Testo e foto MARCO FERRERO
Forse più che in altri tracciati, sul “tempio della velocità” di Monza le qualifiche ufficiali, quelle che vanno a determinare la griglia di partenza, sono fondamentali, a maggior ragione in una competizione dove a gareggiare sono le vetture Gran Turismo di classe GT3, già notoriamente molto equilibrate tra loro, e per giunta su una gara di tre ore che, se pur definita “Endurance”, appare più una Sprint leggermente allungata, che obbliga i piloti a tenere sempre giù il piede.
La storia lo insegna, a Monza, si sa, partire davanti è prioritario, sia per poter gestire la gara che per evitare di ritrovarsi intruppati nel gruppone o nelle retrovie, su un tracciato velocissimo che non consente molti margini di recupero e dove spesso le gare si giocano al fotofinish; in quest’ottica le qualifiche ufficiali, ed ancor prima le prove libere, si sono svolte senza tatticismi all’insegna della ricerca della miglior posizione sulla griglia di partenza.
A prevalere, ed aggiudicarsi la miglior posizione di partenza, è stato, forse con una certa sorpresa, l’equipaggio della Ford Mustang composto da Arjun Maini, Fabio Scherer e Thomas Drouet, con il crono combinato dei tre piloti di 1’45”503 che, a fronte della pole dello scorso anno di 1’45”0866 da Gounon, Stolz e Schiller, ed un best lap assoluto di 1’45”000, con dominio delle Mercedes sia in prova che in gara, segna un peggioramento rispetto alle prestazioni ottenute nel corso della scorsa edizione mediamente di circa mezzo secondo.
I due principali equipaggi favoriti per la vittoria finale, quelli della Mercedes di Auer, Stolz ed Engel e Juncadella, Lulham e Gounon partiranno rispettivamente dalla settima e seconda casella dello schieramento; decimi i vincitori della prima tappa Endurance del Paul Ricard Drudi, Sorensen e Thiim.
Nello specifico di quanto visto, le prime cinque file dello schieramento saranno così composte:
1^ Arjun Maini – Fabio Scherer – Thomas Drouet — Ford Mustang — 1’45”503,
2^ Daniel Juncadfella – Chris Lulham – Jules Gounon — Mercedes AMG — 1’45”655,
3^ Dylan Pereira – Andrea Frassineti – Lorenzo Ferrari — Audi R8 — 1’45”786,
4^ Finn Wiebelhaus – Eduardo Coseteng – Maxime Oosten — Ford Mustang — 1’45”799,
5^ Ricardo Feller – Thomas Preining – Bastian Buus — Porsche — 1’45”902,
6^ Alessio Rovera – Nicklas Nielsen – Tommaso Mosca — Ferrari — 1’45”904,
7^ Lucas Auer – Luca Stolz – Maro Engel — Mercedes AMG — 1’45”956,
8^ Gilles Magnus – Robin Knutsson – Alessandro Ghiretti — Porsche — 1’45”968,
9^ Kelvin van der Linde – Jordan Pepper – Charles Weerts — BMW M4 — 1’45”974,
10^ Mattia Drudi – Marco Sorensen – Nicki Thiim — Aston Martin — 1’45”992.
Da annotare, a riprova dell’equilibrio in pista, come nell’arco di un solo secondo si siano racchiuse la bellezza di 33 vetture, a riprova delle considerazioni sopra eseguite in merito all’importanza di partire il più possibile davanti o comunque non in condizioni che possano generare qualche grattacapo.
Per la gara ci si attende una supremazia delle Mercedes, i cui equipaggi, oggettivamente, hanno qualcosa in più rispetto alla concorrenza, ma attenzione alle McLaren, che non sono da sottovalutare soprattutto alla luce della loro consistenza ed affidabilità; le sorprese, a Monza, sono comunque sempre in agguato, e nulla può essere definito a priori.
Le premesse per una gara ricca di colpi di scena ci sono tutte, con la consueta incognita dell’inserimento del gruppone nella prima stretta chicane del circuito alla fine del lungo rettilineo dei box, primo vero banco di prova per tutti; un momento che, di per se, potrebbe già risultare importante ai fini del risultato finale della gara.












