Testo e foto MARCO FERRERO
Una delle iniziative che il GT World Challenge Europe ha portato a Monza è stata quella di un’esposizione di vetture sportive, tra le quali spiccavano un paio di esemplari di Kimera, opportunamente modificate da sembrare della Lancia come quelle che gareggiavano nel Campionato Mondiale Endurance degli anni ’80, circondate da una serie di Maserati, sia da competizione che stradali.
La vettura però che ha attirato di più l’interesse e l’attenzione del folto pubblico presente nei paddock è stata la Nissan R390 GT1, il modello che il 6-7 giugno 1998 prese parte alla 24 Ore di Le Mans condotta dall’equipaggio composto da Erik Comas, Jan Lammers e Andrea Montermini, e che alla fine della maratona francese riuscì a classificarsi al sesto posto assoluto.
Si tratta di un esemplare quasi unico per la sua storia; l’ex pilota francese di Formula 1, la cui vita tutti ricordano venne salvata da Ayrton Senna dopo uno spaventoso incidente a SPA Francorchamps nel 1992, dopo tanti anni è riuscito ad acquistarla ed immatricolarla per uso stradale con una livrea Pennzoil gialla e nera ispirata alla sua vittoriosa carriera nel JGTC (All Japan Grand Touring Car Championship), ed ogni tanto la stessa viene esibita nel corso di alcune manifestazioni.
Certamente un’occasione quasi unica per poter ammirare una vettura che, ad onta dei suoi quasi trent’anni, appare ancora meravigliosamente attuale nella sua linea e nelle sue caratteristiche; nello specifico, questo esemplare, a differenza dell’originale R390 GT1 stradale, venne modificato partendo dal telaio VIN780009 che Comas acquistò da Nissan. Da ricordare che il progetto di restauro e conversione a vettura stradale, durato due anni, fu eseguito da Andrea Chiavenuto mantenendo, a quanto si dice, il 95% dei suoi pezzi originali da corsa.
Comunque sia, una “perla” che il GT World Challenge Europe ha voluto portare, con la collaborazione del suo proprietario, a Monza, e che ha potuto ben essere ammirata da tutti gli appassionati ed anche da coloro che non avevano avuto l’opportunità di vederla gareggiare in pista.













