DACIA BIGSTER La sorella maggiore di Duster con tanto spazio in più

DI PAOLO CICCARONE

Le dimensioni non mentono: se guardi Dacia Bigster vedi subito che è la sorella maggiore della più nota Duster, con la quale condivide buona parte della meccanica, del look e degli interni. La differenza più importante è proprio nelle dimensioni a partire dalla lunghezza: ci sono 23 centimetri in più, uniti a un passo maggiorato di 4 cm; in questo modo viene garantito più agio ai passeggeri posteriori e c’è tanto spazio in più per i bagagli (a divano reclinato, il baule è “da trasloco”).

SORELLA MAGGIORE CON PIU’ SPAZIO

I richiami però sono anche a livello stilistico, con un design che ricalca quello della Duster, con linee muscolose, squadrate e superfici scolpite con tagli netti. Nell’alto frontale cambiano solo il paraurti e la cornice dei fendinebbia; quasi identico il retro, dove spiccano le originali luci a “Y sdraiata” e il grande spoiler sopra il lunotto. Rispetto a Duster qui c’è una altezza da terra più elevata, ideale anche per il fuoristrada: l’auto dista ben 22 cm dal suolo (uno in più rispetto alla Duster), sufficienti per muoversi con facilità sui fondi dissestati.

INTERNI IN STILE DACIA MA CONCRETI

Per quanto riguarda gli interni, lo stile è tutto Dacia, con plancia e panelli in plastica rigida, ma con inserti colorati e uno stile curato che non fanno sembrare “povero” l’ambiente. Almeno l’occhio ha la sua parte. Abbastanza valido il sistema multimediale, con display di 10,1” orientato verso il guidatore; di chiara origine Renault, con il cruscotto digitale che invece ha uno schermo di 7” o di 10”. Pratici i comandi; la maggior parte non prevede di passare dai menù del display, facilitando parecchio la vita senza affannarsi fra programmi e pagine di computer sullo schermo. Pratica e intuitiva senza dubbio.

PREVISTI PURE I SEDILI ELETTRICI

La dotazione rispetto a Duster è leggermente migliorata in quanto di serie o optional si possono avere il sedile di guida a regolazione elettrica, il “clima” bizona con le bocchette anche dietro, il tetto apribile in vetro, vano refrigerato sotto il bracciolo centrale anteriore, vetri antirumore, regolazione lombare per il passeggero anteriore, portellone motorizzato, lo sblocco automatico delle porte. Insomma, non sembra nemmeno una Dacia per come eravamo abituati.

TRE CILINDRI 1.2 MILD HYBRID PER COMINCIARE

Dal punto di vista motoristico, abbiamo provato la versione TCe da 140 CV mild hybrid con motore 1.200 cc tre cilindri con cambio manuale 6 marce, ma in gamma ci sono anche le offerte GPL che per Dacia rappresenta un pezzo forte. Le mild hybrid, solo con cambio manuale a 6 marce, a trazione anteriore o 4×4, queste ultime con 9 CV in meno. Il motore 1200 tre cilindri è abbinato a un motore elettrico a 48 volt che dà il suo contributo in partenza e in accelerazione. C’è anche una versione full hybrid, mossa da un quattro cilindri in coppia con due motori elettrici (uno collegato alla trasmissione finale e un altro che sincronizza gli innesti del cambio robotizzato (con 4 rapporti per il motore a combustione interna e due per quelli elettrici).

C’E’ ANCHE LA FULL HYBRID CON MOTORE 1.8

Rispetto alla Duster full hybrid, il motore a benzina passa da 1.6 a 1.8 (cresce la corsa dei pistoni) con 156 CV (15 in più). Vista la mole e il peso, secondo noi è la versione consigliata per chi vuole uno spunto in più. Ma al volante sorprende questo piccolo 1200 per lo spunto e la ripresa, ben raccordata ai rapporti al cambio. Rispetto a Duster c’è una maggiore attenzione per il confort, grazie al parabrezza acustico e a cristalli di maggiore spessore. Non male l’insonorizzazione, tranne in piena accelerazione e alle andature autostradali, quando il tre cilindri si fa sentire specialmente in ripresa col suono tipico dei tre cilindri.

C’E’ ANCHE GPL E A TRAZIONE INTEGRALE

Il pezzo forte, forse, è senza dubbio il prezzo perché l’accesso alla gamma con la motorizzazione 1.2 provata parte da sotto i 25 mila euro con l’allestimento Essential e, volendo, c’è anche a Gpl, oltre che abbinato alla trazione integrale. Consumi: in città ne risentono per i continui stop and go con percorrenze di circa 12 km/litro, in extraurbano le cose vanno meglio con consumi che superano i 18 km/litro, mentre in autostrada  la media finale a circa 14 km/litro. Colpa del peso senza dubbio ma soprattutto di una aerodinamica che nei SUV, specie quelli massicci come Bigster, non aiutano.

COL 1.2 MANCA LO SPUNTO IN RIPRESA

Altro punto a sfavore dell’accoppiata motore-cambio è lo scarso vigore nelle riprese, discorso valido soprattutto in sesta, ovviamente. Nelle marce corte, invece, l’1.2 mostra un discreto brio. Ma è una vettura per famiglia per cui il brio in ripresa è stata l’ultima cosa cercata con Bigster. Optional: il pacchetto Parking, costo 600 euro, prevede le telecamere a 360° (di serie c’è solo quella posteriore), che aiutano non poco.

PREZZI DA 24.800 FINO A 31.900

Tra l’altro, la Bigster può avere un comodo letto lungo 190 cm, montabile in pochi minuti (da chiuso occupa l’intero baule): costa 2.168 euro, ma consente di vivere quest’auto in un modo particolare. Ovvero all’aria aperta, per gli spiriti liberi. Che è poi lo slogan di Dacia Bigster. La gamma parte da 24.800 euro per l’allestimento Essential col motore 1.2 e arriva a 27.800 della Journey mentre la 1.8 full hybrid parte da 29.700 euro e arriva a 31.700 del top di gamma Extreme 155 CV. Le versioni GPL abbinate al motore 1.2 portato a 150 CV partono da 29.900 euro e arrivano a 31.900 nella versione 4×4.

Condividi su: