DI PAOLO CICCARONE FOTO UFF.STAMPA FERRARI

Singapore è uno di quei circuiti che si presta a lunghe passeggiate lungo il tracciato in cui osservare da vicino le monoposto. I lunghi rettilinei, i saltelli presenti sull’asfalto e traiettorie praticamente identiche, consentono di osservare meglio il comportamento delle monoposto e fare confronti. In un tratto di pista è stato possibile osservare, durante le FP3, il confronto fra Hamilton e Leclerc, perché i due, rispetto agli altri in pista delle stesse squadre, avevano comportamenti diversi fra loro.

Ovvero, in un tratto di pista la vettura di Hamilton emetteva più scintille sull’asfalto rispetto a quella di Leclerc, segno di due assetti o pesi diversi. Per essere certi di non aver avuto le traveggole, siamo andati a guardare in altre parti di pista e il responso è stato identico. Dove una spanciava tanto, l’altra o non lo faceva o era solo una minima emissione di scintille, ergo: altezze diverse o pesi diversi, le uniche due cose che possono fare questa differenza. E siccome viaggiavano in tandem, segno di un confronto diretto su alcune scelte, è stato possibile vedere le differenze in pista. Peccato che al cronometro non ci sia stata nessuna differenza pratica. Come dire che la SF25 la alzi o la abbassi, la carichi o la scarichi, alla fine non cambia niente…






