TCR EUROPE, ALLA FINE VINCE CORONEL

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Una premessa è doverosa: se nel panorama sportivo mondiale c’è una serie in seria (si scusi il gioco di parole) crisi questa è quella delle vetture Turismo, una disciplina che, almeno in teoria, dovrebbe riscuotere successo (e nel campionato italiano si contano una quarantina di vetture al via), ma che negli ultimi anni ha subito un’involuzione continua che sembra non avere fine.

Il campionato mondiale (l’ex WTCR), morto dopo aver agonizzato a lungo, si è trasformato in un qualcosa, il World Tour, di cui non sono chiare le regole e le dinamiche e che neppure è stato pubblicizzato, e lo stesso campionato europeo si è ridotto all’asfittica partecipazione di una quindicina di vetture e relegato al ruolo di evento collaterale di altre manifestazioni.

I problemi, a partire da quello dei costi, sono molteplici, e nessuno è stato affrontato con un approccio adeguato e con un programma che rilanciasse la disciplina rendendola più accessibile, valorizzandone i campionati, semplificando le vetture (che di fatto sono quasi dei prototipi che nulla hanno delle vetture da cui dovrebbero derivare) e valutando non solo su un aspetto puramente economico la composizione dei calendari.

Dopo aver recitato il de profundis della serie, ci sarebbe da ricordare che la serie europea si è conclusa nel suo anonimato con l’ultimo round, quello di Barcelona, dove la lotta a tre tra Tom Coronel, Kobe Pauwels e John Filippi (queste le posizioni prima dell’ultima tappa) ha visto prevalere Tom Coronel, con una classifica finale, per le posizioni del podio, così declinata:

1^ Tom Coronel – Audi – pt. 468,

2^ John Filippi – Audi – pt. 441,

3^ Kobe Pauwels – Audi – pt. 433.

Qualche annotazione su questa edizione della serie: per quanto riguarda Tom Coronel, ci si aspettava che il forte pilota olandese, stante la sua bravura e la sua esperienza, ammirate nel passato WTCR, conquistasse il titolo a mani basse, mentre invece così non è stato; pur disponendo della vettura migliore, lo stesso è stato messo alla frusta ed in difficoltà dagli avversari, anche se alla fine il vecchio campione olandese è riuscito a spuntarla grazie anche ai problemi meccanici che Pauwels ha dovuto accusare nel giro di formazione della gara decisiva.

La lieta sorpresa dell’anno è rappresentata da Kobe Pauwels, diciottenne belga lo scorso anno campione nell’europeo rallycross, che la passata stagione il pubblico italiano aveva potuto ammirare nel campionato italiano rallycross; per lui una splendida annata, coronata dal terzo posto assoluto finale, un biglietto da visita di tutto rispetto per un pilota che il prossimo anno potrebbe aspirare ad un campionato più probante.

Qualche parola va spesa sul nostro Nicola Baldan, alla fine classificatosi in settima posizione assoluta in classifica, e chi pensa che non sia un gran che non dimentichi che il bravo ed umile pilota veneto ha presenziato a soli tre, quelli finali, dei sette appuntamenti del campionato, e che questo risultato porta a pensare che se lo stesso avesse potuto partecipare a tutte le gare forse la sua posizione in classifica sarebbe stata tale da consentirgli di giocarsi delle possibilità per il titolo.

La speranza per il prossimo anno è che questa disciplina, da sempre una delle più entusiasmanti ed equilibrate, possa ritrovare una sua giusta connotazione e che possa raccogliere ai nastri di partenza dell’edizione 2024 un lotto di piloti più nutrito e tale da regalare un campionato più emozionante di quello che si è visto quest’anno.

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