Testo ROBERTO CECERE foto Copyright: Ferrari S.p.a
La stagione 2026 della Formula 1 sta riservando grandi soddisfazioni agli appassionati italiani. Per la prima volta da tempo immemore, un nostro portacolori è in testa alla classifica mondiale con ben cinque successi consecutivi. Una sequenza impreziosita dal recente successo nel toboga monegasco, bruscamente interrotta in terra iberica per noie tecniche della sua freccia d’argento. Proprio al Montmelo’ Sir Lewis Hamilton e’ tornato al successo dopo quasi due anni. Il sette volte campione del mondo ha mostrato che la SF-26, nonostante l’anemia di cavalli, può diventare una grande protagonista di questa stagione. Dopo sette gare, la classifica piloti vede Antonelli in testa con 41 punti di vantaggio sul pilota originario di Stevenage. Quelli che alla viglia della stagione erano considerati i numeri due in seno ai rispettivi team in ragione della giovane età di Kimi e delle enormi difficoltà di Lewis nella passata stagione. Se l’ottimo primo stint di campionato delle frecce d’argento era scontato, il progresso della Ferrari sembra aver colto di sorpresa gli uomini capitanati da Toto Wolff. Il manager austriaco dopo la batosta in terra iberica ha lasciato intendere che non è più tempo di “free to race”. E’ lecito pensare che dall’Austria entreranno in vigore le “Silver Rules”, regole di ingaggio chiare mirate alla massimizzazione del risultato evitando autolesionismi.
Per il momento il mondiale parla italiano con la realistica possibilità che si possa verificare uno scenario inedito. L’italico dilemma del pilota contro la macchina (rossa). Alle nostre latitudini la Scuderia di Maranello è religione e chiunque indossi la tuta rossa ne diventa automaticamente profeta. E’ ancora nitido il ricordo dei fischi ( e molto altro) all’indirizzo di Riccardo Patrese quando si ritirò alle acque minerali nel 1983 spalancando la porta al successo di Tamvay. Quest’anno la posta in palio potrebbe essere molto più alta…






