DI PAOLO CICCARONE PER AVVENIRE

Per regalo di compleanno ha ricevuto un figlio: il piccolo Chase Ben nato il 28 settembre scorso. Per Tony Cairoli, che compiva 34 anni il 23, è stato il regalo più bello che potesse arrivare. La moglie, Jill Cox, non poteva scegliere momento migliore. “Sì – dice il pilota siciliano – è stato qualcosa di unico e fantastico. L’ho chiamato Ben in ricordo di mio padre Benedetto, scomparso nel 2014. Spero che da lassù sia contento” dice mentre accudisce personalmente il piccolo in una pausa in pista. Tony Cairoli, infatti, nove titoli mondiali di motocross, è uno che quando c’è un motore e una competizione non si tira indietro. L’ultima occasione è stata l’offerta di Lamborghini, che gli ha messo a disposizione una Huracan GT del Supertrofeo nella gara finale di campionato. Tony non si è perso d’animo, ha affrontato la sfida in coppia con Emanuele Pirro, 5 volte vincitore della 24 ore di Le Mans, col piglio del professionista e nelle pause delle prove dava la poppata al bambino: ” E’ ancora troppo piccolo per capire dove si trova e che ambiente ha intorno. Per me è una cosa bella perché la sua nascita mi ha cambiato la vita. Adesso devi organizzarti sulle sue esigenze, tutta la mia vita ruota attorno a lui, ai suoi bisogni, alle sue necessità. Però si trova bene in pista, vedo che non dà segni di nervosismo. Promette bene. Spero solo, come si dice nell’ambiente, che non mi faccia perdere secondi in pista. Enzo Ferrari diceva che ogni figlio nato era un secondo in più sul giro, mi auguro di mantenere la mia forza ancora a lungo!”.

– Nove titoli mondiali nel cross, gli stessi di Valentino Rossi nella Moto GP, lei non è quasi considerato dai media eppure quando è caduto quest’anno era in testa al campionato, l’altro è ancora osannato anche se sono dieci anni che non vince più nulla…
” C’è da dire che da un lato il nostro sport non è seguito come dovrebbe, perché anche noi, sia come preparazione e sacrifici, ne facciamo tanti rispetto agli assi della MotoGP. Nel mondo dei motori gira tutto attorno ai soldi, da noi ne circolano pochi, non abbiamo grossi sponsor, non c’è gente che ci mangia attorno… Diciamo che siamo più genuini: va così, poco da fare. Io credo che il moto cross difficilmente emergerà come popolarità al pari degli altri a due ruote in pista. Spero che accada, ma se in Italia, con i miei 9 titoli mondiali, non lo ha ancora fatto, credo che non succederà mai. Siamo più poveri ma siamo più genuini”.
– Come si è trovato a guidare una potente Lamborghini da 650 cavalli in mezzo al gruppo?
“Una gran macchina divisa con un campione come Emanuele Pirro, che mi ha dato molti consigli. Ho fatto qualche escursione nell’erba, così tanto per non perdere l’abitudine al cross anche in questa occasione! In auto ho disputato solo qualche rally a Monza, sfidando in maniera indiretta Valentino Rossi che però ha più esperienza di me, ma la partenza lanciata in gruppo mi mancava e devo dire mi ha divertito, perché col cross siamo abituati a fare sportellate… in gruppo e se guardate la carrozzeria della mia vettura, qualche segno è rimasto anche qua…”
– A parte le due ruote contro le quattro, ha notato delle differenze sostanziali nell’approccio agonistico?
“No in quanto ad agonismo, ma nelle moto non abbiamo quasi niente di elettronica o controlli vari, sulle auto è tutto telemetria, computer, analisi: capire è molto difficile, serve esperienza e ci vorrebbe del tempo che per ora dedico al moto cross”.

– Però lei è eclettico, ha provato un po’ di tutto, dalla MotoGP alla F.1 alle GT e auto da rally…
“E’ vero, ho provato un po’ di tutto. Il massimo per me è stato nel 2018 quando la Red Bull mi ha fatto provare una loro monoposto in Austria, una cosa incredibile, una esperienza unica. Poi ho corso con la Lamborghini GT, un mondo nuovo e interessante, ho provato la KTM da MotoGP e sono rimasto impressionato dall’aderenza. Diciamo che i motori, nelle varie espressioni, li abbiamo provati e l’ambiente Lamborghini l’ho trovato fantastico, organizzazione da professionisti e ambiente sano anche se io mi sono sentito come un pesce fuor d’acqua. Ho dovuto frenare col piede sinistro, come si fa nei rally e nel kart, ma con le GT è difficile, o freni o dai gas. Nei rally è diverso, con la moto da cross dipende dalla curva dal fango sabbia, devi controllare con il polso. Diciamo che mi trovo meglio nel mio mondo…”
– Quindi è escluso di sfidare Valentino Rossi con le GT perché dice che non ha esperienza, escluso la MotoGP, non resta che il motocross…
“Sì e senza l’infortunio a metà stagione in cui mi sono lussato una spalla, si poteva vincere il 10 titolo. L’anno prossimo voglio assolutamente conquistarlo e mi sono dato altri due anni nella categoria, quindi fino al 2021 poi deciderò. Ma il 10 titolo voglio vincerlo. Potevo farcela quest’anno senza la caduta e la lussazione alla spalla, dolorosa e lenta di guarigione. E’ stato un momento bruttissimo, ma ora sono a posto, in forma. Le variabili però sono tante, a partire dagli infortuni, quindi non faccio nessun pronostico. Il cross è la mia passione e voglio viverla in pieno”.
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