HERIBERT STOHR foto Copyright: Ferrari S.p.a
“Non ci posso credere!” era il tormentone di Aldo del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Una frase che determina stupore (Hamilton che batte le Mercedes) ma a guardare i dettagli c’erano delle avvisaglie.
Durante le qualifiche, l’inglese della Ferrari, ha capito che fare un gran tempo nella prima parte del tracciato avrebbe fatto soffrire le gomme nella terza parte del tracciato. Infatti nel Q3 ultimo minuto risparmia le gomme nel primo intertempo e tira come un orco negli altri due. Risultato: 2° a 64 millesimi da Russell. Leclerc 10° senza tempo perché ha picchiato duro dopo un errore da principiante tanto da consigliargli un corso agonistico alla Scuola Federale Csai di Vallelunga. Reprimenda ( e forse due punti sulla patente) per l’italieno durante le prove libere 3. Non contento di insultare i colleghi che gli impediscono di fare un giro veloce (come il traffico a Bologna) supera Stroll e , parandosi davanti all’Aston Martin fa un brake test ossia gli frena di colpo davanti al musetto di Lance; tipica manovra da kartista ma in F1 è decisamente pericolosa oltre che antisportiva.
Il circuito di Barcellona ha un vantaggio; se trovi un ottimo assetto che qui funziona sarà una buona base per molti circuiti. Fa caldo, siamo in giugno, e la Pirelli prevede 2 soste per il cambio gomme, anche perché le gomme di sinistra soffrono molto qui. Gomme dure per Stroll e Alonso (ultimo tempo ma decide di partire dai box approfittando di montare pezzi nuovi senza avere penalità). Gomme medie per quasi tutti tranne Hamilton, Verstappen, Perez, Ocon, Colapinto, Hulkenberg che rischiano la morbida. Pronti via e davanti tutto regolare, Leclerc guadagna 3 posizioni mentre Hadjar ne perde 8!! Al 6° giro si ritira Stroll che commenta: « Si ça continue comme ça, je vais devoir m’entraîner avec un F2 ! » (se continua così dovrò allenarmi con una F2!). Due giri dopo Charles supera Piastri mentre Hadjar rimonta a suon di sorpassi.
Russell comanda con Lewis non molto lontano ma appena Automelli gli si avvicina va in pit a montare le dure (12° giro). Strategia a tre soste? Mancano 54 giri. Gli intertempi ottimi del ferrarista costringono in tanti a montare subito il treno di gomme dure: Russell, Lawson, Perez, Colapinto, mentre Max monta le medie. Il giro dopo Norris, Hulkenberg, Ocon e Albon (dure). Un altro giro e Automelli ,Piastri , Gasly, Sainz, Bottas (dure). Ancora un giro Hadjar e Bortoleto (dure). Leclerc è al comando ma 5 giri dopo Lewis è costretto al pit per gomme dure mentre si ritira Bottas. 19° giro in pit anche Bearman (dure) mentre Hamilton è vicino a Russell e non sembra faticare nel reggere il ritmo mentre l’italieno è distante. Lando è 4° poi Max e Charles. Mancano all’appello Alonso e Lindblad (dure). Di nuovo Andrea si avvicina a Hamilton che va in pit al 28° giro per montare le medie.
Le Mercedes duellano mentre si ritira Hulkenberg e Max monta le medie mentre Albon rimonta le dure. Di nuovo Lewis è il più veloce in pista e supera di slancio Leclerc che non può opporre resistenza (gira 1 secondo più piano al giro). “These tires are very good, I will buy them for my car.” (molto buone queste gomme , le comprerò per la mia automobile). Dice l’inglese che ha inaugurato la lista delle seconde soste. Sainz, Hadjar, Bortoleto, Colapinto, Norris, Lawson (dure), Perez e Ocon (medie), Albon (morbide) ma non riparte dai box. 37° giro tocca a Russell e a Piastri (dure) il giro dopo ad Automelli (dure) ed Hamilton è in testa alla corsa con 16 secondi di margine sul duo Mercedes. Lindblad (dure) e Leclerc (dure), siamo al 40° giro, al 41° si ritira Alonso (decisamente sconfortato) ma si ferma sul tracciato.
Bandiera gialla. Solita lentezza della direzione gara che impiega ben 32 secondi per esporre la Virtual Safety Car…..ma Lewis è già sul traguardo e non può beneficiare di questa botta di fortuna per fare la sua terza sosta. Verstappen (medie) e Bearman (morbide) ne approfittano. I commissari spagnoli sono lenti nelle loro manovre per liberare la pista dall’Aston Martin e Hamilton ha il tempo per fermarsi, montare le dure e rimanere al comando per 10 metri. Anche Gasly (dure) e resta 9°. Il miglior tempo della gara (meditate gente) è di Norris in 1’20”2 e Max lo abbassa dopo la ripartenza della gara. “Tell me what time I have to do and I’ll do it!” (ditemi che tempo devo fare e lo faccio!) chiede al muretto Hamilton. Gli rispondono 1’20”9 ma lui fa 1’20”3. Poi fa 1’20”1 e stacca il duo Mercedes. Albon torna in pista dopo 8 giri di sosta.
