DI PAOLO CICCARONE

Quando nacque 25 anni fa lo stabilimento di Melfi, provincia di Potenza, rappresentava per il gruppo Fiat il fiore all’occhiello. Moderno, efficiente, futuristico. Dopo un quarto di secolo la realtà è andata forse oltre le aspettative, visto che in questo impianto si sviluppano anche metodologie di lavoro grazie alla Academy diretta dall’ingegner Alfredo Leggero, un altro esempio di cosa fare e sviluppare in un ambito aziendale che va oltre la semplice produzione di veicoli. Oggi Melfi occupa 7265 dipendenti e ne coinvolge altri 2700 nell’indotto. Sul totale dei dipendenti 1850 hanno meno di 30 anni e si tratta di personale che, grazie all’Academy interna, può svolgere 300 ruoli e intercambiarsi a vari livelli. Un gioiello dell’Italia nascosto e poco conosciuto, sarebbe bello portare i clienti dei modelli FCA per far vedere cosa c’è dietro a una vettura. E proprio grazie a questa capacità, in grado di sfornare 1200 auto al giorno, FCA ha messo le basi per la produzione di Jeep Renegade e Compass del futuro, quelle ibride plug in la cui produzione è appena cominciata. Si tratta di un avvenimento importante per il gruppo perché segna l’ingresso nell’elettrificazione con due modelli premium che il mercato internazionale ha premiato.
Infatti Compass era prodotta in Messico, Brasile e Cina e adesso approda a Melfi grazie proprio alla elettrificazione della gamma. Ma questo è solo il primo passo di una serie di lanci e modelli nuovi che nel 2020 coinvolgeranno il gruppo FCA ad altissimo livello. A Melfi si produce anche la 500 X, una vettura che un domani potrebbe seguire la via dell’elettrificazione come accade da ora per Renegade e Compass, un Suv di segmento C che negli ultimi mesi ha segnato numeri in crescita da paura: un più 48 per cento nell’ultimo anno. E che dire di Renegade, un B suv i cui numeri imitano quelli di Compass? Crescita incredibile anche in questo caso, con un più 330 per cento negli ultimi 5 anni. Insomma, la base con modelli premium (quelli che rendono per intenderci) in FCA è presente, bisognava fare qualcosa di nuovo ed ecco il via alla linea di montaggio della Plug In. Per FCA sarà quindi un 2020 all’attacco con tante novità, dalla 500 elettrica (Torino 4 luglio) con un piano di investimenti che coinvolge Panda Lancia Y e 500, Fiat Professional con un nuovo Ducato full electric e tanto altro ancora che bolle in pentola.
La motorizzazione ibrida plug-in esordirà alla fine del primo trimestre 2020, presso lo stabilimento che dal 1994 ha prodotto oltre 7,4 milioni di vetture. In linea con il programma di investimenti da 5 miliardi di euro che Fca ha annunciato per l’Italia, l’avvio della produzione in Basilicata della Compass ed i primi esemplari pre-serie della Renegade plug-in costituiscono un passo importante nell’evoluzione di FCA, indispensabile per stare al passo con il mercato e rispondere all’innovazione tecnologica che la nuova mobilità e le regole europee sulle emissioni impongono in tempi strettissimi.
Oltre a Jeep Compass FCA prevede 13 modelli totalmente nuovi o profondamente rinnovati e l’inserimento in gamma di 12 versioni elettriche di modelli nuovi o già esistenti. Alla presentazione di Melfi è stato dichiarato che il piano è molto più ampio e comprende, oltre alla creazione di 13.000 nuove colonnine di ricarica entro fine 2021, una serie completa di servizi per il cliente ottenuti siglando accordi con partner come Enel X, Engie, Terna, Transatel, Lexis Nexis e Generali per permettere un approccio più semplice alla nuova realtà elettrificata. Il rapporto col cliente non cambierà affatto, anzi ci saranno nuovi servizi e nuovi asset grazie proprio alle possibilità offerte dalla elettrificazione in corso. Dopo l’abbandono della Punto, che veniva costruita a Melfi, oggi lo stabilimento vede un futuro e lo vede ad altissimo livello.
COSA E’ LA PLANT ACADEMY

