F.1 GP AUSTRIA Storie segrete del paddock si parla di crisi ma spendono milioni per ospitalità

TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

 

Salta subito all’occhio un particolare quando si entra nel paddock della F.1. Con l’arrivo di Cadillac e il team n.11 in griglia, gli spazi diventano sempre più stretti e angusti, ma la soluzione c’è. Infatti le nuove strutture diventano sempre più alte e sofisticate, tanto che sembra di essere in centro a New York. L’ultima palazzina a tre piani con terrazza di Cadillac è un pugno nell’occhio per i suoi riflessi metallici, specialmente col sole che riflette tutto intorno accecando chi vi passa vicino.

McLAREN SCALINATA IN STILE  WANDA OSIRIS

Ma non è da meno quella McLaren, in pieno stile moderno con tanto di scalinata centrale alla Wanda Osiris, soubrette di un secolo fa che i giovani non conoscono ma che aveva la caratteristica di scendere sempre da una scalinata. Qui vi scende Zack Brawn, ovviamente con altro stile e portamento. Tre piani anche qui, terrazza panoramica con tanto di piante e alberelli. Manca una piscina, ma fra poco ci arriveremo. Si parla di un costo di 15 milioni di euro per le due strutture in questione, al punto che i motorhome F.1 e FIA, rigorosamente identici anche se in colorazione diversa, che fino all’anno scorso dominavano, adesso sembrano quasi un condominio… Poi per mangiare, piccolo pettegolezzo, qualcuno va in Pirelli perché il made in England delle cucine non è il massimo…

In McLaren hanno anche gli alberelli all’ultimo piano. Manca la piscina…

FERRARI RADDOPPIA GLI SPAZI

La Ferrari, invece, ha tolto il motorhome dedicato alla stampa e ha raddoppiato quello tutto vetri e salette. Uno per il team, un altro per gli ospiti VIP. Per trovare qualcuno della stampa, devi provare a salire, sperare di non essere placcato e pregare che non siano in riunione altrimenti aspetti fuori. Col caldo degli ultimi tempi non è piacevole, ma il porte chiuse ai motorhome, che in teoria dovrebbero essere ospitalità, sono diventati di fatto… inospitali e il ricordo dei vecchi tempi, quando proprio la Ferrari fu la prima ad aprire le porte alla stampa con orari dedicati per il pranzo e gli incontri coi giornalisti, adesso è solo un vago ricordo. Idem per Mercedes, dove si andava sempre a mangiare e capitava di stare al fianco dei piloti o dei tecnici tutti insieme. Anche qui i buttafuori ti placcano appena ci metti piede. Dopo il periodo Covid, a quanto pare i costi per la stampa sono diventati il problema dei team…

ALPINE DA DESIGN MA POCO PRATICO

L’anno scorso aveva destato stupore il motorhome Alpine, progettata dal celebre designer francese Philippe Starck, fonde elementi di alta tecnologia con l’eleganza dei lussuosi chalet alpini, con interni naturali e materiali nobili e anche qui con un layout a tre piani, occorrono 36 ore per assemblarlo e sette persone (ovviamente anche per smontarlo). Realizzata dall’azienda specializzata tedesca Schuler Fahrzeugbau era fino all’anno scorso il fiore all’occhiello del paddock. Il vecchio, che era composto da 6 tir, è stato venduto a 795 mila euro, un affare a dire il vero. Ma aveva vissuto abbastanza visto che era già quello vecchio usato da Toyota fino al 2009. Stupendo, ma a detta dei cuochi (almeno gli ex visto che Alpine ha cambiato catering) c’era un errore di fondo: le cucine erano al centro del motorhome, coi vapori che salivano ai piani di sopra e quindi intasavano gli uffici.

BRIATORE CON GLI CHEF DI CIPRIANI?

Bello ma poco pratico. Lo stile, si sa, vuole la sua parte. E parlando di cuochi, circola anche una bella storiella su Briatore. Dopo aver cambiato catering e passato a una società inglese, il menù a quanto pare non è soddisfacente, non solo per lui ma anche per buona parte del personale (specialmente gli italiani). Nessun problema, il buon Flavione ha risolto assoldando un paio di chef dall’amico Cipriani che hanno risolto le perplessità sui menù anglossassoni. Costa un po’, ma visto che si parla di circa 10 milioni di euro per la struttura, non sarà mica qualche centinaio di migliaia di euro a fine stagione a complicare le cose. Ecco, quando parlano di budget cap, di limitazioni sui motori e telai, ore in galleria del vento, date uno sguardo alla Manhattan che è diventato il paddock, guardate ai costi per mangiare ed essere ospitati lì come VIP (si parla di pass a 35 mila euro a week end) capirete che la F.1 del tempo che fu è sparita. Ma da un bel pezzo…

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