WEC 24 ORE LE MANS Parlano i ferraristi: pole straordinaria la corsa sarà dura

TESTO E FOTO DI GIUSEPPE MAGNI

Le Mans, venerdì mattina, tempo di interviste ai piloti Ferrari, grandi protagonisti delle prove libere e delle prove ufficiali della attesissima 24 0re che scatterà domani alle 16. Prima di entrare incontriamo casualmente Antonello Coletta, il Capo. Il saluto è sempre gentile e cordiale, Woody Allen diceva che i veri grandi sono persone alla mano, sono le mezze calze che la mettono giù dura.

“Sai, la gara è lunghissima, però noi intanto le abbiamo messe lì”. Incontrovertibile e pragmatico, persona a cui si può anche parlare di sogni, ma subito fa capire che ci si arriva un passo alla volta.

Entriamo, ci sediamo ad uno dei quattro tavoli riservati alle interviste, predisposti dal solerte Luca Giraldi dell’ufficio stampa Ferrari, coadiuvato per l’occasione da Davide Marchi. Ad uno ad uno vengono a sottoporsi al fuoco di fila tutti e sei i baldi ragazzi in rosso.

Antonio Fuoco ha firmato una pole storica qui con l’addetto stampa Masperi

“Bisognerà stare molto attenti e concentrati in ogni istante, badando a non commettere il minimo errore” esordisce il poleman Antonio Fuoco. Abbiamo messo a punto una strategia di comportamento comune, atta a tenerci il più possibile fuori dai guai, soprattutto quando ci troviamo a dover superare le macchine delle altre categorie, più lente.”

“Abbiamo lavorato moltissimo per mettere a punto un assetto della 499P che calzi a pennello a ciascuno dei tre piloti che la condurrà. Abbiamo e stiamo lavorando di comune accordo con gli altri due ragazzi, nei lunghi allenamenti condotti, anche al simulatore, ci scambiamo continuamente informazioni allo scopo non tanto di adattare, ma di esaltare le caratteristiche di guida di ciascuno, ci stiamo spingendo a vicenda per migliorare noi stessi, per portare la macchina a livelli sempre più alti di performance.”

Tanti complimenti da parte di tutti al poleman della centesima edizione della 24 Ore di Le Mans, ma anche tanti sorrisi. Nei suoi occhi c’è concentrazione, c’è la tensione che ci deve essere nell’affrontare un impegno così importante, ma c’è anche la serenità e la tranquillità di avere lavorato bene, di avere davvero messo in campo tutte le capacità ed il talento, non solo dei piloti, ma anche di ingegneri, tecnici, meccanici e di tutte le persone della squadra.

Prima volta di Giovinazzi a Le Mans con grandi speranze

Si alza Antonio Fuoco e arriva sul ring Antonio Giovinazzi. Inevitabile, come prima domanda, il raffronto con l’esperienza da lui fatta in Formula 1. “E’ molto diverso per certi aspetti, simile per altri. Ho trovato qualche difficoltà all’inizio, ma ho come compagni di squadra piloti molto esperti della categoria, un doppio campione del mondo come Alessandro Pier Guidi che non ha lesinato spiegazioni sui minimi dettagli, né preziosi insegnamenti, siamo una squadra e dobbiamo cercare di competere tutti allo stesso livello, il più alto possibile e spingerci anche oltre.”

“Antonio, hai fatto una preparazione specifica per guidare di notte, e, se sì, ci potresti parlare degli esercizi specifici che hai fatto?”

“Ok, si tratta di esercizi effettuati soprattutto in pista, ma soprattutto ho seguito un programma con il mio preparatore che mi permette massima lucidità anche ad una certa ora di notte o di primissima mattina, quando toccherà a me il turno, e mi consente di dormire immediatamente quando è necessario che io mi riposi per recuperare energie fisiche e mentali.”

Pierguidi col compito di coprire le spalle a Fuoco e chiudere i varchi alle Toyota

James Calado ci parla della consapevolezza che hanno in Ferrari di avere avversari molto forti e molto esperti, ma che loro si sentono ben preparati per poter competere. Ci spiega poi che entrambi gli equipaggi hanno un programma da seguire, perseguito e messo a punto nei lunghi allenamenti comuni effettuati, con tutti gli stint prestabiliti e anche dei piani di riserva in caso accadesse qualche imprevisto.

Una Ferrari AF Corse molto determinata, serena ma molto cosciente dei propri mezzi, nessuno si è sbilanciato in inutili proclami, né hanno ipotizzato possibili risultati della gara, tutti hanno ripetuto che hanno lavorato e stanno lavorando molto per andare a caccia dell’obiettivo. L’impressione generale che se ne ricava è davvero positiva, nelle pause e verso la fine delle sessioni di interviste tutti i piloti erano seduti allo stesso tavolo, tranquilli, sereni, sguardi determinati, ma tanti sorrisi. Questi ragazzi sono una squadra, formano una squadra vera, sotto la guida di un allenatore forse poco appariscente, ma molto, molto competente e capace di tenerli davvero tutti insieme, uniti verso ciò che si sono prefissi.

Non saremo certo noi a lanciare proclami, però fa piacere vedere questa atmosfera di squadra vera.“Sai, la gara è lunghissima, però noi intanto le abbiamo messe lì”, ci ha detto il Capo. La partenza sarà ormai tra poche ore e, insieme alle centinaia di migliaia di appassionati che accorreranno qui e ai milioni e milioni che seguiranno la 100esima edizione della 24 Ore di Le Mans in televisione, ci lanceremo all’unisono verso una delle più mirabolanti avventure che l’uomo abbia mai concepito. E voi? Siete tutti pronti?

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