Plant Academy: il futuro è la fabbrica dei talenti e delle idee, verso l’elettrificazione
Venticinque anni vissuti intensamente, alla continua ricerca del miglioramento. Melfi non si ferma mai e guarda ogni giorno al futuro, che significa nuovi modelli, innovazione, sviluppo ed elettrificazione. Un futuro che passa anche dalla Plant Academy, creata nel 2015 all’interno dello stabilimento e importante tappa verso il traguardo di “Industry 4.0”. Si tratta di una fucina di idee e di sperimentazioni, oltre che una “fabbrica di talenti” vista l’attenzione dedicata allo sviluppo delle potenzialità delle persone, che nasce per migliorare la competitività complessiva della fabbrica: sostenibilità economica, qualità del prodotto e capacità di creare innovazione.
Punto di partenza dell’Academy è stata l’analisi dell’organizzazione e dei ruoli delle persone e la definizione delle competenze necessarie per svolgere al meglio ogni singola attività. Il secondo passaggio è stato la creazione di conoscenza (Knowledge Creation) in quello specifico ambito: a ogni competenza è stato associato un pacchetto formativo realizzato a partire dall’esperienza e dalle conoscenze dei migliori professionisti dello stabilimento in quel settore. Infine, sono state definite le modalità per lo sviluppo delle persone (Leadership Development) e messi a punto strumenti di valutazione e percorsi di sviluppo per far crescere quanti in futuro ricopriranno ruoli di maggiore responsabilità. È stato così possibile individuare talenti nascosti e predisporre per loro percorsi di crescita: fino a oggi sono stati messi a punto 119 percorsi di crescita concretizzati in oltre 300 moduli formativi.
In dettaglio, l’impostazione dei moduli di formazione dell’Academy prevede l’alternanza di aula, simulazione, verifica e applicazione pratica. Ogni anno la direzione dello stabilimento, sulla base dei piani produttivi ed economici, stabilisce gli obiettivi di business e su questi lo staff della Plant Academy definisce percorsi formativi a supporto. Così, grazie all’Academy, nuove tecnologie e nuove competenze a Melfi arrivano insieme, perché c’è la possibilità di provarle e migliorarle nei laboratori di simulazione. In dettaglio, sono quattro i laboratori principali – simulazione virtuale dei processi, riproduzione dei processi logistici, area digitale e area tecnica – che compongono la Plant Academy, tutti dedicati alla fase di simulazione dei concetti teorici per aumentare l’efficacia dell’apprendimento e alla ricerca e testing di soluzioni innovative.

Entrando nella Plant Academy di Melfi ci si trova immersi in una realtà dove a guidare sono le persone e la loro creatività. Indipendentemente dalla gerarchia e dai ruoli, chi ha idee da proporre e capacità da mettere in campo è libero di esprimersi: solo nel 2018 sono state presentate e discusse 5 mila idee. Anche l’estetica è insolita per una fabbrica, tanto che gli ambienti dell’Academy non hanno nulla da invidiare a quelli delle più innovative imprese della Silicon Valley in California: arredi dai colori vivaci, strumenti di studio a metà fra il gioco e l’hi-tech, schermi e ampi spazi di relax. Tutto realizzato internamente con materiali riciclati grazie al lavoro e alla passione delle persone dello stabilimento. Completano la struttura alcune aule adiacenti ai laboratori, nelle quali si acquisiscono i concetti teorici messi immediatamente in pratica nelle aree di simulazione. Tutto quello che viene insegnato è condiviso con le altre Plant Academy di FCA attraverso un grande archivio digitale. La Plant Academy di Melfi ha fatto scuola e il suo esempio è stato seguito da molti stabilimenti che hanno creato le loro Academy proprio sul suo modello.
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