DI PAOLO CICCARONE

La prima edizione è datata 1991 e da allora ad oggi la situazione al circuito Montmelò non solo non è migliorata, ma è anche peggiorata sotto vari aspetti. Questa ultima edizione prima dell’alternanza, ha mostrato limiti che da un tracciato permanente da lungo tempo inserito nel calendario mondiale, non avrebbe dovuto avere. A parte la viabilità, complicata da sensi unici senza…senso, imbottigliamenti con una sola stradina percorribile a dispetto delle varie possibilità presenti, compresa una autostrada a pochi chilometri dagli ingressi, ha mostrato altre lacune.
I parcheggi stampa e del personale impiegato in F.1 era riservato dietro la tribuna centrale e per 30 anni ha sempre funzionato perfettamente. Quest’anno sono tutti finiti in ordine sparso a un paio di chilometri dall’ingresso, condiviso col pubblico e coi controlli era una fila unica. Eppure c’erano tanti spazi vuoti, ma gli accessi bloccati e le vetture parcheggiate qua e là, con i colleghi di Sky Italia che esasperati hanno mollato le loro auto sulla stradina sterrata che porta ben oltre l’ultima curva! In teoria avrebbe dovuto esserci un servizio navetta, ma col senso unico imposto, era praticamente impossibile usarle perché bloccate nel traffico normale.

La sala stampa è la stessa del 1991, adeguata fino a una decina di anni fa, fuori tempo per gli standard attuali della F,1 sia per le connessioni internet (che l’anno scorso hanno fatto dannare i fotografi) sia per gli spazi ridotti per i gruppi separati giornalisti e fotografi mentre da qualche anno i radiocronisti sono spostati nelle cabine sulla tribuna centrale (e la cabina costa 5 mila euro a week end…) col risultato che dalle venti e passa radio, comprese quelle locali, adesso basta e avanzano le dita di una mano.
Due bagni per 400 giornalisti, fotografi e addetti ai lavori in sala stampa cui bisogna aggiungere quelli sulla scalinata di accesso dove i meccanici dei team si alternano e devono condividere col pubblico gli spazi (due appena) disponibili in loco. In Spagna si mangia benissimo, infatti i ristoranti locali sono fra i più quotati, ma il catering riservato ai media è qualcosa di ignobile. Meglio dell’anno scorso senza dubbio, in cui un modesto panino col formaggino ammuffiva al sole e pure i gatti rifiutavano di mangiarlo, quest’anno è stata organizzata una tenda fuori dall’ingresso paddock con pochi posti disponibili, per cui file in attesa e al momento dell’ingresso, era tutto finito…
Insomma, la F.1 va avanti, impone standard elevati, la FIA spacca i capelli in quattro fra pass e controlli vari, poi si arriva a Barcellona e dove hanno tutto per fare bene, storia, cultura, tradizione e cibo, poi si finisce in mezzo a una organizzazione che mostra tutti i limiti. Hanno due anni di tempo per rivedere le cose, speriamo che questo sia solo un brutto ricordo…






