F.1 McLAREN MCL40 L’arma totale di Norris e Piastri pronta alla sfida 2026

DI PAOLO CICCARONE FOTO McLAREN TEAM

Dopo i primi giri di pista a Barcellona e alla vigilia delle prove in Bahrain, la McLaren ha concesso i suoi piloti in un incontro stampa mentre il TP Andrea Stella ha fatto un primo bilancio su cosa si è visto in Spagna

 

Il primo test di Barcellona con la nuova McLaren MCL40 è andato secondo le previsioni, lo conferma il TP Andrea Stella e alla vigilia della prima vera sessione di test in Bahrain, in programma dall’11 febbraio al 13, l’obiettivo è sviluppare il progetto in un’ottica che possa portare i due piloti al titolo mondiale. Su questo punto, Andrea Stella ha confermato che non ci sono state sorprese negative dai primi giri di pista: “Quello che abbiamo visto era in linea con le nostre aspettative e in linea con le simulazioni.

Ciò che è emerso chiaramente è che la curva di apprendimento è molto ripida per tutti, piloti e team, il che significa che ogni giro insegna qualcosa di utile in termini di prestazioni. Sappiamo che la MCL40 è un buon punto di partenza, ma ora dobbiamo lavorare sodo per svilupparla e, attraverso una migliore conoscenza della vettura, migliorare le prestazioni complessive del pacchetto, sia nell’immediato sia nel corso della stagione”.

NORRIS QUEL N.1 SULLA MACCHINA CHE EMOZIONE

Questo dal punto di vista tecnico, mentre per i piloti, che hanno partecipato a un incontro con la stampa specializzata lo scorso 3 febbraio, le aspettative sono ovviamente elevate. Secondo il campione del mondo Lando Norris un conto è sentirsi dire che è il numero 1, un altro vederlo sulla macchina… “Un conto è sentirselo dire, un altro vederlo per la prima volta sulla macchina. È tutto vero”. Ovviamente, vinto un titolo l’idea è quella di bissare, ma non sempre è stato così. Norris come la vede? “Ho ancora molti anni davanti a me in F.1, vorrei vincere il maggior numero di campionati ovviamente. Ma anche se non dovessi vincerne un altro, sarei comunque contento. Ho colto l’obiettivo per cui ho lavorato 20 anni a partire dal mio primo giro coi kart.

Poche persone riescono a realizzare l’obiettivo della vita come ho fatto io”. Cambiamenti nella persona rispetto agli anni passati? “Non mi sento diverso al via di questa nuova stagione. Sento ancora il bisogno di vincere. Il fatto che mi sia tolto una soddisfazione incredibile non vuol dire che mi senta svuotato. Voglio vincere ancora, spero solo di aver un inverno più lungo per godermi una vacanza maggiore…”. Obiettivo i 7 mondiali come Hamilton? “Veramente siamo 7 a 1… Mi servirebbero altri sei anni come il 2025 per raggiungerlo, o altri tre per pareggiare Verstappen…”. Favorito per il mondiale 2026? “Beh vedo Max e George Russell fra i favoriti…”.

PIASTRI IMPARATA LA LEZIONE DEL 2025

Dal canto suo Oscar Piastri ha tratto grandi insegnamenti dalla stagione 2025 e al pari di Norris confida nei miglioramenti della vettura:  “ C’è sempre qualcosa che vorremmo andasse meglio. Non possiamo sempre vincere, ma credo nel mio team. Abbiamo vinto gli ultimi due titoli Costruttori per un motivo, a prescindere dai piloti. Penso che sia importante che come scuderia crediamo di poter continuare la scia di ottimi risultati colti negli ultimi anni anche in una nuova era tecnica. A Barcellona la Mercedes sembrava molto forte, così come Red Bull e Ferrari. L’aspettativa è che ci siano quattro team molto veloci”.

F.1 2026? PER NORRIS RICORDANO LE F.2

Opinioni sulle nuove monoposto? Secondo Norris “… questa vettura sembra più una F2 per come va guidata. Non so se mi piaccia o meno, ma ho capito già molto a Barcellona di come vada sfruttata questa monoposto. Ma come si comporterà sui circuiti cittadini o su tracciati ricchi di asperità è ancora un mistero”. In Bahrain si capirà meglio che direzione prenderà lo sviluppo di tutte le F.1 del 2026.

Per Oscar Piastri sarà un anno cruciale, dimostrare che il passo di inizio stagione, calato poi nella seconda parte di campionato, è il suo livello standard…  “Sono molto orgoglioso di come ho affrontato le cose. Il 2025 non si è concluso come avrei voluto, e ci sono due modi di affrontare situazioni del genere, a mio avviso. Puoi lasciarti andare, o far in modo che serva da spinta per il futuro. Ho riflettuto molto sull’anno scorso durante la pausa invernale. È facile concentrarsi sulla conclusione, ma il 2025 è stato molto meglio rispetto alle mie prime stagioni in F.1. La macchina era competitiva, il team forte e sono davvero orgoglioso di alcune mie prestazioni. Ci sono stati momenti dolorosi, ma anche cose di cui vado fiero. Ho imparato la lezione”.

Piastri non è contrario alle Papaya Rules, le regole di ingaggio volute da Andrea Stella. Ma riconosce che nel 2025 non sempre è filato liscio. “Ci siamo creati qualche problema che non serviva in alcune occasioni, ma Il principio di base, però, ha molti risvolti positivi. Dobbiamo solo affinare il meccanismo, mantenendo solo quello che funziona. È evidente che certe cose avrebbero potuto essere gestite meglio”.

 

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