SUPERMOTO 2025, LA CONFERMA DEI CAMPIONI

Testo e foto MARCO FERRERO

 

L’annata 2025 della spettacolare disciplina della Supermoto è stata, per certi versi  e relativamente al Campionato Mondiale, un tantino deludente sotto l’aspetto delle emozioni, in quanto i risultati finali hanno non solo rispettato i pronostici della vigilia ma non sono stati neppure lontanamente messi in discussione od oggetto di qualche sorpresa che avrebbe generato qualche elemento di indecisione.

Da un lato Marc Reiner Schmidt, giunto al suo quinto titolo individuale iridato, gli ultimi quattro dei quali consecutivi, un campione che appare di un livello superiore a quello degli avversari, che ha vinto il titolo addirittura con un round di anticipo con una superiorità per gli avversari quasi imbarazzante, e verso il quale non si vede all’orizzonte alcun avversario in grado di impensierirlo.

Il ritiro di Thomas Chareyre, che dall’infortunio di due anni fa non aveva più completamente recuperato, l’unico in grado di contrastare Schmidt, ha di fatto spianato la strada al centauro tedesco per il suo dominio che, ad oggi, pare poter durare ancora per altri anni; degli avversari attuali, Lukas Hollbacher è quello che per prestazioni è il più veloce, ma caratterialmente talora palesa dei limiti, Steve Bonnal è il prospetto forse più interessante ma dovrà trovare maggiore costanza, mentre i giovani spagnoli spagnoli Julen Avila Cortez e Francisco Gomez Requena forse potrebbero essere i campioni di domani ma non sembrano avere le doti per esserlo nel breve termine.

Certamente diverso il discorso per quanto riguarda il Supermoto per Nazioni, l’unica manifestazione a squadre di questa disciplina individuale, dove a sorpresa, ma neppure troppo, l’Austria ha conquistato il titolo interrompendo una supremazia francese che durava ormai da più di due lustri (i transalpini avevano vinto quindici titoli totali di cui, consecutivamente, le ultime undici edizioni).

Se il team austriaco era alla vigilia dato come uno dei più consistenti, anche in questo caso la differenza l’ha fatta un campione, Lukas Hollbacher, dei tre sicuramente il migliore, ben coadiuvato da due compagni che, seppur non eccezionali, hanno tuttavia contribuito a supportare la loro punta di diamante nel modo più adeguato.

In un’edizione dove solo nove nazioni si sono presentate al via male, ed è un eufemismo, l’Italia, che ha ottenuto solo la quinta piazza finale, ha di fatto rispettato un pronostico che non la vedeva tra le protagoniste; il risultato dei nostri tre pur volenterosi piloti è lo specchio della Supermoto in Italia; se ci si riduce ad arrivare al “Nazioni” con un terzetto che insieme fa 122 anni (!) (D’Addato classe 1984, Bartolini classe 1978, Sammartin classe 1991) è segno che più che qualcosa non va in tema di sviluppo di una disciplina dove è vero che non corrono troppi soldi ma che all’estero trova comunque proseliti.

Per completezza di informazione, il Supermoto per Nazioni 2025 ha visto la presenza di sole nove nazioni, un numero assolutamente risicato (a Castelletto di Branduzzo due anni fa erano il doppio), laddove la sorpresa è stata l’assenza della Spagna, una delle papabili protagoniste assolute, che con un trio composto da Ferran Cardus, Francisco Gomez Requena e Julen Avila Cortes, avrebbe potuto puntare al titolo.

Guardando oltre, la sensazione è che questo status quo ha la seria possibilità di permanere ancora a lungo; la disciplina, in quanto poco remunerativa, produce sempre meno proseliti, e pertanto non vi è un adeguato ricambio generazionale; in aggiunta, accade altresì che taluni centauri, magari quelli più competitivi (è il caso di Andrea Benvenuti), decidano di cimentarsi in campionati che possono offrire maggiori possibilità, per cui il numero dei partecipanti possa ulteriormente ridursi sia quantitativamente che qualitativamente.

In ogni caso, con i complimenti del caso ai trionfatori, si tratterà di verificare, la prossima stagione, se tutto rimarrà immutato o se assisteremo a qualche sorpresa.

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