TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

In principio fu Ross Brawn e le sue banane sul muretto dei box. Le banane, si sa, contengono potassio, un elemento importante per gli elettroliti del sangue. Ma il potassio è importante anche per i motori, specialmente quelli da corsa. E quindi non deve stupire se il residuo del potassio delle banane di Ross Brawn si è trasferito in qualche modo nei motori della Ferrari. Perché diciamo Ferrari? Perché basta osservare gli scarichi dei propulsori di Maranello per vedere una patina grigio chiaro, mentre i rivali hanno gli scarichi più scuri.
Quella sorta di polverina si è scoperto essere un residuo di potassio, che evidentemente viene utilizzato per prolungare la vita delle valvole e delle sedi. In che modo viene usato? Beh qui entriamo nel campo delle ipotesi e soltanto i “benzinai” e i motoristi interessati possono dirlo. Senza voler fare alcuna violazione di segreto industriale, ripetiamo per sommi capi a cosa può servire il potassio nei motori. L’idrossido di potassio (formula KOH) può essere utilizzato in alcuni sistemi HHO per auto, dove funge da elettrolita per facilitare la produzione di idrogeno e ossigeno, tramite elettrolisi dell’acqua, un processo che alcune aziende sostengono possa ridurre il consumo di carburante e le emissioni.

Tuttavia l’efficacia e l’utilità di questi sistemi HHO è oggetto di dibattito e le affermazioni di risparmio non sono accettate a livello generale. Se fosse possibile aggiungerlo al motore, l’idrogeno e l’ossigeno prodotti potrebbero essere convogliati nel propulsore per essere bruciati insieme al carburante tradizionale, migliorando l’efficienza del sistema, inoltre riduce il rumore ma la sua natura altamente corrosiva potrebbe sconsigliarne l’utilizzo. I motori di F.1 per regolamento utilizzano un carburante specifico, E10 (il 10 per cento è etanolo rinnovabile), le norme sono molto rigide e precise per cui il potassio non trova spazio nelle benzine. Probabilmente viene usato come additivo ai lubrificanti e questo può spiegare la presenza negli scarichi dei motori, segnati da un colore più chiaro invece che nero.
E pensare che in passato il colore dello scarico era indice di carburazione magra (grigio topo chiaro) o grassa (grigio scuro o nero). Col passare degli anni e della tecnologia, è cambiato anche questo parametro. E quindi, volendo chiudere questo articolo divulgativo sulle curiosità della F.1, dal muretto box al motore, dalla banana all’additivo, l’evoluzione della banana passa per il circus…






