Testo e foto MARCO FERRERO
Un’altra edizione del Formula 1 Montecarlo Historic Grand Prix è terminata, ancora una volta l’Automobile Club de Monaco incassa un altro successo in termini di partecipazione e di pubblico, ancora una volta si è potuto assistere ad uno spettacolo sportivo automobilistico veramente unico; i duecento iscritti alla kermesse, provenienti da ogni parte del mondo, ancora una volta confermano la centralità del Principato e di un evento che non ha pari.
L’evento, giusto ricordarlo, è l’unico nel suo genere che raccoglie ogni tipo di vettura, indipendentemente dalla sua motorizzazione, e copre un arco temporale (nel caso di specie dal 1920 al 1985) che altre manifestazioni, parimenti ben organizzate, limitano a periodi più limitati o sono riservate ai soli motori Ford Cosworth.
Il successo dell’evento certifica il desiderio e la richiesta da parte degli appassionati di questo tipo di eventi, ed anche la scelta di avere una periodicità biennale appare corretta, in quanto capace di suscitare elevate aspettative e stimolare una partecipazione che, diversamente, potrebbe essere inferiore; non si dimentichi che la preparazione di un mezzo centenario può richiedere, anche solo per il reperimento o la costruzione dei pezzi, diversi mesi.
Peraltro, ed anche in questo gli organizzatori sono stati ineccepibili, l’organizzazione di una kermesse di questa portata richiede uno sforzo decisamente rilevante, nel quale vanno considerate tutte le difficoltà connesse anche alla gestione delle strade del Principato, di norma soggette alla normale circolazione stradale; giungere positivamente alla fine della manifestazione configura già di per se un successo, al quale non si può che rendere merito.
Evitando di dilungarsi in elencazioni, anche in questa edizione si sono potute ammirare vere e proprie “perle” automobilistiche del passato, modelli dei quali si era persa traccia anche solo nella memoria, ed altri di cui forse, causa il passare del tempo, si era dimenticata l’esistenza; necessario a tal fine evidenziare l’importanza di questo tipo di manifestazioni, capaci di riproporre “sul campo” l’evoluzione che le vetture, la tecnica, le competizioni hanno presentato.
Non è’ mancato, al solito, qualche “grande nome” in pista che fosse elemento di entusiasmo aggiuntivo; due anni fa Adrian Newey aveva dato spettacolo con la sua Lotus, e tutti coloro che erano presenti ricordano ancora l’entusiasmante duello di un paio di edizioni fa tra Jean Alesi su Ferrari e Marco Werner con la Lotus, picchi agonistici (perchè pur sempre di gare si tratta) capaci di infiammare il pubblico assiepato sulle tribune, mentre quest’anno Jean Alesi ha incantato a bordo di una Ferrari 312 del 1969.
Un evento che, a parte l’edizione del 2021, quella post Covid, organizzata a “recupero” di quella del 2020 ovviamente saltata causa l’epidemia, che aveva comunque registrato oltre cento partecipanti, ha mostrato nel corso degli anni un trend crescente, destinato a crescere ulteriormente con l’allargamento, nel corso del tempo, a classi successive, una sfida organizzativa sempre più probante per gli organizzatori.
L’edizione 2026, la quindicesima della manifestazione, va in archivio, ma se da un canto gli organizzatori hanno già iniziato a porre le basi per la prossima edizione, quella del 2028, d’altro canto gli appassionati stanno già guardando avanti con molte aspettative; l’appuntamento, manco a dirlo, è tra due anni sulle strade e sulle tribune del Principato, sempre con lo stesso entusiasmo, sempre con la stessa passione; tra l’altro, successo pieno lato pubblico, con le tribune piene in tutte e tre le giornate dell’evento, ed anche in questo l’Historic Montecarlo Formula 1 Grand Prix è stato un successo.
















