F.1 PAOLO BARILLA Dal piatto di pasta al tifo per Antonelli la comunicazione universale del circus

TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

Paolo Barilla nei paddock di F.1 ha unito passione e business

La F.1 è un importante veicolo di comunicazione globale, ma spesso questa comunicazione viene gestita male, vanificando questa enorme vetrina mondiale dove miliardi di appassionati e non, condividono i messaggi che passano da un GP. Una delle campagne di comunicazione più efficace e legata al mondo della F.1 è stata quella della pasta Barilla, sponsor del campionato. Gli spot in cui Pasticcino, al secolo Luigi Montanini, da meccanico Ferrari a chef nel paddock, ha fatto il giro del mondo e ha ricordato a tutti un messaggio molto bello e chiaro: a tavola si sta insieme da amici, a tavola si fraternizza e anche i rivali più accesi, come i piloti di F.1 sono in realtà, davanti a un piatto di pasta diventano, anzi tornano, umani.

Paolo Barilla, da ex pilota di F.1 e campione nel mondiale endurance (con vittorie alla 24 ore di Le Mans e alla 6 ore del Fuji in Giappone con Porsche) racconta l’idea e il modo in cui Parma, la sua filiera agroalimentare, è diventata protagonista a livello mondiale: “La storia del motorsport italiano è quella che si è formata negli anni 70 e da lì è cresciuta tutta la filiera. La tavola era vissuta come motivo di legame e amicizia. Non dimentichiamo che a quel tempo non si trovava da mangiare nei paddock, per cui era un po’ una necessità. Oggi il mondo è diverso, siamo più impegnati, separati, focalizzati e silenziosi. Abbiamo voluto dare un segnale, perché a tavola si creano e si rafforzano le relazioni, i rapporti, il piacere di stare insieme”.

Negli spot è stata ripercorsa la storia di Luigi Montanini, in arte Pasticcino come lo chiamavano nei paddock, con la sua storia in uno spot sono stati ripercorsi 4 decenni di corse…

“Pasticcino è essenzialmente un uomo di relazioni, si diverte, fa divertire, ha la passione della cucina e quindi siamo partiti da lui, dalla sua storia in Ferrari e dai rivali della Ferrari che a tavola diventavano tutti amici in quei momenti”

La sede principale di Barilla è a Parma, la provincia ospita anche la Dallara Automobili, ovvero abbiamo in un territorio ristretto delle eccellenze mondiali in agroalimentare e in tecnologia d’avanguardia visto quello che fa Dallara. Cosa ha di particolare questa città questa provincia da essere leader mondiale in settori così diversi?

“La Lombardia ha sempre guidato l’industria italiana da oltre un secolo, il nostro era un territorio più di agricoltori, contadini, parlo di Emilia Romagna. Noi forse abbiamo voluto diventare un poco più “lombardi” sotto certi aspetti, mantenendo però le caratteristiche e i pregi degli emiliano romagnoli. Secondo me è il motivo dell’eccellenza è perché abbiamo imparato dai lombardi ma tenendo le nostre radici. C’è il pragmatismo lombardo, ma tantissima passione che solo noi abbiamo”

Antonelli rappresenta il mix ideale fra umanità e talento

Da pilota che ha corso in una epoca in cui non c’erano le ricariche, i picchi di energie, harvest e diavolerie varie, da old school come si dice, che idea hai?

“Intanto non ho capito bene il regolamento tecnico perché non l’ho studiato, alla fine penso che i migliori vincano sempre e lo vedi che nelle qualifiche i migliori sono sempre davanti. La F.1 ha sempre condiviso quello spazio fra ipertecnologia e dimensione umana, per cui credo che anche questo regolamento, così complicato, alla fine troverà quel compromesso giusto”

Parliamo di Kimi Antonelli, leader del mondiale: anche lui è un mix fra pragmatismo lombardo e passione emiliano romagnola?

“Kimi è un bel mix davvero, sanguigno con un certo pragmatismo e quando si scatena in pista è davvero un fenomeno. Un bellissimo personaggio, uno che va a tutta birra sempre e quando scende dalla macchina torna l’amico di famiglia educato, timido, per bene e questo aspetto piace a tutti noi e auguro davvero a Kimi di farcela. Non solo perché è un amico di famiglia, ma perché lo merita davvero”.

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