DI PAOLO CICCARONE

SPIELBERG – Il giallo della bandiera gialla è stato già detto? Perché poi alla fine il dubbio è sempre quello: esiste una regola, la bandiera gialla che segnala pericolo. Il pilota deve rallentare e passare in sicurezza. Ebbene in Austria è andato in scena qualcosa che fa capire come non sempre ciò accade e George Russell celebra la pole position dopo aver beffato le due Ferrari di Leclerc ed Hamilton. Il tutto nell’ultimo giro della qualifica, quando Verstappen, alla fine classificato quinto, esce di pista alla penultima curva.
Sbatte, bandiera gialla, Antonelli che lo seguiva molla e rovina il giro da record che stava facendo, Russell no. O almeno, passa due centesimi più lento di prima. Tanto basta a fargli segnare la pole e tanto basta alla Ferrari per essere beffata. Certo, se fosse andato tutto liscio, difficilmente le due rosse sarebbero rimaste lì. Antonelli e Verstappen erano più veloci di Russell negli intertempi e quindi il dubbio che si lottasse per la quarta posizione è legittimo. Ma coi se etc etc non si fa la storia, il risultato è questo e pur coi mugugni resta la sensazione di una prima fila rubata alla Ferrari grazie a un cavillo. “Ho visto una bandiera gialla ma subito dopo era verde dove sono passato, ho rallentato il minimo necessario e non c’era pericolo imminente” la giustificazione di Russell.

“Ho visto una doppia bandiera gialla sul monitor del volante e ho rallentato abortendo il giro” la dichiarazione di Antonelli, che partirà in quindi a ridosso dei primi e con un passo gara che ha mostrato avere qualcosa in più rispetto agli altri, a partire proprio da Russell, autore di un week end altalenante: infatti fino a quel momento, era sempre stato più lento di Antonelli e commesso diversi errori, fino alla pole ottenuta, diciamo così, di esperienza.

Che è mancata ad Antonelli che si è mostrato onesto e rispettoso delle regole. “Si chiama esperienza – dicono nell’entourage Mercedes – la prossima volta non andrà così”. Intanto la Ferrari sorprende: recupera 6 decimi da Q2 a Q3 come se all’improvviso avessero inserito qualcosa, una sorta di bottone magico che consente recuperi incredibili. Una buona notizia per il campionato senza dubbio, sufficiente a far alzare il sopraciglio ai rivali che hanno già individuato alcune aree da approfondire, ma questa è altra storia. Aspettiamo la gara con questa sensazione di amaro in bocca, ma se i commissari hanno accettato la faccenda, tanto vale mettersi cuore in pace.







