Testo e foto MARCO FERRERO
Sotto il cielo stellato del Paul Ricard a tagliare per primo il traguardo dopo sei ore di gara è stato l’equipaggio della BMW composto da Kelvin Van der Linde, Charles Weerts e Ugo de Wilde, una vittoria per nulla scontata stanti i colpi di scena che hanno caratterizzato la corsa ed il suo andamento, una vittoria che pone l’equipaggio come uno dei pretendenti alla vittoria finale.
Non certo tra i protagonisti assoluti delle qualifiche, i tre alfieri della casa bavarese hanno disputato una gara tatticamente quasi perfetta, con Kelvin Van der Linde che ha fatto la differenza nelle due ore finali di gara, quelle notturne, nelle quali il sudafricano ha imposto un ritmo insostenibile per quasi tutti gli avversati portando la BMW all’ennesima vittoria in questa gara.
Le qualifiche ufficiali avevano visto prevalere la Mercedes AMG n. 48 dell’equipaggio composto da Matteo Cairoli, Lucas Auer e Maro Engel con il crono di 1’53”712, davanti alla vettura gemella n.17 con alla guida Luca Stolz, Jules Gounon e Fabian Schiller, staccati di 123 millesimi con 1’53”835; ottima terza piazza per la Lamborghini Huracan n. 63 di Mirko Bortolotti, Luca Engstler e Jordan Pepper, con un rilievo cronometrico di 1’53”847, a soli 12 millesimi di secondo dalla prima fila, che hanno confermato quanto di buono fatto vedere nel corso dei test di un mese fa su questo stesso tracciato.
Qualche goccia di pioggia caduta la la prima e la seconda sessione ha leggermente cambiato le condizioni della pista, che durante le prove libere era invece stata in condizioni quasi perfette, con una temperatura dell’aria di 20 gradi.
L’ordine di arrivo, per quanto relativo al podio, ha visto i seguenti equipaggi:
1^ Kelvin Van der Linde – Charles Weerts – Ugo de Wilde — BMW,
2^ Sven Müller – Patric Niederhauser – Alessio Picariello — Porsche,
3^ Ayhancan Güven – Laurin HeinrichKlaus Bachler — Porsche.
La gara ha inizialmente vissuto sul duello tra i tre primattori delle prove, rispettivamente Engel e Gounon per le Mercedes e Bortolotti per la Lamborghini, cui si è aggiunta la McLaren di Mcdonald, e per tutta la prima ora il quartetto si è staccato dal gruppo scambiandosi in più occasioni le posizioni; con il turbillon dei pit stop, le diverse strategie hanno portato nel gruppo di testa anche le Porsche di Ayhancan Güven e Sven Müller, e dopo un quarto di gara il sestetto al comando era racchiuso in una quindicina di secondi.
Da intorno a metà gara cambia la situazione con i protagonisti iniziali che iniziano ad essere più attardati e con la gara sorniona della BMW poi vincitrice che, all’inizio nelle immediate retrovie, inizia ad attaccare; decisivo lo stint di Kelvin Van der Linde, con il sudafricano che supera la Porsche e passa al comando, controllando agevolmente il resto della gara.
Al termine delle sei ore il distacco tra i primi due è di solo sette secondi e mezzo, mentre la Porsche terza classificata, protagonista anch’essa nelle prime fasi della corsa, termina ad oltre 42 secondi di distacco; da annotare come in questa gara francese i distacchi siano alla fine risultati consistenti, un fatto abbastanza particolare stante come nella maggior parte delle gare della serie molti protagonisti siano raccolti in minime differenze.
Da ricordare come il prossimo appuntamento della serie sarà quello che avrà luogo sul tracciato inglese di Brands Hatch nel weekend del 4 maggio, prima gara “Sprint” del 2025, dove certamente la strategia di gara sarà differente, anche se l’obbiettivo finale, la vittoria, rimarrà immutato.















