TESTO E FOTO DI PAOLO CICCARONE

La McLaren a guida Andrea Stella si distingue per l’arrivo di numerosi tecnici italiani nei vari reparti. In pista oltre al TP umbro, spicca anche la presenza dell’altro umbro, Alessandro Alunni Bravi, ma come ci diceva lo stesso Stella, a Woking lavorano una ventina di ragazzi italiani che si sono inseriti molto bene nell’organizzazione. Infatti, se serve fantasia e inventiva, non c’è dubbio che gli italiani hanno qualcosa in più. L’ultimo arrivo di spessore è Luca Colajanni, all’ultima gara come ufficio stampa Pirelli, che da Austin passa alla comunicazione McLaren. Colajanni vanta una lunga esperienza in Ferrari con Todt, poi Marussia, Liberty Media e Pirelli, a lui vanno gli auguri di buon lavoro.

FIA E TEAM PROBLEMI DI GOVERNANCE
Le prossime elezioni FIA che dovranno stabilire il nuovo presidente della federazione, di fatto hanno bloccato la firma della Governance relativa al nuovo patto della Concordia che dovrebbe essere esecutivo dal 1 gennaio 2026. Il problema è tutto politico, perché l’attuale presidente, Ben Sulayem, non firma l’accordo con i team e Liberty Media in quanto ha indicato delle soluzioni diverse in materia di governance (leggi gestione del potere e spartizione economica) e questo perché, in teoria, essendo in scadenza l’emiratino non vuole firmare qualcosa che il suo successore potrebbe contestare.

In linea teorica il ragionamento non fa una grinza, in realtà i tre contendenti, da Tim Mayer alla Laura Villars, pilota GTm e la belga Virginie Philippot, non sembrano avere molte speranze di vittoria. In tutto questo i team sono in fibrillazione e nel paddock di Singapore uno dei più attivi è stato Toto Wolff che ha parlato a lungo con Stroll e altri team motorizzati Mercedes. In mancanza della firma della FIA, il rischio è che si arrivi all’ultimo momento (le elezioni sono il 12 dicembre…) e quindi obtorto collo accettare il piano stilato da Ben Sulayem che, da ottimo politico, allarga le braccia facendo capire che non è colpa sua se non c’è ancora un nuovo presidente per firmare tutto…
SI SCRIVE F.1 MA SI LEGGE MOTOGP
A Singapore sono emersi anche alcuni particolari relativi all’ultimo GP di Misano, dove nel motorhome di Paolo Campinoti si sono tenute riunioni fiume per il futuro del campionato a due ruote. Oltre alla divisione, anche del paddock fra Moto2 e Moto3, che i team osteggiano, si è parlato di soldi. Mick Dohan, padre di Jack pilota Alpine, era a Misano come rappresentante di una cordata di investitori americani che vorrebbero entrare nel circo a due ruote. L’arrivo di un fondo di investimento che ha rilevato per 20 milioni il team di Poncharal e che vede l’ex F.1 Guenter Steiner al vertice, è solo il primo tassello di una movimentazione di soldi dalle 4 alle 2 ruote. Infatti la gestione Liberty Media ha un surplus di richieste che non riesce a soddisfare.

Ergo, perché rinunciare agli investimenti se si possono dirottare all’altro… prodotto gestito dalla stessa azienda? Su questo fronte sta accadendo molto altro, con cifre e nomi importanti, ma ne parleremo in altro momento, anche perché c’è fra i vari investitori, un nome clamoroso che pur correndo è… comproprietario di un team di F.1…
FERRARI BATTE MERCEDES. COL LEGO…
Sorpresa in aeroporto dove allo stand della Lego si è scoperto che i modelli da montare, che stanno avendo molto successo, hanno una differenza di prezzo. Quello Ferrari, ad esempio, veniva venduto a Dubai a 277 dollari mentre il Mercedes F.1, a 255 dollari. Per la cronaca anche Red Bull costava 277 dollari, per cui non si capisce la differenza di prezzo per una serie di modelli identici, stessa scala e stesso numero di pezzi. Misteri del marketing, migliore per Ferrari ovviamente.








