ALFA ROMEO JUNIOR Q4 Il bello della trazione integrale in un B Suv

DI PAOLO CICCARONE FOTO L.NICOLI

Partiamo da uno slogan che è anche una premessa: ovvero, condividere per sopravvivere. Gli amanti di Alfa Romeo hanno una reazione abituale nello storcere il naso di fronte agli ultimi prodotti col marchio del Biscione, non ultima la Junior che abbiamo provato nella versione ibrida da 145 CV e trazione integrale. Ebbene, se lo sguardo al passato fa rimpiangere il tempo che fu (e ricordiamo che in quel tempo, oltre all’Alfa Sud c’era anche l’Arna, o i problemi dei motori riparati coi turafalle in officina e via di questo passo…) lo scenario attuale non concede molte alternative.

CONDIVIDERE PER SOPRAVVIVERE

Ovvero, se la condivisione di una piattaforma in comune con Peugeot non sia meglio della scomparsa totale del marchio. Perché a chi obietta che non è un’Alfa Romeo, visto la parentela francese della base, è anche vero che la domanda successiva è: quale alternativa? Ovvero, in casa c’era una piattaforma ibrida da poter supportare un modello, o una serie di modelli, autonomi? No, non c’era. C’era in casa un motore diverso dal famigerato 3 cilindri 1200 cc? Una volta forse, ma era roba vecchia e datata, a meno che non si volesse rimontare un bel boxer 1400 cc con i consumi di olio degni di una friggitoria cinese. E quindi, la domanda forse dovrebbe essere: la piattaforma Peugeot è buona o non è buona? E da qui discernere il resto.

UNA BASE DI PARTENZA

Al momento la base è buona, competitiva con altre di aziende concorrenti, voler fare un B Suv su questa è un modo intelligente di creare un modello di ingresso nel mondo Alfa Romeo che coi volumi e le aspettative commerciali, possa generare qualcosa in più di Giulia e Stelvio, che ormai viaggiano oltre il decennio nonostante la loro base, la mitica piattaforma Giorgio, sia ancora il top a distanza di anni. Ma non di sola Giulia e Stelvio si vive (trascuriamo Tonale, frutto ibrido di una transizione che davvero non è né carne né pesce visto i vari compromessi cui sono stati costretti i tecnici Alfa Romeo) e quindi eccoci qui a capire se Alfa Junior, nella versione ibrida da 145 CV e Q4 sia un mezzo valido o meno. Se può soddisfare le attese di un cliente che non vuole una Peugeot o una Citroen o altro marchio del gruppo.

A MUSO…DURO E’ PROPRIO ALFA ROMEO!

E qui si parte dal design. Il frontale è senza dubbio grintoso, lo scudetto enorme al centro può piacere o meno, ma è distintivo, è un segno Alfa Romeo, un muso cattivo che appena lo vedi negli specchietti, capisci chi sta arrivando. E qui personalmente parte l’applauso, perché piace. La fiancata, noblesse oblige, è parente diretta della famiglia e qui a parte i soliti cerchi in lega col classico logo, c’è poco da fare. La coda spiovente, che toglie visibilità in abitacolo, specie negli incroci di tre quarti, lascia perplessi. Nel senso che la sensazione che il dietro non si sposa col davanti è molto forte.

UNA CODA STILE ALFA SUD TI ANNI 70

Il profilo posteriore ricorda l’Alfa Sud Ti

Poi si va negli annali del marchio e si ritrova la stessa coda e profili dell’Alfa Sud Ti, la versione vivace (prima che arrivasse la coupé sprint per intenderci) e il richiamo storico c’è tutto. Dentro si sta benissimo davanti, anche se coi sedili avvolgenti e la cintura alta della vettura, sembra una via di mezzo fra la seduta di una sportiva e quella di un classico SUV con un abitacolo nato per l’i-Cockpit Peugeot e adattato ad altro, con pulsanti, devio luce etc etc ai finestrini che sono gli stessi.

INTERNI BEN RIFINITI

Posto guida e passeggero belli spaziosi e bei sedili

Certo, si poteva fare meglio, ma dover studiare appositamente una pulsantiera ad hoc ha un costo (diciamo 10 euro?) che moltiplicato per migliaia di auto, aumentano i costi di produzione, riducendo gli utili. In quest’ottica va inserito anche la mancanza di maniglie sotto tetto al posteriore. Insomma, si fa con quello che c’è in casa, ma fra rifiniture, colori e forma dei sedili, l’interno non è anonimo per niente e gradevole al tatto e alla vista. Dietro si sta strettini, d’altronde la piattaforma è quella ed è inutile girarci intorno.

