IL WORLD SBK CHAMPIONSHIP DOPO MISANO

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Diciamocelo chiaramente, chi si aspettava che la tappa del Campionato del Mondo Superbike di Misano avrebbe rimescolato un tantino la classifica od avrebbe rimesso in gioco qualcuno dei protagonisti che quest’anno ha sinora ricoperto appena il ruolo di spettatore è uscito dal circuito, ma solo sotto questo aspetto, deluso e con la convizione, ampiamente consolidata e condivisa, che quest’anno la lotta per il titolo sarà, a scanso di eventi che neppure un indovino potrebbe prevedere, un affare a tre.

Alvaro Bautista, Jonathan Rea e Toprak Razgatlioglu appaiono imprendibili e sembrano fare un campionato a parte; sicuramente, e non lo si dice solo perchè sono lassù in cima alla classifica, ma stiamo parlando, per esperienza, capacità, stile di guida e moto, dei tre centauri più forti della serie, con il turco campione uscente che pare talora annaspare un tantino rispetto ai due avversari, che si sono sinora divisi (6 Bautista, 5 Rea) undici delle dodici manches sinora disputate.

Interessante altresì come ciascuno dei tre campioni rappresenti un marchio diverso (Bautista / Ducati, Rea / Kawasaki, Razgatlioglu / Yamaha), segno che, almeno sotto questo punto di vista, non vi sia una casa dominante, e che stia a ciascuno trovare il massimo feeling sulle piste che si incontrano, valorizzando ovviamente le caratteristiche del proprio mezzo che meglio di adattano ai tracciati.

Si era arrivati a Misano con una classifica provvisoria che recitava:

1^ Alvaro Bautista – Ducati – pt. 161,

2^ Jonathan Rea – Kawasaki – pt. 144,

3^ Toprak Razgatlioglu – Yamaha – pt. 109,

ci si avvicina al prossimo round di Donington Park, il cui svolgimento sarà tra un mese esatto, con questa situazione:

1^ Alvaro Bautista – Ducati – pt. 220,

2^ Jonathan Rea – Kawasaki – pt. 184,

3^ Toprak Razgatlioglu – Yamaha – pt. 141,

La matematica, e ci mancherebbe, lascia ancora aperti tutti i pronostici, ma la ragione guida a considerare che chi, il nostro bravo Andrea Locatelli, si trova in quarta piazza, ha un distacco di 102 punti dal capofila, un divario che, a scanso di miracoli od eventi imprevedibili, appare ormai non più colmabile, anche considerato come sarebbero tre gli avversari da raggiungere e superare in classifica.

Lo scorso anno sul circuito inglese era stato il poi campione 2021 Toprak Razgatlioglu ad imporsi, con Jonathan Rea comunque in evidenza e Alvaro Bautista incorso in un weekend non certamente da incorniciare; quest’anno potrebbe essere tutt’altra storia, un libro ancora da scrivere ed il cui epilogo appare incerto.

Senza voler essere critici a tutti i costi, all’edizione 2022 del campionato sembra mancare qualcosa; qualcosa in termini di protagonisti (alcuni dei quali al momento non hanno modo di essere tali), qualcosa in termini di visibilità (la serie ha poco risalto mediatico e non è valorizzata come dovrebbe e potrebbe), qualcosa in termini di carisma (forse manca ai vertici un personaggio di “peso” che sappia “attirare” e che funga da catalizzatore, per capirci l’equivalente di un Valentino Rossi o di un Tony Cairoli); l’augurio, ovvio, è che la serie, sul campo come ha sempre fatto, sappia mostrare tutto il suo reale valore e continui ad appassionare.

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