Testo e foto GIUSEPPE MAGNI
A volte è bello tornare bambini. E ritrovare le emozioni pure, sincere, totali di quando si è in tenera età. Ero poco più di un ragazzino, infatti, quando correvano e vincevano la poderosa Porsche 935 K3 con la iconica livrea Jagermeister e la indimenticabile Lancia Beta Montecarlo con la ancor più iconica livrea Martini Racing. Queste pietre miliari dell’automobilismo da corsa, incastonate come perle preziose nella memoria degli appassionati più attempati, sono tra le protagoniste dell’ACI Historic Racing Weekend che si svolge in un teatro che più degno non si può, il Tempio della Velocità, l’Autodromo Nazionale di Monza. Queste citate sono solo due tra le 200 vetture in pista questo fine settimana in Brianza, impegnate in ben 6 categorie di bolidi, 4 riservati alle vetture storiche e 2 alle serie moderne, tra cui l’interessante serie Colmore, la Topjet F2000 Trophy e la Mitjet Italia Racing Series, a far da corollario alla prova del Campionato Italiano Velocità Circuito Autostoriche.
Ci siamo ritrovati catapultati indietro nel tempo, in mezzo a profumi e melodie che sembravano dimenticate, sepolte da simulacri ibridi che, improvvisamente, appaiono perfino indegni, quasi blasfemi di fronte al poderoso rombo del possente 6 cilindri biturbo piatto 3,3 litri della regina tedesca del Deutsche Rennsport Meisterschaft.
Girando per i box e nel paddock, abbiamo apprezzato anche i gioielli della Scuderia del Portello, il loro Museo dinamico Alfa Romeo, con opere d’arte tirate a lucido e lanciate in pista con un cuore ed una commozione senza pari.
In una apposita area, inoltre, si possono ammirare alcune dei più agguerriti formulini del celebre Trofeo Cadetti, che festeggia i 60 anni dalla nascita.
Per tutto il tempo rombi struggenti e occhi lucidi, profumi di olio bruciato e di gas incombusto che rischiarano la mente e accarezzano il cuore.
Per ultimo, già che ci siamo, scattiamo le ultime pose alla mitica Sala Stampa dell’Autodromo di Monza, che sta per essere trasferita in altra collocazione. Anche qui, un po’ di magone e di nostalgia, nonostante crediamo che le splendide monografie alle pareti verranno trasferite nella nuova location.
Poi torniamo giù, di sotto, a goderci la giornata e le sue splendide protagoniste. Credo inutile cercare di trovare sterili parole per descrivervele, vi lascio alle immagini, sulle quali ognuno può fantasticare e anche un po’ sognare…























