F.1 Gp Francia, Hamilton al segna semper lù, come si diceva nel calcio ai tempi andati

Al segna semper lū” recitava uno striscione allo stadio di San Siro, anni fa, quando a segnare per il Milan era puntuale come un orologio, il prode Daniele Massaro.
Anche oggi, in Formula Uno, “al segna semper lū”, o, forse, sarebbe meglio dire:”He always scores!”, visto che si tratta di Lewis Hamilton, giunto alla sua sesta vittoria stagionale. Non ce n’è: questo campione ha davvero una marcia in più. Lo ha dimostrato, ancora una volta, per tutto il week end. Da parte mia, sono davvero contento di essere venuto a vederlo dal vivo. Questo è un periodo che passerà sicuramente alla storia. Così come Ayrton Senna e la McLaren prima, Michael Schumacher e la Ferrari poi, seguiti da Sebastian Vettel con la Red Bull, oggi sono Lewis Hamilton e la Mercedes a dominare il massimo campionato automobilistico del mondo.

 

E, se mentre dei primi tre ho visto tantissime gare dal vivo, ma non quante ne avrei volute vedere, di Lewis Hamilton sto davvero cominciando a metterne insieme un numero considerevole. Ed è bello essere testimone di imprese, forse non troppo esaltanti dal punto di vista della competizione e dello spettacolo, ma sicuramente importanti dal punto di vista storico e della prestazione pura. L’era del fuoriclasse di Stevenage è sicuramente destinata a fare da riferimento assoluto per quanto riguarda la categoria. Lewis sta dominando in lungo e in largo, dall’alto di un talento e di una classe che è sempre meraviglioso poter seguire dal vivo. Ieri, per esempio, durante le qualifiche quasi tutti i piloti hanno avuto problemi quando il vento ha cambiato repentinamente direzione.

 

 

L’unico a migliorarsi nel crono è stato proprio Lewis, compiendo tre passaggi a Sainte Baume ad andatura lenta, probabilmente per capire le condizioni, e poi piazzando il colpaccio decisivo. Non ce n’è. È il più bravo. Punto. 
Chiaro che gli spettatori, qui in Circuito, ma soprattutto quelli a casa, avranno certamente da ridire su una gara che, di spettacolare, ha offerto ben poco. Non c’è stato alcun sussulto, alcun colpo di scena. Ma posso rammentare che di corse, o anche di intere stagioni come questa, è davvero piena la storia della Formula Uno. Potrei paragonare la corsa di oggi al Gran Premio d’Olanda 1978 ad esempio, dominata in lungo ed in largo, per l’ennesima volta dalle nere Lotus di Mario Andretti e Ronnie Peterson. Anche oggi il primo sussulto lo si è avuto al 51 giro, quando un prode commissario ha recuperato un birillo finito in mezzo alla pista. Poi il grandissimo ultimo giro di Ricciardo, Raikkonen, Hulkenberg e Norris, ingarellati in una battaglia a ruote incrociate fin alla bandiera a scacchi. C’è poi stata la parziale soddisfazione per i ferraristi del giro più veloce in gara di Sebastian Vettel, in 1’32”740, e il bellissimo tentativo di Charles Leclerc su Valtteri Bottas, per il secondo posto. Poco di più, come avrete visto tutti. 

Alla fine la gente, però, è entrata in pista lo stesso, correndo sotto al podio ad applaudire i vincitori. Qualcuno portandosi via souvenirs del Paul Ricard, tipo i cartelli che recano scritte in metri la distanza che intercorre prima della curva, in modo da offrire ai piloti riferimenti precisi per la staccata. Non ce n’era tanta, di gente, come lo scorso anno. Il disastro viabilistico della edizione della rinascita del GP Francia deve aver indotto i più a rinunciare. Anche se quest’anno le soluzioni viabilistiche avrebbero potuto funzionare. I presenti, però, hanno festeggiato lo stesso. La passione, l’amore per questo sport rimane, rimane in tantissima gente. Le varie epoche ci hanno tramandato innumerevoli tentativi di cambio regolamento, per favorire lo spettacolo. Ma, puntualmente, siamo finiti in periodi più o meno lunghi di dominio di una squadra sulle altre. Questa è una caratteristica della Formula Uno, dove non esiste, fortunatamente, una standardizzazione spinta delle monoposto, o, peggio, un monomarca. Per cui, chi ha più risorse da investire e riesce ad organizzarsi meglio, come Mercedes oggi, o Lotus, Williams, McLaren, Ferrari, Red Bull, ieri, prevale.

 

E prevale nettamente. Se poi la macchina migliore viene condotta dal più bravo di tutti, è inutile aspettarsi troppe sorprese. Questo è e rimane uno sport. E, nello sport, sappiamo che vince sempre, o quasi, il migliore. Su chi sia il migliore oggi pensò non ci sia ombra di dubbio. “Al segna semper lü!” Grande Lewis! Ladies and Gentlemen, stand up and clap your hands, please!

 

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