DI PAOLO CICCARONE

Ha provato a passare in incognito fra le barche e le recinzioni del paddock, ma poi alla fine Luca De Meo, CEO di Kering cui appartiene il marchio Gucci, non è sfuggito ai giornalisti presenti in loco. E quindi suo malgrado il manager pugliese ha dovuto rispondere ad alcune domande, ma sempre col sorriso sulle labbra come abitudine ormai da tempo. Dopo l’uscita da numero 1 di Renault, colui che ha portato il marchio Alpine in F.1 è tornato sul luogo del delitto, verrebbe da dire…
“Ma sapete – ci dice – le corse, i motori, sono la mia passione, sono un motorsport addict come si dice, una vera e propria droga dell’animo per cui non potevo stare fuori dal giro”. Più che fruitore della passione dei motori, De Meo ci sembra… lo spacciatore…”Ahaha. Vero, perché ho portato il marchio Alpine in F.1 ed essere presente nei box per me è sempre un piacere”. Vero, da anni ogni tanto lo si vede nei paddock, anche quando con altri marchi non aveva alcuna relazione con le corse. Ma la domanda è perché proprio con Alpine, il marchio che è stato portato in F.1 da De Meo e non con un altro team?

“Semplice da spiegare. I brand di lusso come Gucci hanno bisogno di una vetrina internazionale per comunicare e niente come la F.1 è la miglior vetrina globale perché affronta tutti i continenti. Lo dimostra lo sponsor principale del campionato, che è un nostro concorrente nel settore. Sponsorizzare un team di prima fascia si sarebbe trasformato in una mera operazione commerciale. Avrei messo un adesivo sulla macchina e la cosa finiva lì. Con Alpine e Briatore, invece, useremo la F.1 e le gare come una vera e propria piattaforma per altre iniziative che al momento non voglio spiegare.

Si tratta di una sinergia in cui il nostro apporto e il nostro marchio non viene appiccicato su una carrozzeria, ma sarà il punto di partenza di una serie di iniziative ben mirate e circostanziate. Vedrete prossimamente cosa si intende fare. Di certo sarà interessante”. Quindi di sicuro Luca De Meo lo rivedremo sul… luogo del delitto, ovvero un paddock di F.1 e il party di Monaco, su uno yacht con invitati è stato un modo per far capire e sapere che ci sono anche loro…