Sedili posteriori sacrificati e senza tasche e maniglie

SOTTO AL COFANO CAMBIA MOLTO

Il resto che cambia, e parecchio, sta tutto sotto al cofano e qui va premiata l’originalità di Alfa Romeo che si distingue pur partendo da una base comune: nell’Alfa Romeo Junior Q4, a differenza delle “sorelle” maggiori Giulia e Stelvio con la stessa sigla, però, non c’è un albero di trasmissione aggiuntivo. Qui, alla versione mild hybrid a trazione anteriore (1.2 turbo con cambio robotizzato a sei marce) viene aggiunto un motore elettrico da 29 CV tra le ruote posteriori; l’unità è identica a quella integrata nella trasmissione all’avantreno.

POSTERIORE CON MULTILINK

La presenza del secondo motore ha comportato una variazione delle sospensioni posteriori: via il ponte torcente (una traversa che collega il mozzo destro a quello sinistro) e spazio a un più raffinato sistema indipendente multilink, con quattro bracci per ogni ruota. Il risultato, con le modifiche alla sospensione anteriore, è una vettura più precisa in inserimento, gradevole sui vari percorsi e più sicura anche se i CV dietro sono pochini rispetto a quello che potrebbe reggere il telaio.

INTEGRALE QUANDO SERVE

La trazione integrale dell’Alfa Romeo Junior Q4 non è del tipo sempre in presa. Le ruote posteriori contribuiscono a muovere la vettura da 0 a 40 km/h nella modalità di guida Q4, indicata per i fondi viscidi; da 0 a 30 orari in Dynamic (quella che offre una risposta un po’ più pronta di motore, cambio e sterzo); più in generale, in tutte le situazioni in cui le ruote anteriori non hanno abbastanza presa sul terreno. Il motore elettrico posteriore può funzionare anche se la batteria da 0,9 kWh lordi (0,43 netti) che lo alimenta è scarica; la corrente gli arriva da quello anteriore, che in tal caso fa da generatore (mosso dal tre cilindri, che provvede anche alla trazione).

PREZZO DA 37.400 EURO…

Tutto questo si paga, e non poco…l’Alfa Romeo Junior Q4 costa 5.500 euro in più della Speciale mild hybrid a trazione anteriore, che ha una dotazione simile ma non la trazione integrale. Se non avete particolari necessità, lavorative o abitative, non vale la pena spendere di più perché la due ruote motrici ha stesso allestimento, stessi optional (completi a dire il vero) e va benissimo lo stesso. Il problema, semmai, è la zona posteriore perché un po’ sacrificata e senza tasche porta oggetti o maniglie di appoggio. Insomma, fra davanti e dietro c’è una bella differenza: tanto è completo l’anteriore, tanto è scarno il dietro.

SI GUIDA BENE ANCHE SULLO SCONNESSO

Al volante è divertente, agile e scattante nella modalità di guida più vivace si apprezzano una precisione dello sterzo e la taratura “indovinata” delle sospensioni, più rigide che nelle altre crossover del gruppo con cui è imparentata, con quel tanto per garantire un rollio meno accentuato tra le curve. Certo, i 1.500 kg a vuoto di questa 4×4 (ben 195 in più della versione a sola trazione anteriore) penalizzano un po’ il brio in ripresa e l’agilità nei cambi di direzione repentini, ma il comfort resta valido nonostante le ruote di 18” di serie con spalla /55 che garantisce un buon confort anche sullo sconnesso. Il prezzo di 37.400 euro indicato ci sembra un po’ caro rispetto alla concorrenza. Per il resto il tre cilindri 1200 (con catena di distribuzione) non è molto rumoroso agli alti regimi, i consumi visti in città sono stati buoni (fra i 13 e i 15 km al litro con punte di 18,2 extraurbani), con la parte elettrica che in città interviene spesso e volentieri abbattendo i consumi. Insomma, il biglietto di ingresso nel mondo Alfa Romeo può non piacere ai puristi del marchio, ma è ancora l’unico modo per avere in vita un blasone così. Come dire, condividere per sopravvivere…

 

SCHEDA TECNICA

Motore a benzina   

Cilindrata cm3           1199

No cilindri e disposizione     3 in linea

Potenza massima (CV)/giri        145 CV/5500

Coppia max Nm/giri  230/1500

 Motore elettrico posteriore  

Potenza massima kW (CV)   21 (29)

Coppia max Nm         88

No rapporti del cambio          6 (robotizz. doppia friz.) + retromarcia

Trazione         integrale

Freni anteriori            dischi autoventilanti

Freni posteriori          dischi

Velocità massima (km/h)      200

Accelerazione 0-100 km/h (s)           9,1

Consumo medio (km/l, ciclo WLTP)            18,9

Capacità bagagliaio litri        415/1280

Pneumatici (di serie) 215/55 R 18

Serbatoio benzina litri           44

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