Testo e foto MARCO FERRERO
La diciannovesima edizione dell’International GT Open è andata in archivio con un successo in termini di partecipazione da parte di piloti e team che attestano l’appeal che la serie ha riconquistato e via via consolidato dopo il difficile periodo post Covid; sono stati oltre cento i piloti che sono scesi in pista nelle quattordici gare dell’edizione 2024, ed allo start di ogni manche si sono viste trentacinque vetture, un colpo d’occhio veramente notevole.
Una serie che, e lo diciamo con orgoglio, continua ogni anno a mettere un pilota italiano sul gradino più alto del podio in almeno una categoria; quest’anno, giusto ricordarlo, a portare il tricolore al successo sono stati Giuseppe Cipriani in classe AM (al suo terzo successo in sei anni), mentre in classe PROAM il successo finale, bissando quello della scorsa edizione, è andato a Marco Pulcini.
Nella classifica assoluta, prima dell’ultimo appuntamento sul “tempio della velocità”, Alessio Deledda condivideva il primo posto in classifica a pari punti con Christpher Haase e Simon Reicher, e con sette equipaggi ancora matematicamente in lizza per il titolo 2024, incluso Nicola Marinangeli a 12 lunghezze dalla testa.
Alla fine l’hanno spuntata Haase e Reicher, dopo che lo scorso anno, pur con punteggio ex aequo, avevano perso il titolo per peggiori piazzamenti, mentre Deledda deve accontentarsi della seconda piazza assoluta, un risultato comunque onorevole che, con un pizzico di buona sorte in più in questo ultimo appuntamento, avrebbe potuto essere il successo, realizzando peraltro un en plein di vittorie italiane in tutte e tre le categorie.
Azzeccata, è il caso di dirlo, la scelta, una scelta vincente, di disputare l’ultimo atto della stagione, di un campionato già di per se assolutamente equilibrato e dove ogni pronostico risulta azzardato, con la formula della gara “Endurance” che attribuisce punteggio doppio, e che in tal modo apre la possibilità di vittoria anche a piloti che a quel momento possono apparire fuori dai giochi per il titolo; un elemento aggiuntivo certamente di grande suspence che certamente verrà riproposto anche in futuro.
Altro fattore di forza che ha valorizzato questa stagione del GT Open, la presenza nelle gare di svariati piloti “professionisti” o comunque già affermati, in un contesto, quello di essere una rampa di lancio per piloti di talento che cercano di emergere, che vede principalmente la presenza di piloti “dilettanti” o meno conosciuti. Nomi come Abril, Cheever, Sernagiotto, solo per citare quelli più noti, non possono che essere un valore aggiunto, sia per il campionato sia in termini di stimolo per gli altri contendenti.
Il prossimo anno la serie compirà venti anni, un compleanno “importante”, una ricorrenza che certamente GT Sport Organizacion, gli organizzatori di questo campionato, vorranno degnamente festeggiare con qualche sorpresa; peraltro, in tema di dati statistici, durante la stagione ci sarà anche la ricorrenza della 300^ gara della serie, e la stagione chiuderà a Monza dove ci fu la prima gara della prima edizione.
Le premesse perché ci si possa attendere qualche sorpresa ci sono tutte, anche se gli organizzatori, giusto ricordarlo, hanno sempre tenuto una linea molto umile, badando più alla sostanza che a momenti eclatanti; quanto ci è stato riferito è che si stanno facendo dei ragionamenti e delle valutazioni, e poiché al momento, e comprensibilmente, nessuno ha voluto sbilanciarsi in merito, non resterà che attendere la presentazione dell’edizione 2025 per saperne di più.










