WEC 24 ORE LE MANS Ferrari fa il bis a dispetto di tutti dal meteo alle penalità

TESTO E FOTO DI GIUSEPPE MAGNI

Bisognava crederci. Quando c’è una squadra di persone di questo livello, bisogna solo crederci. Nonostante il Qatar, nonostante Imola, nonostante l’indecifrabile Spa-Francorchamps.

Andiamo per l’undicesima!

Lo speravano tutti, ma non lo diceva nessuno. Perché la Porsche è fortissima, perché la Toyota vuole rifarsi dallo scorso anno, perché anche la Cadillac e la BMW potrebbero dire la loro. Bisognava crederci, a questi campioni stupendi, al volante, ai box, in sala stampa o sul ponte di comando. Tutti a livelli top, di competenza, di serietà, di sobrietà nel volare sempre e comunque basso.

Volare bassi finché arrivano sulla Sarthe. Perché qui, signore e signori, non ce n’è per nessuno! Qui volano davvero alti, sopra le nuvole e sopra la pioggia che ha davvero martoriato, sembrando soffocarla a forza di neutralizzazioni, questa edizione numero centouno della 24 Ore di Le Mans. Due vittorie su due partecipazioni non possono essere un caso, sono il risultato di una squadra coesa, una squadra che sa il fatto suo, che sa gestire le ansie dettate dal meteo, dal Balance of Performance, dalle decisioni non sempre illuminatissime della direzione di gara.

Andiamo per l’undicesima! Si diceva. E ora l’undicesima vittoria a Le Mans è, da pochi minuti, splendida realtà! Ci avevano messo 58 anni per rivincerla dall’ultima volta. Adesso hanno centrato un uno due incredibile, alternando la Cinquantuno e la Cinquanta sul gradino più alto del podio. Bisognerebbe citarli tutti, ad uno, ad uno, e ringraziarli per l’enorme gioia che hanno saputo regalare, per la seconda volta consecutiva, ai tifosi della Rossa di tutto il mondo. Mi permetto di citarne uno, il Capo, Antonello Coletta.

Toyota battuta sul campo con prestazioni e consumi migliori della Ferrari

Un esempio illuminante di quello che deve essere e deve rappresentare un leader, un leader non autoritario, ma autorevole, competente, esperto, attentissimo agli aspetti umani e bravissimo a tenere unito il team come fosse granitico elemento unico. Tutti dalla stessa parte e oggi, tutti sullo stesso podio. Dolcissime le lacrime di Nicklas Nielsen durante il giro d’onore nell’abitacolo della Cinquanta, che si sono unite a quelle di Antonio Fuoco, appena prima di salire con Miguel Molina a cavalcioni sulla vettura per la passerella sul rettilineo del traguardo.

Porsche aveva sognato alla vigilia ma in gara si è arresa alle Ferrari

Lacrime alle quali crediamo si siano unite anche quelle di migliaia e migliaia di tifosi, sia i temerari venuti qui a sfidare un inverno tardivo, sia quelli che hanno assistito alla grandissima impresa da casa. E, vi assicuriamo, si sono unite anche le nostre, cantando un’altra volta a squarciagola qui, sulla Sarthe, l’Inno di Mameli.

 

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