ICE CHALLENGE, DUBBI SULL’EDIZIONE 2026

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Dopo che il Trofeo Andros, forse la più famosa serie di gare su ghiaccio, vuoi anche per il livello dei suoi partecipanti, aveva nel 2024 avuto la sua ultima edizione, l’Ice Challenge era rimasto l’ultimo baluardo di gare d’altri tempi, romantiche quanto spettacolari, appassionanti quanto sempre più “di nicchia”, immeritatamente quasi dimenticate dagli appassionati ma sempre di grande attrattiva.

Che la scomparsa ad inizio anno di Adriano Priotti, patron del tracciato di Pragelato, da sempre punto di riferimento della serie, avrebbe creato ben più di un problema, era fatto più che prevedibile, tant’è che le ultime gare dell’edizione 2025 della serie avevano avuto, non senza difficoltà, luogo in Val d’Aosta, e già a quel momento ci si era chiesti quali sarebbero potute essere le successive ripercussioni.

Ad oggi, e con rammarico, ci si trova a prendere atto che nè sul sito ufficiale, nè tanto meno sui social, e neppure sul sito dell’ACI Sport si trova traccia di quella che sarebbe dovuta essere l’edizione 2026 del Campionato Italiano Velocità si Ghiaccio, un fatto precoccupante in quanto le competizioni su ghiaccio hanno un ordine temporale alquanto limitato, e di norma si chiudono, per evidenti questioni di carattere meteorologico, entro l’inizio del mese di febbraio.

A parte il decesso di una delle personalità chiave della serie, era stato altresì evidente come il campionato lo scorso anno avesse subito una sorta di involuzione, passando dai cinquanta partecipanti di un paio di anni fa ad una trentina della scorsa edizione, con l’uscita di scena di molti dei protagonisti “storici” e di qualche grande nome, giusto citare Gigi Galli e Rachele Somaschini solo a titolo di esempio, che in questo genere di eventi è sempre elemento di richiamo.

E’ anche altrettanto vero che agli organizzatori, per onestà intellettuale, non si poteva non rimproverare qualche carenza organizzativa: nel tempo è stata una costante l’ufficializzazione di un campionato con sei – sette prove, per poi realmente svolgerne la metà o poco più, e questo non è stato il miglior biglietto da visita per attirare partecipanti, ed inoltre si erano pubblicizzate prove che non si sono svolte (Serre Chevalier) o per le quali i tracciati dovevavo essere creati.

Per carità, l’organizzazione di competizioni su ghiaccio non è semplice e si scontra con elementi non facilmente gestibili, ma una pianificazione più adeguata avrebbe certamente “fidelizzato” un maggior numero di piloti, dando continuità ad un evento che comunque risultava piacevole e spettacolare e che manteneva la tradizione di gare che via via si sono perse ne tempo.

In ogni caso, la speranza, per quanto flebile, è che l’evento abbia modo di essere organizzato, anche se le tempistiche sono ormai tali da essere giunte quasi al “punto di non ritorno”; ciò anche in proiezione futura, stante come, per tutta una serie di ragioni, in caso contrario sarebbe ancor più difficile poter approcciare una futura stagione, dovendosi ricostruire qualcosa che si è interrotto.

In tutta onestà, sarebbe auspicabile poter assistere ancora a questo genere di competizioni, e ci si augura di poter smentire presto queste cupe considerazioni ed assistere ad un’altra edizione di una competizione ormai rimasta unica nel suo genere.

Condividi su: