OPEL GRANDLAND X 1.5 Hdi 130 CV, spazioso e versatile per tutti gli usi

DI PAOLO CICCARONE FOTO L.NICOLI

Opel Grandland X con lo sfondo del castello Estense a Ferrara

La “mamma” è la stessa, ovvero motore 1.5 Hdi e pianale Peugeot 3008, ma il comportamento e lo stile completamente diverso. Opel Grandland X rappresenta il “gemello diverso” nato su una piattaforma che pure Citroen C5 Aircross ha in comune per questa categoria di SUV. L’accoppiata nasce quindi con una buona base, anche perché maneggevolezza e motore da 130 Cv turbodiesel sono una garanzia. Quello che cambia, completamente, è lo stile. Opel, infatti, nella galassia PSA ha mantenuto quelle caratteristiche che differenziano i modelli da Peugeot o Citroen pur avendo molte parti in comune.

PAROLA D’ORDINE, ROBUSTEZZA

Un modo di declinare l’auto a seconda dei vari mercati e della clientela affezionata. Di Peugeot 3008 abbiamo ancora impresso lo stile, le rifiniture e la classe degli interni con l’I-cockpit, con Opel siamo di fronte alla tradizione senza fronzoli. Quindi il confronto parte da una base sbagliata perché voler lo stesso impatto con due mezzi diversi, che devono restare tali, è fuorviante. Opel Grandland X va preso per quello che è: un veicolo con tanto spazio utile, non solo per i passeggeri, ma anche per il bagagliaio, di facile accesso col portellone che arriva fino al piano di carico.

CONSUMI MEDI DI 17 KM AL LITRO

E poi con una meccanica che, incurante degli ingombri e dell’aerodinamica, consente percorrenze di 17 km al litro in tutte le occasioni. Siamo un po’ lontani dai dati teorici di omologazione (si parla di 20 km al litro) ma nell’uso quotidiano, fra autostrada, strade statali in sali scendi e in città, la percorrenza è più che valida, tanto che con un solo pieno si percorrono oltre mille km senza passare dal distributore. Quindi  il primo capitolo di un veicolo simile, consumi adeguati, è stato rispettato. La trazione anteriore, (ci sono regolazioni per tutti i fondi a fianco della leva del cambio) che potrebbe sembrare limitata per un SUV, svolge bene la sua funzione per cui anche su fondi viscidi (e ne abbiamo trovati con tratti torrenziali) dà sicurezza: la metti lì in curva e lì rimane, anche se la gommatura da 18 pollici potrebbe far pensare ad aquaplaning imminente, mentre non succede niente.

STRUMENTAZIONE TRADIZIONALE ANALOGICA

Anche se la strumentazione è tradizionale, con le classiche lancette analogiche, tutto il resto è moderno, con sistemi di connessione e retrocamera, oltre che gli ADAS completi. I sedili, forse, sono il pezzo forte perché avvolgenti, regolabili elettricamente, contenitivi come si deve, forse più da sportiva che da SUV fuoristrada. Sulla qualità dei tessuti e sui sedili Grandland X (la X sta per Suv nella gamma Opel) se la gioca per la praticità ed eleganza.

E’ un veicolo per tutti gli usi: non molto grande e ingombrante da dare fastidio in città, non molto piccolo per i lunghi viaggi, adeguato per caricare di tutto e di più con un bagagliaio (da 514 litri a oltre 1600 sedili posteriori abbassati) che con la sua forma regolare e squadrata consente di impilare di tutto e di più. La versione turbodiesel provata è quella classica col 1.5 da 130 CV abbinata a un cambio manuale a sei marce, ma ci sono in gamma anche motorizzazioni a benzina (si parte col 1.2 da 27400 euro) e si arriva al due litri diesel, oltre a benzina e plug in ibrido. Insomma, non mancano le possibilità di scelta.

PREZZI DA 27400 VERSIONE BENZINA, DIESEL DA 29600 EURO

I prezzi della versione provata variano dai 31300 euro ai 32600 a seconda del pacchetto optional scelto. Se volete il cambio automatico EAT8 dovete aggiungere 2000 euro al prezzo indicato. La base costa 29600, poi dipende dagli allestimenti, dagli optional e da cosa si vuole inserire nella vettura. Il corrispettivo Peugeot 3008 si attesta sui 34000 di base, per cui con Opel si compra la stessa tecnologia ma si spende meno. Ideale per chi vede nella praticità d’uso il fine primario di una vettura.

Note dolenti? Forse i montanti che tolgono visuale (dipende dall’altezza del guidatore) e un assetto morbido che col rollio poco si sposa in curva (anche se col bagnato è una cosa santa!) e una certa rumorosità dal motore che, a onor del vero, era ancora semi nuovo con pochi km e quindi non ancora slegato e rodato come si deve per un diesel. Apprezzabile, invece, la presenza dei comandi fisici per la gestione del climatizzatore automatico (bizona, che funziona bene) e i tanti portaoggetti nel tunnel centrale, sormontati dal bracciolo che, a seconda della propria posizione di guida, potrebbe essere colpito dal gomito quando si cambia marcia. Colori? Bianco è perfetto, ma scuro dà importanza e vigore a un mezzo pratico e robusto.

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