Norris sembra tenere il passo di Andrea che litiga coi track limit in curva 10 ma…. “I’m at the limit, I have no more.” (sono al limite non ne ho di più). Il suo team continua ad illuderlo per un terzo posto dando per scontata una penalità per l’italieno che sborda spesso fuori pista. George e Andrea sono rassegnati alla forza di Lewis e fanno l’elastico fra loro, un po’ duellano e un po’ si allontanano. Intanto terza sosta per Bortoleto (morbide), Sainz (medie), Hadjar (morbide). Con uno sforzo enorme Norris raggiunge Automelli e allora Andrea spinge di più e chiede al team: “Ho il passo più lungo della gamba di George!” infine sorprende Russell che sottovaluta la distanza del compagno (che ha 150kw in più, direi 50cv) e si difende troppo tardi: superato! 61° giro cambia il podio. Ocon monta le morbide.
Il giro dopo va in pit Albon (morbide) e quarta sosta e succede quello che Russell aveva sempre sperato. Il motore di Andrea si ammutolisce e si ferma in pista. 20 secondi (!!!) per esporre la bandiera gialla e altri 16 per la Virtual Safety Car. Si ritira Bearman e vediamo Leclerc nella ghiaia poi raggiungere i box per ritirarsi col servosterzo kaputt. « Hier j’étais rouge de honte, aujourd’hui je suis fuchsia ! » (ieri ero rosso dalla vergogna, oggi sono fucsia!). Commissari ancora lenti (3 giri e mezzo per togliere la Mercedes muta), a proposito di lenti si ritira anche Albon. Rischio Safety Car per fare un ultimo giro all’americana? Saggia decisione della direzione gara che toglie la VSC mentre Lewis è in curva 5 al 65° giro per cui ci gustiamo la passerella finale.
1° Hamilton, non basta una riga ma ingegnere nuovo che lo ascolta e arrivano i risultati, lo scorso anno ingegnere sordo e sabotatore (vero Patrick Head?) perché ha remato contro al pilota. Dopo 2 secondi posti il profumo di vittoria è stato più intenso. 2° Russell, a 19”, è stato in testa ma è stato anche terzo a pochi giri dal termine per cui ha tanto per essere contento oltre al ritiro (tanto agognato) del compagno. 3° Norris, a 23”, più competitivo del previsto ma impiccato nel tenere quel ritmo. Ci mette molto di suo. 4° Verstappen, a 40”, avrà il motore più potente (?) ma in gara non ha armi per andare al podio o vicino. 5° Piastri, a 58”, non aveva il passo neanche per duellare con Leclerc. 6° Hadjar, a 1 giro, parte male poi rimonta e gira più veloce di Max. 7° Gasly, si sta ripetendo bene e l’Alpine festeggia. 8° Colapinto, bene ma stavolta è lontano dal compagno. 9° Lawson, bene ma dietro all’argentino. 10° Lindblad, gioco di squadra che funziona. 11° Bortoleto, a 2 giri, fa tre soste ma è molto lontano dalle Racing Bull, almeno si difende da Carlos. 12° Sainz, anche lui tre soste ma non riesce a brillare di più. 13° Ocon, 3 soste anche per lui e niente punti, lontanissimo da Sainz. 14° Perez, 3 soste, tanto lontano che si classifica a tre giri dal vincitore.
La riscossa di Hamilton sarà una costante d’ora in poi? I segnali sono evidenti ma manca Leclerc nel duello con le Mercedes. La Casa della stella a tre punte ha mal digerito la doppia vittoria della McLaren (piloti e costruttori) nel mondiale 2025 ed ha rimesso le cose subito a posto pur falsando, lo ricordo, questo campionato, col motore più compresso dei concorrenti (più potenza, minor consumo, e più facilità nel caricare la batteria). L’ADUO, una specie di bilanciamento prestazionale tra i motori, valuta la coppia e la potenza dei motori termici, stabilisce chi non può usufruire di upgrade e chi invece può farlo per ristabilire equilibrio sui motori termici. Mi sembra la solita trovata ingegnosa per confondere il pubblico e gettare fumo e nebbia sui regolamenti incasinati della F1. La Mercedes non vince solo di motore, McLaren, Alpine, Williams hanno lo stesso? C’è dell’altro, basta guardare la facilità nell’uso dello sterzo dei suoi piloti , a parte le curve lunghe di media/lenta velocità. Fra 15 giorni c’è l’Austria un tracciato favorevole alle Mercedes salvo chi utilizzerà gli upgrade sul motore termico.







