DI PAOLO CICCARONE FOTO L.NICOLI

La differenza sta tutta in 17 centimetri, tanti quanti separano Renault Captur da Renault Simbioz. Un passaggio di consegne che consente di avere più spazio, più bagagliaio, più abitabilità pur mantenendo la base di SUV cittadino con tutto il bello dell’allestimento top di gamma. Nella versione provata, Esprit Alpine, alle doti meccaniche si aggiunge lo stile e le rifiniture di pregio che in una piccola non ti aspetti. Col risultato che l’insieme è gradevole, equilibrato e ben riuscito. Sul fronte del design, Renault Symbioz colpisce al primo sguardo per via del bilanciamento tra gli spigoli vivi e le forme morbide e muscolose che giocano con l’illuminazione naturale, tra luci e ombre grazie alle linee sulle fiancate.
UN INSIEME BEN BILANCIATO

Sul frontale, in mezzo ai fari full LED c’è una ‘finta’ griglia dall’effetto tridimensionale, mentre la griglia vera e propria è collocata più in basso. Al profilo slanciato contribuiscono i cerchi da 19 pollici della versione provata, ma il posteriore la parte forse più caratterizzante dell’auto, con forme massicce e un grande portellone verticale sul quale si inseriscono le diverse nervature e i fari, anch’essi, nemmeno a dirlo, LED.
BAGAGLIAIO SQUADRATO

Il risultato è un accesso squadrato al bagagliaio e un utilizzo ideale per caricare materiale. Il che in una cittadina di base, per nascita ma non per vocazione, è ottimo e rispetto alla Captur qui si elimina uno dei limiti della sorellina minore, ovvero la capacità di carico. Di grande effetto è invece il tetto panoramico Solarbay, ovvero il sistema che permette di regolare l’opacità del vetro a controllo elettronico, con la sola pressione di un tasto situato nei pressi dello specchietto retrovisore.
TETTUCCIO ULTRA HIGH TECH SOLARBAY

Un sistema già visto su Rafale, che è di altro segmento, e che è stato trasferito sulla “piccola” Simbioz. Basta premere il classico tasto del tettuccio e con un tocco si può scegliere se avere il tetto completamente trasparente o completamente opaco, oppure gestire il filtraggio della luce dei diversi segmenti di tetto che si scuriscono pezzo per pezzo con un effetto ottico molto particolare. Il tutto conservando la rigidità torsionale necessaria per la sicurezza.
MOTORE 1.6 IBRIDO DA 145 CV

Il motore è il classico 4 cilindri 1600 cc cui è stata abbinata una batteria di 1,2 kW/h per un totale di 145 CV e 250 Nm di coppia. L’elettrico interviene spesso nella marcia urbana, col risultato che i consumi cittadini si attestano sui 5,2 litri per 100 km (siamo sui 19 km al litro) e nella marcia autostradale si fanno abbondantemente più di 16 km al litro. Lo schermo touch screen interno consente di avere gli ultimi ritrovati di infotainment. La strumentazione è completamente digitale, con uno schermo da 10,3 pollici.
Quello dell’infontainment è invece da 10,2 pollici, verticale al centro della plancia e facilmente leggibile e consultabile, grazie anche al sistema operativo Android Automotive 12. Le applicazioni di Google, poi, sono le medesime alle quali siamo abituati sugli smartphone vari, da Maps all’assistente vocale. Apple CarPlay e Android Auto hanno anche la modalità wireless.
PREZZI DA 26.500 EURO COL TOP A OLTRE 35.000

Capitolo prezzi: Symbioz esprit Alpine E-Tech full hybrid 145, parte da 35.000 euro. Un po’ cara a dire il vero se confrontata con la concorrenza cinese di segmento maggiore (la versione base parte però da 26.500 euro circa). Di sicuro, nella wishing list dei modelli da considerare, Simbioz si presenta con le carte in regola per chi vuole spazi da cittadina, confort da stradista, meccanica che consuma poco e rifiniture di lusso a un prezzo abbordabile. Altamente consigliata.










































