Testo e foto MARCO FERRERO
Dopo due giorni di prove libere, utili alla messa a punto delle vetture, giunto il momento di fare sul serio, di lasciare da parte tutti i tatticismi e di mettere in pista tutto il proprio potenziale, tutte le squadre giocano le loro carte per acquisire la miglior posizione possibile sullo schieramento di partenza; in questo contesto le prove ufficiali sono il momento nel quale emergono i valori ed il lavoro delle squadre evidenzia chi può prevalere sugli avversari.
Peraltro, con cinquantanove vetture iscritte in questa gara “Endurance”, suddivise per le qualifiche in due gruppi, con soli dieci minuti a disposizione, neppure facile azzeccare un giro pulito per poter realizzare il tempo, peraltro su un tracciato neppure così lungo da consentire adeguati recuperi in caso di anche solo minimi errori.
Con le prove ufficiali la mattina e la gara, di sei ore, al pomeriggio, necessaria poi da parte di tutti una particolare attenzione al fine di evitare incidenti od inconvenienti che possano compromettere la competizione ancor prima di iniziarla, con la consapevolezza che una maratona di sei ore va gestita con maturità e strategia, e che il risultato sarà acquisito in funzione dell’andamento della stessa.
Tutto ciò premesso opportuno valutare cosa le prove ufficiali abbiano espresso; innanzitutto da indicare quali saranno, stanti i tempi combinati realizzati dai tre piloti, le prime tre file al via, composte dai seguenti equipaggi:
1^ Lucas Auer – Luca Stolz – Maro Engel — Mercedes AMG — 1’53”622,
2^ Thomas Fleming – Louis Prette – Benjamin Goethe — McLaren — 1’53”676,
3^ Mattia Drudi – Marco Sorensen – Nicki Thiim — Aston Martin — 1’53”686,
4^ Joseph Loake – Dean Macdonald – Marvin Kirchhofer — McLaren — 1’53”690,
5^ Bastian Buus – Thomas Preining – Ricardo Feller — Porsche — 1’53”724,
6^ Maxime Martin – Maximilian Gotz – Fabian Schiller — Mercedes AMG — 1’53”736,
con un best lap assoluto realizzato da Fabian Schiller su Mercedes AMG in 1’53”049.
Come valutazione generale, da annotare come la differenza tra i tempi combinati dei polesitter e l’ultima vettura sullo schieramento sia pari a 1”057, un equilibrio il che porta a pensare che non molto presto si assisterà ai doppiaggi, e che vi sono la bellezza di 26 vetture racchiuse nell’arco del solo secondo dalla vettura prima classificata.
Dalla disamina dei tempi dei test e dalle prove ufficiali emerge come, se durante le giornate di test fossero state Audi Porsche e Mercedes ad apparire come le vetture globalmente più performanti, mantenendo una tradizione che in questi ultimi anni vede le case tedesche a primeggiare in questa serie, all’atto delle qualifiche valide per lo schieramento molti valori si siano riequilibrati evidenziando come altri equipaggi, in particolare quelli McLaren, siano in grado di lottare per la vittoria finale.
In questo contesto la Ferrari appare leggermente più in ritardo, mentre la nuova Lamborghini Temerario, la nuova arma della casa di Sant’Agata Bolognese, paga, ovviamente, il suo noviziato, ma è una vettura da tenere d’occhio e che saprà presto essere protagonista.
Neppure il tempo di valutare quanto occorso nelle qualifiche ufficiali ed è già ora di rivolgere l’attenzione all’evento principale, la gara, quello che determinerà il risultato ed assegnerà i primi punti pesanti di questa prima tappa del campionato.













