LE TOP DELL’EICMA 2024

Testo e foto MARCO FERRERO

 

 

La proverbiale dicotomia “donne e motori”, che meglio di qualunque altra cosa simboleggia le kermesse espositive motoristiche in abbinamento all’esaltazione della bellezza femminile, trova una delle sue maggiori rappresentazioni nell’EICMA, la rassegna annuale che propone a decine di migliaia di appassionati il meglio e le novità del mondo a due ruote e di quello a due gambe (e non solo)…

Un abbinamento, lo si consenta senza falso puritanesimo e con l’onestà intellettuale del caso ed evitando discorsi ipocriti, che è sempre stato perseguito proprio con l’intento di esaltare i due aspetti, da un lato quello tecnico, dall’altro quello estetico, che gli appassionati e le persone che rappresentano la quasi totalità degli appassionati di sesso maschile prediligono; fatta questa premessa, prima che qualche sapiente linguista abbia a che eccepire, si conferma che, proprio per introdurre adeguatamente l’argomento, il titolo non riporta errori grammaticali, ma è stato scritto intenzionalmente in tal modo, cercando una forma che risultasse esplicativa ma comunque garbata.

Onestamente, difficile concentrarsi unicamente sulla parte “tecnica” della rassegna; neppure la persona più stoica può rimanere indifferente (o quasi) a tanta bellezza, e viene quasi il ragionevole dubbio che da parte degli organizzatori vi sia il cinico e sadico tentativo di mettere in crisi più di un rapporto coniugale o di godersi, stando nascosti e sogghignando diabolicamente, quanto farebbe la gioia di un esperto di psicologia e di analisi dei comportamenti.

Per chi, osservatore media come il sottoscritto, abbia un po’ più di tempo da dedicare alla kermesse, può valere la pena soffermarsi un attimo, oltre che sugli aspetti più strettamente “tecnici”, anche su quelli “umani”, talora meno edificanti, che in taluni casi forniscono una variegata e multiforme rappresentazione di come il concetto di decoro vada spesso a farsi benedire.

Impossibile non rilevare sguardi al limite dell’assatanato, occhi sgranati, commenti ed apprezzamenti più consoni ad un addio al celibato che ad una kermesse motoristica, accompagnati a citazioni sul Padreterno e sulla corte celeste in abbinamento a quanto la cultura popolare di ciascuna regione possa sciorinare, gomitate ammiccanti che, causa l’eccitazione, hanno la vigoria di un gancio di Mike Tyson, e quant’altro la fantasia dei singoli sia in grado di esprimere.

Questi sono gli estremi meno, diciamo, sobri, ma ci sono anche, numericamente in minoranza in verità, esempi di comportamento apparentemente più “misurati”, laddove il passare almeno dieci volte davanti allo stesso stand denota il proprio indica di preferenza; in ogni caso, alla fine non arduo ipotizzare che la maggior parte di coloro che visitano l’EICMA all’uscita non ricordano un beato accidente di quali moto e novità abbiano visto o siano state presentate.

Per fortuna ci siamo noi, professionisti integerrimi, che rendiamo professionalmente conto di quanto abbiamo visto, attenti a cogliere quanto l’EICMA possa presentare sotto l’aspetto tecnico, gli spunti di interesse, le conferenze stampa nelle quali si possono vedere piloti ufficiali, le novità che le case motociclistiche hanno presentato, elementi per i quali si dovrebbero dedicare svariati articoli.

Sia detto onestamente, difficile dare credito a chi sostenga di presenziare all’EICMA solo per vedere le novità motoristiche (a meno di voler evitare ritorsioni da parte della fidanzata / compagna / consorte); senza offesa per nessuno, tale assunto sarebbe poco credibile e, in caso contrario, meritorio di una visita approfondita da parte di un valido psicoanalista.

Poiché, per le più svariate ragioni, non tutti avranno la possibilità di presenziare alla kermesse, da parte nostra un tentativo, certamente non esauriente, di proporre quelle che, a parere strettamente personale, siano state le rappresentanti femminili che più significativamente ed emotivamente hanno attirato l’attenzione, con la ovvia raccomandazione, il prossimo anno, di fare il possibile per assistere all’evento di persona. Se “donne e motori” sono “gioie e dolori”, questa, vi assicuro, è la parte delle gioie!

 

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