WEC 24 ORE LE MANS Come snaturare una corsa con safety car e penalità dopo ore!

TESTO E FOTO DI GIUSEPPE MAGNI

Il recupero della BMW #15 dopo l’incidente con Kubica penalizzato dopo ore dal fatto

Avremmo voluto scrivere di una Le Mans avvincente, leggendaria, disputata sotto la pioggia battente quasi tutta la notte, a risvegliare ed esaltare gli antichi valori dell’automobilismo che fu, quello coraggioso e temerario, che ha scritto pagine indelebili della storia di questo sport.

Ma non possiamo. Non possiamo scrivere nulla di tutto ciò, perché la gara, fino a questa mattina, è trascorsa per lunghissime ore in regime di neutralizzazione dietro safety car. Contro Giove Pluvio nessuno può fare nulla, ovviamente, tanto meno mettere a rischio l’incolumità dei piloti, per altro protagonisti di numerosi botti, incruenti, sì, ma che hanno costretto, in alcuni casi, come quello della BMW in tarda serata, a lunghi lavori di ripristino dei guardrail.

La sicurezza innanzitutto, e ci mancherebbe, ma questo ha tolto davvero gran parte dell’adrenalina e della emozione che la maratona francese è sempre stata in grado di regalare. Chiaro che le condizioni meteorologiche davvero anomale, oltre alla pioggia, frequente ed abbondante, abbiamo infatti un’aria fredda atlantica davvero inusuale in questa stagione, hanno complicato davvero la vita a tutti, piloti, squadre, organizzatori, tecnici addetti alla pista, commissari e anche ai numerosissimi fans assiepati in ogni dove, da Tertre Rouge a Mulsanne, da Arnage a Indianapolis.

Ci dicevano i veterani che non ricordano una situazione simile negli ultimi trent’anni. Così, anziché raccontarvi le gesta sportive dei protagonisti in pista, siamo ancora a metà mattinata ad attendere che quello che rimane della gara riparta dopo un’altra, interminabile safety car. Tutto questo, ripeto, assolutamente giustificato dalla garanzia di sicurezza che dobbiamo osservare per il bene di tutti.

Quello che invece davvero ci sta un po’ meno sono le numerose penalizzazioni che la direzione gara ha impartito, anche dopo ore dalla commissione del presunto “reato”, alcune apparse quanto meno discutibili, come quella rifilata a Kubica in maniera tardiva, colpevole solo di essersi ritrovato, lui, al comando, una BMW doppiata la cui unica preoccupazione era solo quella di farsi da parte, visto che c’erano bandiere blu e tutte le segnalazioni previste. Un modo di gestire la gara forse più famosa del mondo con ingerenze davvero indebite, che sarebbe molto meglio lasciare ad altre categorie, visto che qui, di difficoltà, già ce ne sono da gestire ed è inutile appesantire la situazione con decisioni a tavolino che fanno sempre comunque male allo sport.

Ora c’è solo da sperare che la gara riprenda, dopo l’ennesima neutralizzazione, e ci faccia vedere lo spettacolo che solo la 24 Ore di Le Mans è in grado di regalarci. La lotta per la vittoria è ancora apertissima. E, invocando la clemenza di Giove Pluvio, auguriamoci che, come sempre avvenuto sulla Sarthe, vinca il migliore

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