi, macchine sempre più belle, più performanti, anche per un discorso di visibilità; quest’anno abbiamo fatto il nostro primo reality, Italian Driver, che è stato messo in onda da Sportitalia, è stato confermato anche per la stagione 2020 sperando di mettere in onda anche su Sky. C’è in corso un discorso con un altro canale che vuole seguire Elena Zaniol, speriamo in bene.

Un discorso non solo in ottica sportiva ma anche manageriale, fatto di idee chiare e determinazione; l’auspicio è che Davide ed il suo team non rimangano una voce isolata ma che facciano proseliti e contribuiscano alla crescita del drift Nel ringraziare Davide per la cortesia e la disponibilità, con lui l’appuntamento è a fine gennaio ad Automotoretrò ed Automotoracing dove il team sarà presente per entusiasmare, come sempre, gli appassionati.

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