LE EMOZIONI DEL CAMPIONATO ITALIANO AUTOCROSS

Testo e foto MARCO FERRERO

 

Sul circuito, totalmente in terra come da regolamento dell’autocross, a differenza del rallycross dove una parte del tracciato è in asfalto, di Romano Canavese, in provincia di Torino, è andata in scena la 3^ prova del Campionato Italiano Autocross MSP; una cinquantina circa i piloti iscrittisi alla manifestazione, che si sono sfidati lungo tutta la giornata in manches equilibrate e combattute che hanno divertito gli accompagnatori e gli appassionati presenti a bordo pista.

Se il numero di per se appare incoraggiante, purtroppo la disciplina pare da qualche anno vivere un momento di crisi in termini di partecipazione, laddove alcune delle tante categorie nelle quali le vetture vengono suddivise era rappresentata da un solo partecipante; un peccato, considerato come ci si trovi di fronte ad una disciplina divertente e coinvolgente, ma che “paga” il poco interesse da parte degli sponsor e degli addetti ai lavori.

La tendenza, purtroppo, è che le discipline sportive definibili “povere”, nel senso che non portano lauti guadagni e che richiedono tanto sacrificio, stanno diventando sempre più “di nicchia”, e se pur sempre dotate di un certo fascino, trovano sempre meno adepti che abbaino voglia di cimentarsi in discipline sportive poco remunerative e di poca visibilità.

Già quest’anno si sono persi il Campionato Italiano Velocità su Ghiaccio ed il Campionato Italiano Rallycross, per cui ben venga chi ci sia che abbia la passione di organizzare questi eventi e chi ci partecipi; sicuramente l’autocross, e per capirlo bisogna assistere ad una gara, richiede tantissima passione, tanto lavoro, tanti sacrifici personali e finanziari, la consapevolezza che i risultati sportivi che si possono raccogliere non hanno una cassa di risonanza ampia e forte.

Quello che l’autocross sa regalare è spettacolarità, gare giocate sul filo dei decimi di secondo, tante emozioni, l’opportunità di avvicinare un ambiente amichevole ed informale, e la tappa di Romano Canavese del Campionato Italiano non ha lesinato queste caratteristiche.

Peraltro, un plauso a chi ha strutturato ed approntato il tracciato per la gara; un tracciato molto bello, molto vario nel suo layout pur se con una lunghezza inferiore al chilometro, dove allunghi e curve a gomito permettono la possibilità di eseguire sorpassi, un tracciato che sotto l’aspetto tecnico meriterebbe di ospitare anche gare più importanti e che non può essere giudicato che più che positivamente.

Evitando la prolissità dell’elencazione dei vincitori, stante come tutti meriterebbero l’onore della menzione, si lascia queste righe con una piccola carrellata fotografica utile a comprendere cosa l’evento di Romano Canavese abbia proposto, con l’auspicio che i prossimi eventi della serie godano dell’interesse che meritano.

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