AL LINGOTTO SI APRE L’AUTOMOTOTURINSHOW 2026

Testo e foto MARCO FERRERO

 

I padiglioni del complesso del Lingotto, ex storico stabilimento di produzione della FIAT si aprono per una nuova edizione, la terza della sua storia, di Automototurinshow, la rassegna che ha preso il posto di Automotoretrò che per quarant’anni ha attirato decine di migliaia di appassionati di vetture storiche; l’evento oggi ha una connotazione leggermente diversa, meno incentrata sulle vetture del passato e con uno sguardo maggiore ai tempi moderni.

 

 

Dalla kermesse, che avrà luogo dal 27 al 29 marzo, ci si attende un upgrade rispetto alle due precedenti edizioni; se da un lato gli organizzatori hanno annunciato l’apertura di un nuovo padiglione, che dovrebbe aumentare la proposta in termini quantitativi, dall’altro ci si attende che l’evento non si limiti solo all’aspetto “show” ma sappia proporre anche temi che approfondiscano l’aspetto culturale del mondo dell’automobile, a maggior ragione considerato come l’evento si svolga in quella che tradizionalmente è sempre stata considerata la capitale italiana dell’automobile.

 

 

Un evento ancora “giovane”, che deve trovare la propria dimensione, che ha raccolto l’eredità di una kermesse importante della quale ha cercato di acquisire gli elementi più caratterizzanti e dalla quale ha cercato di staccarsi per non apparirne come una banale ripetizione, che nel tempo saprà costruirsi una sua propria tradizione ed una sua collocazione nell’ambito delle manifestazioni automobilistiche.

 

 

L’apertura dello storico padiglione 2 del Lingotto, che andrà ad aggiungere una superficie espositiva pari a 18.000 metri quadrati, certamente incrementerà l’offerta in termini quantitativi, e ci si attende che all’interno della stessa possano trovare spazio anche aree tematiche dedicate.

 

 

Da ricordare a beneficio degli appassionati, soprattutto quelli abituati a cosa voleva rappresentare Automotoretrò, che Automototurinshow ha, come espresso nel proprio sito ufficiale, ha l’obbiettivo dichiarato di essere un evento dedicato all’intrattenimento, e che come tale necessariamente non avrà alcune delle caratteristiche della precedente kermesse ma presenterà alcune sue peculiarietà distintive.

 

 

In questa ottica, non previsto nella presente edizione ma auspicabile per il futuro, sarebbe certamente attrattivo un elemento dinamico di carattere agonistico che possa entusiasmare le nuove generazioni, target degli organizzatori; il “taxi drift”, peraltro non certamente accessibile a tutte le tasche (€ 52 per un giro), può essere solo un elemento di contorno ma, se non fruibile, non risulta di interesse.

A titolo di suggerimento personale, stante come lo spazio dedicato al tuning avesse riscosso successo e risultasse certamente attrattiva, una parata all’esterno delle vetture esposte all’interno dell’Oval a beneficio del pubblico potrebbe risultare un momento emozionale di grande impatto ed una simpatica iniziativa.

Una kermesse che, se lato degli addetti ai lavori suscita grande curiosità, dal lato degli appassionati dovrà trovare positivi riscontri e fornire quegli utili spunti di riflessione necessari all’implementazione di nuove idee e di nuove proposte; l’importante è che questa kermesse, che raccoglie una sfida importante, sappia imporre agli appassionati il proprio format e le proprie proposte per diventare un evento importante nel panorama automobilistico.

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