TESTO E FOTO BEPPE MAGNI- PAOLO CICCARONE

Fondmetal rappresenta una di quelle realtà italiane fatte di passione, ricerca e sviluppo ad altissimo livello, pur restando in ambito familiare. Una di quelle eccellenze che viene portata alla ribalta quando si parla di F.1. Il ritorno dell’azienda bergamasca nel circus iridato avviene dopo 26 anni: dal team gestito dapprima da Gabriele Rumi, passando poi all’accordo con Minardi e le sponsorizzazioni precedenti, per arrivare ai giorni nostri in cui l’accordo con Aston Martin riannoda una collana che nel 1992 ha portato Fondmetal ad essere campione del mondo F.1 con la Williams firmata Adrian Newey, che ritrova oggi ai comandi di Aston Martin, ma soprattutto ritrova quel Fernando Alonso all’epoca giovane esordiente che fu caldamente spinto proprio da Gabriele Rumi che ne vide i caratteri vincenti.
DALLA F1 AI CERCHI PER PORSCHE GT3

Da allora ai giorni nostri è rimasta la passione e l’amore per il motorsport con la nascita di cerchi in lega da primato, prima fornitura per diversi marchi importanti, da Mazda a Nissan, con prodotti per Lamborghini, Porsche, Audi, tanto per citarne alcuni. E ora, grazie al ritorno in F.1 e alle tematiche imposte dai nuovi regolamenti, Fondmetal si presenta sia con ruote speciali per i GP, ma facendo tesoro di queste esperienze, ha presenato il nuovo cerchio forgiato (da 20 e 21 pollici) per Porsche GT3 che abbiamo visto in anteprima nella visita alla sede storica di Palosco.
UN MILIONE DI CERCHI ALL’ANNO PER 56 MILIONI DI FATTURATO

Andare in visita alla Fondmetal, azienda bergamasca produttrice di cerchi per automobili, appena tornata in Formula 1 con Aston Martin, è stato un crescendo di emozioni. Dapprima l’istituzionale presentazione della realtà aziendale, fondata da Gabriele Rumi nel 1972, con una produzione annua da 1 milione di cerchi ed un fatturato passato dai 27 milioni nel 2013 ai 56 milioni del 2025, basata su tre realtà: la capostipite Fondmetal S.p.A., la Fondmetal Automotive USA Corp, e la Fondmetal Mexico. Poi il racconto della genesi della nuova avventura in Formula 1, dopo che la Casa di Palosco ci era stata direttamente, come vero e proprio Costruttore, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, e come fornitore fino agli albori degli anni 2000.

STEFANO E ALESSANDRA RUMI EREDI DI PASSIONE
Il cambio regolamentare ha convinto Stefano Rumi e la sorella Alessandra che era venuto il momento di rompere gli indugi e rientrare a pieno titoloin quella che Stefano stesso ha definito come la migliore palestra possibile per sviluppare adeguatamente prodotti che si adattino sempre di più alle nuove esigenze tecnologiche, di piena sicurezza e rispondenti anche alle più evolute esigenze estetiche. Ecco che, così, nel corso del 2024, vennero avviati i primi contatti, sfociati con l’accordo per la fornitura ufficiale al team Aston Martin.
QUEL RAPPORTO CON ADRIAN NEWEY

Come sapete il direttore tecnico della squadra inglese, fino a poco tempo fa addirittura team principal, risponde al nome di Adrian Newey, un mostro sacro tra i tecnici della massima formula automobilistica, nonché tecnico esigentissimo e molto pignolo. All’inizio sono occorse ben 22 modifiche, prima di giungere ad una prima definizione di prodotto accettabile dallo staff del genio inglese. Ora, vedere in diretta, poter toccare con mano un vero cerchio da Formula 1 2026, apprezzarne la leggerezza, le forme sinuose, quasi sensuali, è stata davvero una emozione non da tutti i giorni. Con l’aggiunta amarcord di un confronto diretto con un paio di cerchi del 1992, che, pur stupendi, parevano appartenere ad un’era geologica remota, confrontati con gli attuali.

9 RS IL NUOVO CERCHIO DERIVATO DALLA F1
Il bello è che l’impegno Fondmetal in Formula 1 è già sfociato nello sviluppo e definizione di un cerchio meraviglioso destinato alle Porsche RS GT3, denominato 9RS, un gioiello dalle prestazioni eccezionali, nato con gli stessi criteri di controllo qualità, con gli stessi standard dimensionali, con gli stessi protocolli di tracciabilità del prodotto per la Formula 1. Questa è Fondmetal. Questa è l’anima di Gabriele Rumi che continua a vivere nella sua azienda, grazie alla appassionata dedizione dei suoi figli, che è venuta fuori in maniera ancora più evidente durante la visita in fabbrica.

UNA PRODUZIONE ARTIGIANALE DI ALTO LIVELLO
Tale è stato il trasporto di Stefano a descriverci le varie fasi della lavorazione dei bellissimi cerchi ivi prodotti, che veniva quasi voglia di affiancarsi agli operatori dell’azienda e collaborare fisicamente alla creazione di un prodotto così bello e accattivante. Ed è stato sin commovente constatare che, dopo aver apprezzato l’approccio davvero moderno e pragmatico alla attuale massima categoria automobilistica, Stefano e Alessandra abbiano lasciato assolutamente inalterato l’ufficio di papà Gabriele, come se lui fosse ancora lì con loro, a sostenerli e a guidarli nella loro nuova avventura.

NEWEY E LE 22 MODIFICHE
Un particolare emerso dalla visita, è la maniacale attenzione di Adrian Newey al dettaglio, tanto che per deliberare il primo cerchio per i test invernali in Bahrain, sono state ricevute 22 mail di modifiche e aggiornamenti. Fosse stato per Newey le modifiche sarebbero continuate fino alla vigilia delle prove del primo GP, ma ovviamente c’è una data limite oltre la quale non andare. A testimonianza che puoi essere anche il più bravo e il più intelligente, ma se non ci metti il cuore, difficilmente andrai lontano. È stato bello così, apprezzare queste grandi persone e la loro meravigliosa realtà. Fatta di conoscenze, esperienza, tecnologia, ma anche di lavoro, umiltà e, soprattutto, passione. Se n’è accorta non solo Aston Martin in Formula 1, ma ci sono almeno un altro paio di team della massima formula interessati al prodotto della Casa italiana. Un orgoglio e una gioia per cui dobbiamo essere loro davvero grati. A presto, Stefano e Alessandra!




















