F.1 anche nel circus ci sono i soprannomi da Furia a Pierino ecco quali spopolano

DI PAOLO CICCARONE PER AUTOMOTO.IT

Se siete appassionati di F.1 e conoscete bene questo mondo, allora questo articolo probabilmente non vi troverà impreparati, anzi potrebbe essere occasione di un simpatico ripasso. Se invece vi siete avvicinati da poco al circus iridato, potrebbe stuzzicare la vostra fantasia per abbinare certi nomi a certi personaggi. Di cui, di alcuni, negheremo fino alla morte di essere a conoscenza del loro vero nome…Si fa per dire, ma le bocche resteranno cucite.

In F.1, specialmente in Italia, vanno di moda i soprannomi per cui alcuni personaggi vengono chiamati più spesso col loro nickname che con quello vero. La moda è partita tanti anni fa, magari proprio dalla Ferrari. Quando a Maranello arrivò Harvey Postlethwaite, le difficoltà dello scrivere il nome e pronunciarlo bene indussero i meccanici ad abbreviarlo in Postalmarket. Era più semplice e anche il diretto interessato era d’accordo. Importante è capirsi. Vale anche per la giornalista TV Maria Leitner, che in realtà si chiama Maria Grazia Lechleitner il cui nome fu abbreviato da Mauro Forghieri quando lavorava a Tele Montecarlo: abbreviò il nome perché non riusciva a pronunciarlo. E proprio parlando di Forghieri, per tutti era Furia, a causa del suo carattere…fumantino.

Fra i meccanici i nomignoli si sprecano. In Minardi, ad esempio, mica chiamavi Luca o Gianluigi, partivi con Grillo, Generale, Yoghi, Cicciolina, Nonno, lo Zio, Ciccio, Mina (Giancarlo Minardi) e via di questo passo, idem alla Ferrari coi vari Ciga, Temp e via di questo passo. Poi da italiani anche i tecnici stranieri erano stati ribattezzati. C’è ad esempio Topexan detto anche Brufolo Bill, The Genius (qui non ci vuole molto a capire che si tratta di Adrian Newey) ma si parlava anche del Padrino (Bernie Ecclestone). Ai tempi della McLaren l’avvocato Teddy Mayer, il capo, era The Weiner, il viennese, il progettista Oatley era Whispering Neil per la vocina sottile e sussurrante, poi c’era The Shunt, inteso come incidente ed era James Hunt, Bunny per Niki Lauda diventato poi l’ebreo dopo che Enzo Ferrari discusse di ingaggi e quattrini con Niki, o Mandingo per Andrea De Cesaris, ma anche i meccanici inglesi non scherzavano, ad esempio c’era Dangerous, uno della McLaren da cui stare alla larga, Trucky Dodgy Bob, un autista Tyrrell, Geeza un meccanico che lavorava con Newey, Sonny Boy era un team manager invece e via di questo passo.

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