TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

Abbiamo visitato la zona dove sono in corso i lavori per la costruzione del tracciato Madring e la situazione come si vede dalle foto dello scorso 20 novembre, non è per niente tranquilla…
La voce si è sparsa nel paddock fra gli addetti ai lavori all’ultimo GP del Brasile, in cui veniva messo in dubbio la realizzazione del GP di Madrid, in programma a settembre 2026. Secondo quanto trapelato dalle stanze di Liberty Media, i ritardi nella realizzazione del progetto sarebbero tali da far supporre il ricorso a una gara di riserva. La prima in lista è Imola e anche se in calendario cade una settimana dopo Monza, avere due GP in Italia ha attivato l’interesse di organizzatori e pubblico.
Complice una recente visita a Madrid per lavoro, abbiamo colto l’occasione per verificare lo stato di avanzamento dei lavori presso i quartieri fieristici nella zona dell’aeroporto di Barrajas. Quello che abbiamo visto al momento è un enorme cantiere, con escavatori e bulldozer fermi a fianco di enormi zone senza alcun segno di avanzamento recente. Il tratto che dovrebbe andare dalla prima curva al settore misto, tutto entro i quartieri fieristici, è solo segnato da transenne bianche e rosse per i tratti che devono essere riasfaltati e dove dovrebbero sorgere anche le strade di servizio.

Del pit building che dovrebbe ospitare i box, la palazzina direzione gara e salette, al momento è solo un terreno con acquitrini. Secondo la tabella di marcia del GP, il circuito avrebbe dovuto essere pronto per i mesi di giugno 2026. Date non casuali, visto che tutto il progetto si inserisce anche nel quadro della campagna elettorale che nella primavera del 2027 interesserà la regione di Madrid. Nel frattempo, il presidente del Comitato Esecutivo di IFEMA Madrid, José Vicente de los Mozos, ha difeso pubblicamente le opere spiegando alla stampa spagnola che i lavori per il circuito «si stanno facendo de acuerdo a la ley» e «cumpliendo con los límites de ruido», e che l’operazione nel suo complesso «genera marca Madrid y marca España».

Abbiamo chiesto informazioni in loco, ma fra chi ci ha respinto agli ingressi e quei pochi che hanno parlato, il quadro che emerge è piuttosto complicato. “Ma quale circuito – ci dicono all’ingresso della Fiera – qui è solo un gran casino di gru, gente che va e gente che viene, macchine ferme e terra ammassata. Qui non c’è niente e non sappiamo nemmeno se ci sarà”. È la percezione di chi vede il cantiere dall’esterno, mentre dalle fonti ufficiali si insiste sul fatto che il cronoprogramma complessivo resti sotto controllo.

La cosa colpisce, anche perché da parte della stampa spagnola non è stata pubblicata una sola riga critica sullo stato dei lavori, nonostante le dimensioni dell’intervento. Solo di recente le dichiarazioni pubbliche di de los Mozos hanno iniziato a entrare nel dibattito, con richiami alla necessità di pazienza da parte dei residenti e alla volontà di informare sui progressi “pese a los bulos” che circolano sull’opera. Andando a fondo si scopre che le imprese dedicate alla costruzione fanno parte di un consorzio molto forte e conosciuto, mentre nel progetto rientra in qualche modo anche Enrique Cerezo in qualità di presidente dell’Atletico Madrid.

In zona infatti c’è il centro sportivo della squadra spagnola e, da nostre informazioni, gli organizzatori del GP hanno chiesto e ottenuto che l’area potesse diventare parcheggio per il pubblico, in accordo con gli sviluppi previsti anche per l’area del Metropolitano.Nel corso degli ultimi due anni il progetto ha conosciuto passaggi complessi fra diversi soggetti istituzionali, tecnici e organizzativi. Da quanto appreso finora sono stati spesi una parte consistente degli 83 milioni di euro stanziati per questa fase, con un costo mensile importante legato ai movimenti terra, alle opere stradali e alle infrastrutture temporanee.
I PROMOTOR: TEMPI RISPETTATI ANZI IN ANTICIPO
Secondo i responsabili, la tabella di marcia è rispettata, e anzi in alcune dichiarazioni ufficiali si parla di un leggero anticipo sul programma prestabilito. De los Mozos ha spiegato che «todos los días» riceve aggiornamenti sui movimenti di terra, sull’asfalto e sulle prove, e che «vamos bien, vamos en avance», sottolineando che questo è «il momento di accelerare» prima che l’inverno e la pioggia possano rallentare i lavori. Quello che è certo è l’esistenza di proteste degli abitanti e la presenza di tempi tecnici legati a decisioni controverse che accompagnano il progetto in parallelo allo sviluppo delle opere.

Nulla di anomalo per un’infrastruttura di questo livello, ma abbastanza per rendere meno lineare la narrazione del “tutto a posto”. Nei progetti degli organizzatori, che hanno coinvolto anche Carlos Sainz come Ambassador (e il pilota spagnolo ha dato indicazioni al simulatore, tanto che sono stati diversi gli interventi di modifica al tracciato, alle vie di fuga e altro ancora da lui proposti) il GP deve svolgersi tassativamente nel settembre 2026 come programmato. Non solo per tenere fede al contratto con la F1, ma anche perché rimandarlo di un anno, con le elezioni previste a maggio 2027, ne ridurrebbe l’efficacia come “spot elettorale” per chi ha voluto questa gara.
GIA’ VENDUTI 50 MILA BIGLIETTI
Di sicuro sono stati venduti 50.000 biglietti in prevendita e, secondo quanto annunciato ai media locali dallo stesso de los Mozos, altre 30.000 entrate dovrebbero essere messe in vendita a Natale. Nel caso dovesse saltare, Imola, come detto, è la prima riserva. Ma dal Santerno fanno capire che preferirebbero spostare la data a giugno, al posto del GP di Barcellona. Dal Montmelò fanno sapere di non avere alcuna intenzione di spostare la data, perché hanno già venduto i biglietti e temono problemi nel caso si dovesse rimandare.
BARCELLONA NON CAMBIA DATA E REMA CONTRO
Anzi, vista la situazione, per loro farebbe gioco che Madrid saltasse: “Tanto non faranno più di due gare” dice una fonte del paddock ben informata. E quindi, fra i contenziosi in corso, la pressione politica delle elezioni, i progetti di IFEMA – l’ente fieristico spagnolo che ha voluto un tracciato che girasse attorno a padiglioni non ancora costruiti – e le rassicurazioni ufficiali sul fatto che tutto si stia facendo “de acuerdo a la ley” e “nel rispetto dei limiti di rumore”, la situazione resta tutt’altro che lineare agli occhi di chi osserva da fuori. Anche perché la stampa spagnola, solitamente sempre polemica e attenta a cosa accade a casa d’altri, finora è stata stranamente silenziosa…

Che ci sia dietro altro oppure no, lo diranno i prossimi mesi e, soprattutto, lo diranno i cantieri: perché alla fine, più delle dichiarazioni, contano l’asfalto steso e i muri tirati su in tempo. E Imola è pronta.








































