DI PAOLO CICCARONE FOTO BEPPE MAGNI

Renault Simbioz l’avevamo provata in un test drive di pochi giorni qualche tempo fa, (LEGGI QUI) ma ci era rimasto il dubbio: è una vettura che può sopportare lunghi viaggi e a pieno carico? Perché nel test svolto fra autostrada e statali in inverno, era andato tutto secondo le previsioni, mancava però quel qualcosa che facesse davvero capire fino in fondo il valore di una vettura che, stranamente, da noi non prende piede rispetto alla più nota Captur. Eppure gli elementi ci sono tutti.
I 17 CENTIMETRI CHE TI CAMBIANO LA VITA
I 17 centimetri in più che aumentano la capacità del bagagliaio, il tetto in cristalli cangianti in base alla luminosità (chiamato Solarbay ma ci piace pensarlo come un insieme di cristalli che cambiano intensità a seconda della corrente immessa nel sistema), l’eleganza e contenuti nella Esprit Alpine, top di gamma. Elegante, poco ingombrante. Adeguata per una famiglia nell’uso quotidiano. Già, ma alla lunga? Vuoi mettere la vacanza, le cose da lasciare a casa, la scomodità di un lungo viaggio e tanti altri problemi che vengono fuori strada facendo?

IMOLA E MONACO DUE GP E 2200 KM DI TRASFERTA
E allora, visto che avevamo in programma una doppietta fra Imola e Montecarlo, fra hotel, circuito, giri vari, erano oltre 2000 km in una settimana. Coi colleghi a bordo con le loro attrezzature e materiale da lavoro ingombrante. E qui salta fuori l’anima stradista della piccola Renault, perché il motore E Tech full Hybrid non ha perso un colpo, i consumi medi sono stati dell’ordine dei 5,4 litri per 100 km per arrivare al picco di 6,2 per 100 km in autostrada. Ovvero siamo passati fra i 16 e i 18 km al litro con il pieno carico. Totale: 2200 km percorsi, 130 litri consumati in totale. Schiena senza problemi e carichi completi per tutti e tre i passeggeri, compresa una telecamera ingombrante, borsoni computer, trolley e ammennicoli vari.
BAGAGLIAIO SQUADRATO PER ACCESSO FACILE
Il bagagliaio dall’accesso squadrato ha facilitato le cose, ma si è sfruttato anche il sedile posteriore del divano, infilando altro ancora, il tutto in un viaggio in sicurezza, in cui la maggior parte dei tratti è stata percorsa di notte per un rientro di corsa dopo GP (Imola e Monaco ravvicinate portano a non perdere nemmeno un secondo di tempo) con in più una parentesi a Torino per altro evento commerciale. Insomma, non è mancato niente: autostrada, salite in montagna (il tratto ligure insegna), città, campagne e tratti sterrati per aggirare il traffico bloccato alle porte del circuito del Santerno. Un mix di condizioni in cui non abbiamo perso un colpo.

MOTORE 1600 CC DA 145 CV
Il motore è il classico 4 cilindri 1600 cc cui è stata abbinata una batteria di 1,2 kW/h per un totale di 145 CV e 250 Nm di coppia. L’elettrico interviene spesso nella marcia urbana, col risultato che i consumi cittadini si attestano sui 5,2 litri per 100 km (siamo sui 19 km al litro) e nella marcia autostradale si fanno abbondantemente più di 16 km al litro. Unico dubbio sulla gestione della centralina del cambio. A pieno carico, in salita verso il Turchino, a volte scalava la marcia e il motore restava accelerato. Ovvero era quella via di mezzo fra la ripresa e il viaggiare standard che la centralina interpretava come una prova di accelerazione.
PROMOSSA SULLA LUNGA DISTANZA
Questione di software, ma anche vero che era una condizioni estrema per una vettura che è tutto tranne che estrema, piacevole da guidare, gustosa, ricca di contenuti e ben rifinita. In questo il lungo test drive ha confermato le impressioni della prova invernale. Symbioz Esprit Alpine E-Tech full hybrid 145, parte da 35.000 euro. Un po’ cara a dire il vero se confrontata con la concorrenza cinese di segmento maggiore (la versione base parte però da 26.500 euro circa). Ma l’acquisto ne vale la pena.






















