DI PAOLO CICCARONE

Come era quello slogan pubblicitario su una nota acqua minerale? Liscia, gassata o… Ecco, con BMW serie 5 le tre opzioni trovano alloggiamento nella versione Touring, giunta alla sesta versione di un grande classico della Casa di Monaco. Infatti, stesso pianale, stessi spazi e ingombri, ma tre tipi di motorizzazioni diverse. Dal classico diesel abbinato a un mild ibrid, al benzina tradizionale, al nuovo plug in ricaricabile ed elettrico puro. Tre filosofie di guida per una sola vettura.

Un salto generazionale enorme, specialmente in fatto di sistemi di sicurezza, in cui BMW serie 5 svetta con innovazioni e dotazioni che da un lato fanno lievitare i prezzi, si parte da 71.000 euro per la versione di ingresso (ce ne vogliono 73.400 per la versione 4 ruote motrici), la 520 D da 197 CV e si arriva ai 103.800 della iM60, la più potente, con motorizzazione elettrica da 601 CV.
BMW serie 5, ascolta l’intervista ad Alessandro Toffanin

In mezzo c’è di tutto, per tutte le esigenze e utilizzi. Una vettura che ha un mercato fiorente specialmente in Europa, Germania in testa, con UK e Italia a seguire, come dire che la BMW in abito lungo gode del favore del manager, delle flotte aziendali e delle famiglie con particolari esigenze di carico. Si parte infatti da 570 litri per arrivare a oltre 1700 a schienali abbassati, con un piano orizzontale privo di sbavature e praticissimo.

Nel frattempo lo stile è diventato ancora più elegante e filante. Il doppio rene che caratterizza da sempre BMW in questo caso non è cresciuto di dimensioni, ma ha mantenuto le proporzioni giuste col frontale anche se poi, nel dettaglio, non è poi così piccolo ma inserito in quel contesto, con una serie di linee aggraziate dal cofano fino al posteriore, risulta essere bilanciato a dovere. Tra l’altro, la serie 5 Touring, rispetto alla berlina, è identica fino al terzo montante.

Cambia solo il prolungamento per la versione station wagon e non stravolge gli equilibri. Notevole il lavoro a livello di sospensioni, autolivellanti in alcuni modelli, con trazione integrale segnata dalla classica sigla Xdrive, mentre le versioni elettriche hanno la sigla e-drive per distinguerle. Quindi trazione posteriore tradizionale, con motore anteriore longitudinale di cubatura standard di 500 cc (quattro cilindri, due litri; sei cilindri, tre litri) senza confusioni o fraintendimenti.

La novità più succosa, ovviamente, riguarda le due versioni con motori elettrici. Una, la e-Drive 40, con motore da 340 CV a 78.000 euro e 570 km di autonomia dichiarata, l’altra la M60 X Drive da 601 CV e 506 km di autonomia. Ovvero una tradizionale e una sportivissima a trazione integrale con doppio motore davanti e uno all’assale posteriore. La diversificazione di potenza riguarda anche la versione diesel 540 D: c’è quella da 226 CV col motore tre litri e una più spinta da 303 CV che però paga il superbollo.

Al volante spicca il sistema di sorpasso automatico: ovvero, una telecamera frontale, posta nel cruscotto, vede se con gli occhi si osserva lo specchietto retrovisore e il sistema consente il sorpasso di un veicolo lento, basta poi riguardare lo specchietto di destra per rientrare. E’ un sistema automatico di livello 2 che per ora viene approvato in Germania mentre la legislazione italiana è ancora legata alla responsabilità del guidatore per cui questo sistema di sicurezza non è utilizzabile dappertutto. La nota curiosa, che nel momento in cui si parla tanto di elettrico, plug in ed ibridi (in solo elettrico la plug in percorre circa 100 km di autonomia) il mercato di queste vetture in Italia è ancora diesel per il 70 per cento delle vendite. Segno che il caro vecchio motore a gasolio, coi suoi bassi consumi e basse emissioni di CO2, ha ancora molto da dire…














