TESTO E FOTO PAOLO CICCARONE

Era previsto che venisse in Bahrain, ospite del principe Salman Al Khalifa, ma quando Luca di Montezemolo ha varcato l’ingresso del paddock, si è scatenata una ressa come non si vedeva da tempo. Tutti a salutarlo, omaggiarlo, gente come Toto Wolff della Mercedes o Andrea Stella della McLaren che hanno lasciato la postazione e corso a salutarlo, abbracciarlo. Stroll che si precipita dall’hospitality Aston Martin per salutarlo e abbracciarlo.

Fotografi e ospiti del paddock che chiedono foto ricordo, rompendo il protocollo a protezione del sovrano e lui che saluta, sorride, accetta foto e autografo a un bambino con la maglietta della McLaren. E solo tre meccanici della Ferrari, quando è passato davanti al garage della rossa, che mollano quello che stavano facendo e lo salutano con Montezemolo che li incita: “Mi raccomando, ragazzi, dateci dentro, forza Ferrari”.

La passione e l’amore per la rossa è tangibile e l’emozione forte negli occhi, nonostante gli occhiali scuri da sole: “Sei sempre giovane, hai fatto un patto col diavolo” gli dice Toto Wolff in italiano, lasciando il principe stupito perché non parla italiano. Poi il percorso inverso dall’altro lato. L’incontro con Nicholas Todt: “Ciao, fatti vedere dopo in saletta che facciamo quattro chiacchiere” dice Montezemolo a Todt jr. E poi via, in direzione insieme a Stefano Domenicali che all’ingresso lo ha abbracciato calorosamente dandogli il benvenuto.
In fondo, Domenicali, Stella, Stroll, tutti che hanno qualcosa in comune con la scuola Montezemolo. Dice uno dei ragazzi della FIA, che per decenni ha lavorato alla Ferrari: “Mi ricordo che un lunedì, dopo aver buttato via una gara per presunzione del team, Montezemolo arrivò con un saio da frate francescano e ci disse di indossarlo: umiltà, vi chiedo umiltà quando rappresentate la Ferrari”.

Oggi, invece, Montezemolo parla della rossa ai microfoni del TG1 con queste parole: “Tornare è un’emozione perché intanto 10 anni sono tanti, poi perché spero di portare fortuna alla Ferrari che in questo momento ne ha molto bisogno. Da tifoso sono triste perché vedo una squadra senza un’anima. La Ferrari è passione, la Ferrari è lavorare giorno e notte, la Ferrari è non arrendersi mai. E sono anche un po’ arrabbiato perché speravo almeno quest’anno di vedere fin dall’inizio una macchina veramente competitiva“. Dopo la passeggiata nel paddock, dove prima delle prove libere nessuno della Ferrari è uscito a salutarlo, si capisce qualcosa di più.









