Testo e foto MARCO FERRERO
Si sono spente le luci sull’ottava edizione del Minardi Day (che a questo punto dovrebbe essere chiamato Minardi Days, stante che la manifestazione dura due giorni) e, con ancora gli occhi pieni dello spettacolo cui hanno assistito, gli appassionati hanno lasciato l’autodromo di Imola con il tacito accordo per il quale l’appuntamento sarà per il prossimo anno sul circuito del Santerno per la nona edizione dell’evento.
Ancora una volta la festa, perché tale è giusto e doveroso chiamarla, ha coinvolto migliaia di persone, ha generato entusiasmo, ha raccolto attenzione, sia nella parte dinamica, quella della pista dove le vetture sono state le ovvie protagoniste, sia in quella statica, dove le conferenze hanno regalato spunti di riflessione.
I bilanci, a monte di quelle che saranno le risultanze ufficiali, non possono che essere positivi, sia per l’evento, capace come sempre, nella sua semplicità, di rappresentare un periodo importante delle competizioni sportive, sia per il patron Giancarlo Minardi, la cui smisurata passione funge ancor oggi, come tanti anni fa, da elemento trainante e catalizzatore pur senza clamori e protagonismi, per due giorni impegnato e trafelato come non mai per seguire personalmente le cose affinché tutto filasse per il verso giusto, sia per l’autodromo di Imola, sempre più al centro degli eventi più importanti del motorsport, con il rinnovo del WEC sino al 2028 e con un calendario di eventi capace di coprire con professionalità e competenza le manifestazioni motoristiche più importanti.
Le oltre 400 vetture in pista, tra cui le 36 Formula 1 del passato, il record della manifestazione, un numero ormai confermato e consolidato, hanno garantito quantità e qualità al weekend, laddove tante “vecchie glorie” del passato hanno contribuito ad alimentare un pizzico di nostalgia negli appassionati con qualche anno e qualche capello bianco in più.
Un’edizione del Minardi Day che è stata contrassegnata da un meteo più che favorevole, quale quello che si addice alle feste, e che ha favorito un afflusso di pubblico veramente significativo, certamente molto vicino, se non superiore, alle quindicimila unità, obbiettivo neppur tanto velatamente dichiarato prima dello svolgimento della kermesse.
A voler cercare il classico “pelo nell’uovo”, forse il costo dei biglietti (€ 25 per una giornata di evento, € 35 per il weekend), pur se come sempre il Minardi Day ha avuto un occhio particolare per favorire i più piccoli (i nati dopo il 23 agosto 2011 entravano gratuitamente) ed altrettanto per i disabili, per qualcuno è potuto risultare un tantino oneroso, ma non va dimenticato che l’organizzazione di un evento di questa portata implica costi decisamente impegnativi, e per una volta l’anno e per soddisfare la propria passione un piccolo sforzo in più valeva la pena farlo.
Se il format temporale rimarrà confermato, l’appuntamento per il 2025 dovrebbe essere, ma a tempo debito verranno confermate le date, per il weekend del 30-31 agosto, per quella che sarà la nona edizione della manifestazione; nessuno lo dice apertamente, ma l’attenzione è già proiettata per l’edizione 2026 del Minardi Day, la decima della sua storia, per la quale, si può esserne certi, Giancarlo Minardi saprà prepararci qualche gradita sorpresa.

















