Testo e foto MARCO FERRERO
Un’altra edizione del “Dix Mille Tours”, l’undicesima della sua storia, è andata in archivio, la kermesse francese, ospitata dal circuito Paul Ricard a Le Castellet, saluta tutti gli appassionati con l’arrivederci al prossimo anno, mentre i piloti si ritroveranno per l’ultimo appuntamento dell’anno, quello dell’Estoril Classic, in programma sul tracciato portoghese nel weekend del 5 ottobre prossimo, al termine del quale verranno redatte le classifiche finali relative alle classi che hanno gareggiato quest’anno.
Ciò in quanto, non lo si dimentichi, gli appuntamenti di ogni stagione configurano un campionato vero e proprio che alla fine premia i suoi vincitori; lato appassionati, forse un elemento più che secondario che effettivo, in quanto in questo tipo di eventi le protagoniste alle quali vengono rivolte le attenzioni sono le vetture, ed i piloti assumono un ruolo secondario ed accessorio.
Un weekend, come sempre, esaltante, per quello che forse, a parte la “Le Mans Classic”, è l’appuntamento più prestigioso di un’intera stagione, quello che, proprio perchè è l’appuntamento “di casa” (Peter Auto è francese ed in Francia la tradizione nell’ambito delle vetture storiche è decisamente più sentita di quanto non avvenga nelle altre nazioni continentali, Italia compresa), attrae il maggior numero di spettatori e raccoglie il più grande numero di partecipanti.
Da venerdì a domenica, le dieci classi del panorama sportivo di Peter Auto si sono susseguite senza soluzione di continuità tra prove libere, qualificazioni e gare, con centinaia di auto che hanno sfrecciato sul tracciato della Provenza regalando emozioni e raccogliendo ammirazione; forse ci si aspettava qualcosa di più dalla classe “Group C”, quella che, per intenderci, raccoglie i prototipi degli anni ’90 (Peugeot, Porsche, Nissan, Spice), quest’anno vistasi solo a Montjuic, Spa e Le Mans, e nell’occasione ridotta a sole otto unità.
Vetture dal valore economico a sei zeri, e con costi di manutenzione altrettanto rilevanti, alcuni dei cui fortunati proprietari hanno deciso di non portare i loro bolidi in pista, lasciando negli appassionati forse un po’ di rammarico, certamente compensato dalle altre centinaia di vetture che si sono alternate sul tracciato francese.
Il tutto in un clima festoso e di grande entusiasmo, con i paddock brulicanti di appassionati di ogni età intenti a rimirare le vetture od a soffermarsi, specie quelli più tecnicamente “preparati”, sui particolari delle stesse, magari scambiando qualche parola con i proprietari per togliersi qualche curiosità; una festa cui si presenzia con la voglia di trascorrere un weekend sportivo con uno sguardo ed i ricordi verso un passato, più o meno lontano.
La kermesse ci saluta con l’arrivederci al prossimo anno, sempre a fine agosto – inizio settembre, la data che ormai tradizionalmente Peter Auto dedica alla manifestazione, per un’altra appassionante edizione di un evento che rappresenta in una delle sue forme migliori la storia dell’automobilismo sportivo e non dagli anni ’50 sino ai primi 2000.















