AUTOMOTOTURINSHOW, UNA TERZA EDIZIONE DI SUCCESSO

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Giunta alla sua terza edizione, la rassegna torinese di Automototurinshow ripropone, nei padiglioni dell’ex stabilimento produttivo del Lingotto, il suo evento dedicato all’intrattenimento in chiave automobilistica; come anche rilevabile dalla denominazione, non tanto una retrospettiva, come lo era Automotoretrò, sul passato, più o meno lontano, del mondo dell’automobile, ma una proposizione di spettacolo incentrata, queste le intenzioni, avente l’automobile come sfondo.

Come occorso nella scorsa edizione, grande enfasi data al mondo del tuning, certamente la chiave più spettacolare della kermesse statica, peraltro ampliata nella sua proposta, molto più ricca; una “lettura” del mondo automobilistico molto americaneggiante anni ’50, dove l’esagerazione e l’estremizzazione in termini di elaborazioni (ammesse oltre oceano, un po’ meno qui in Italia), accessoristica e customizzazioni trasforma ogni tipo di vetture in esemplari unici.

Certamente l’effetto e l’impatto visivi sono notevoli, magari qualche perplessità nasce valutando quanto queste vetture siano realmente utilizzabili, ma in ogni caso non si può non riconoscere agli autori la fantasia nella creazione e l’impegno nella realizzazione, oltre che il relativo rilevante esborso economico.

Rispetto alla scorsa edizione, che aveva lasciato qualche dubbio, quest’anno la kermesse ha segnato una netta evoluzione positiva; non solo il nuovo padiglione ha ampliato l’ambito della visita, peraltro inserendovi anche zone di test di e-bike e di evoluzioni ciclistiche ma anche l’area ha dato visivamente la sensazione di maggiore organizzazione ed ordine, un elemento che non passa mai inosservato in chi vi assiste.

L’insieme è apparso decisamente più attrattivo, e certamente l’upgrade di quest’anno andrà consolidato nelle prossime edizioni; l’evento è apparso, giustamente, sobrio, senza eccessi od esagerazioni, quanto è stato aggiunto è apparso consono allo spirito dell’evento, e di questo va reso merito agli organizzatori.

Manca ancora forse, e per una città come Torino e la tradizione storica che rappresenta in ambito automobilistico può essere un punto da implementare, un maggior riferimento alle vetture del passato; a modesto parere del vostro cronista, se l’obbiettivo è quello di attirare le generazioni più giovani, più rivolte verso la modernità e le innovazioni, tuttavia un legame con il passato può risultare utile per comprendere quali siano state le evoluzioni occorse nel trascorrere dei decenni.

In merito alla parte dinamica, forse il solo taxi drift, a livello di coinvolgimento, considerato come la quota di accesso non appaia proprio accessibile a tutte le tasche, potrebbe essere integrato con qualcosa di più agonistico valutabile in termini di confronti cronometrici; il drift, certamente coerente con l’aspetto “spettacolo” della manifestazione, è certamente disciplina di “effetto” quando praticata da grandi interpreti  e su campi di gara che possano esprimere il potenziale di piloti e vetture, ma perde buona parte del suo fascino se ridotto a qualche loop o qualche ruota fumante, senza contare che il pubblico italiano non è particolarmente “caldo” verso questa disciplina sportiva.

Certamente gli organizzatori staranno valutando questa opzione, nel caso da realizzare però con oculatezza evitando gli errori in cui si era incorsi nelle ultime due edizioni di Automotoracing, che avevano palesato alcune lacune organizzative.

Molto meglio, rispetto allo scorso anno, la parte dedicata alla vendita di ricambi, memorabilia ed altro, anche in questo caso logisticamente meglio strutturata e con maggiori proposte; anche in questo caso un maggior ordine e spazi ben definiti hanno fatto la differenza.

Certamente un evento che si discosta dalle manifestazioni “tradizionali” e che vuole proporsi in maniera alternativa a questi, un evento “giovane” per il quale il giudizio non può che essere positivo e che a questo punto, per imporsi ad un pubblico esigente come quello torinese e degli appassionati, dovrà continuare nella sua evoluzione a piccoli passi e con uno sguardo anche verso tematiche sportive, tradizionali e tematiche, che certamente se affrontate correttamente non potranno che contribuire positivamente in merito.

L’eredità raccolta da Automotoretrò, che per oltre trent’anni si è imposta all’attenzione raccogliendo consensi, è pesante ma non configura di certo un ostacolo impossibile da superare; Torino, passata capitale dell’auto, necessità di eventi che sappiano attirare un pubblico appassionato, esigente e competente, ed Automototurinshow mostra di voler occupare pienamente questo spazio.

L’arrivederci è alla prossima edizione, e ci si attendono grandi novità da quella che sarà la quarta edizione della manifestazione.

 

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